La difficile via delle scienziate

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Il 30 dicembre 2012 una grande donna ha abbandonato questa terra dopo i 103 anni in cui ci ha arricchito con la sua presenza. Rita Levi Montalcini, le sue scoperte, la tenacia, i successi, l’impegno sociale, sono stati e saranno ancora a lungo un esempio di vita per intere generazioni di donne. Se Rita non fosse stata la donna determinata che abbiamo conosciuto, forse a 18 anni avrebbe obbedito alla volontà paterna, sarebbe stata una donna del suo tempo, forse moglie e madre, forse un’artista come la sorella gemella e la madre. Invece è una delle dieci donne che nel mondo sono state insignite del premio Nobel per meriti scientifici (gli uomini sono circa 200), l’unica italiana.

Civiltà e inciviltà nella memoria

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In Italia l’8 marzo, giornata internazionale della donna, ricorda dal 1922 sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo. A questa ricorrenza in seguito a una risoluzione dell’ONU del 1999, si è aggiunto il 25 novembre, celebrato come "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”.

I mestieri della toponomastica

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In Sardegna pochissimi luoghi dedicano le loro vie a occupazioni antiche e recenti. Si tratta quasi sempre di attività maschili, o talvolta di lavori svolti indifferentemente da uomini e donne per i quali si utilizza troppo spesso un genere apparentemente neutro, che di fatto occulta la presenza delle donne. Soltanto la città di Olbia intitola ben 34 vie ai mestieri: dai più antichi maniscalchi, menestrelli, fabbri, tessitori, ai più comuni panettieri, sarti, librai, barbieri, fino ai testimoni della vocazione marinara della città - navigatori, esploratori, palombari, commercianti - e agli interpreti della modernità - metereologi, aviatori, astronauti.

Adelaide Zoagli Mameli

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Toponomastica femminile. Possiamo parlare di figure femminili nel Risorgimento? Un tabù da sfatare per molti. La ricostruzione di figure femminili del periodo risorgimentale attraverso le cronache storiche ci offre talvolta esempi di donne legate a nomi di patrioti o di personaggi celebri ottocenteschi, come Anita Garibaldi e altre. Per coloro che sono state meno famose o soltanto protagoniste dimenticate dalla memoria collettiva del nostro Paese, è necessaria un’operazione di recupero, si potrebbe dire, di quella parte meno nota di fatti e di curiosità del movimento politico e intellettuale risorgimentale.

Una sarda sulle strade dell’arte

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Toponomastica femminile. Nella storia dell'arte sono assenti le grandi artiste e il problema rimane, anche se oggi molte donne si sono affacciate sul panorama artistico internazionale. La nostra post-modernità è caratterizzata dal disorientamento, dallo spaesamento, dalla perdita di un “dove” certo. Finito il predominio dell'artista maschio, bianco, occidentale, si scoprono le tante artiste del passato, che nella storia dell'arte di Gombrich e dell'Hauser non erano nemmeno nominate. Molte di queste sono state donne viaggiatrici, non sempre volontarie, donne in fuga, donne che sono andate a vivere in un paese diverso dalla loro patria d'origine, dove hanno costruito nuove identità.

Una targa alla Fortuna esemplare

La storia che stiamo per conoscere probabilmente sarebbe stata da tempo dimenticata se la cittadina di Carloforte, della piccola isola di San Pietro, unica in tutta la nazione, non avesse deciso di commemorarla nella sua toponomastica.
Dal 25 aprile 2001, un tratto di lungomare tecnicamente detto Calata, vicino alla Capitaneria di Porto e a pochi passi dall'immancabile statua di Vittorio Emanuele III, ospita una targa in marmo che recita “Calata Fortuna Novella - Mamma Mahon“.

Musiciste nella toponomastica cagliaritana

Delle sole 59 strade cagliaritane intitolate a donne, 5 sono dedicate ad artiste che hanno fatto della musica la propria ragione di vita: Carmen Melis, Maria Luisa de Carolis, Maria Carta, Maria Callas e Mia Martini.
Via Carmen Melis, situata nel nord del capoluogo sardo, è una stradina nelle cui vicinanze si trova anche via di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti e quindi anche delle donne oggetto di questo articolo.
Ma chi era Carmen Melis?

Labili tracce odonomastiche:
le sorelle Altara

Negli anni a cavallo tra '800 e '900, a Sassari, nella famiglia dell'oculista Eugenio Altara e di Gavina Campus, nascono e crescono le quattro sorelle Aurora, Lavinia, Edina e Iride, che, come tutti i bambini dell’epoca, occupano il tempo libero a giocare con forbici, colla e carta colorata. Tutte ebbero la preparazione scolastica tradizionale, ma soprattutto le ultime tre, da autodidatte, espressero presto le loro capacità artistiche. Pare l’inizio di una favola di un tempo non troppo lontano e un po’ lo è davvero.

Adelasia:
un vuoto di memoria

A Nuoro, vicinissima alla Cattedrale di Santa Maria della Neve, c’è una piccola strada in salita tra via Matteotti e via Antonio Mereu. È difficile individuarla e in molte mappe non è neppure segnata, ma resta l’unica in tutta l’isola a ricordare Adelasia Cocco.
È una scalinata percorribile soltanto a piedi e da chi è in buona salute e sarebbe piacevole trovare, dopo l’ultimo gradino sommitale, una targa esplicativa, per conoscere questa donna straordinaria e, con l’occasione, riprendere fiato.

Joyce Lussu, un nuovo viaggio di formazione sulle strade dell’isola

Per una donna che si stimi, costruire il proprio sé interiore e vedere rispettata la propria identità di essere pensante, è teoricamente più agevole nei tempi moderni rispetto al passato: possiamo immaginare quanto dovesse essere difficile raggiungere tale obiettivo prima dell’ottenimento del diritto al voto, dell’istruzione obbligatoria, dell’affrancamento economico dal maschio, della diffusione della tecnologia informatica, dell’avanzamento intellettuale e del riconoscimento di ruoli femminili all'interno di attività riservate ai soli uomini.

Andar per targhe...
a Sassari

In questi ultimi giorni d’estate il gruppo di Toponomastica femminile è impegnato a documentare, attraverso la fotografia, strade e targhe femminili per creare archivi regionali. Parte del materiale raccolto sarà utilizzato nel Convegno nazionale che si terrà alla Casa Internazionale delle Donne di Roma, il 6 ed il 7 ottobre prossimi.
Dagli elenchi ufficiali del Comune di Sassari risultano 946 vie, delle quali 488 intitolate a uomini illustri e 421 neutre (relative a città, luoghi geografici, nomi tradizionali, ecc.).

Madri Costituenti di sarda adozione

Lina Merlin e Nadia Gallico Spano: Madri Costituenti di sarda adozione.
Largo alle Costituenti s’intitola la campagna lanciata il 2 giugno scorso dal gruppo fb di Toponomastica f.: un’iniziativa che ha il duplice obiettivo di far conoscere le protagoniste della Repubblica e di sensibilizzare le amministrazioni affinché intitolino loro strade, piazze, giardini. Le madri della nostra Costituzione sono state 21 su 556, appena il 3,7%, una percentuale molto esigua che ritroviamo oggi nelle intitolazioni femminili delle strade della capitale.

Da Cala di seta a Calasetta: toponomastica, genere e storia

La toponomastica del piccolo capoluogo sardo di Calasetta (Isola di Sant'Antioco) può essere letta come un'efficace sintesi della sua storia.
Ufficialmente nel 1770, con la fondazione del primo nucleo ai piedi della torre di avvistamento (1756-7), inizia la realizzazione di un reticolo -squadrato e ordinato- di strade, totalmente prive di marciapiedi, che ricordano gli accampamenti militari e le città romane. È infatti un ingegnere militare l'ideatore della pianta e a lui è dedicata la piazza antistante il Municipio (Pietro Belly).

Una terrazza di poesia: toponomastica cagliaritana

Sarebbe stata felice Mercede Mundula della piazzetta che le ha intitolato la sua città natale, Cagliari, col suggestivo panorama sul viale del Poetto, sul Parco di Monte Urpinu e il mare in lontananza.
Affascinante la storia familiare di Mercede: delle cinque figlie di Nepomucena Zuddas e di Notaro Carlo, uomo intelligente e arguto, tre si accostarono alla poesia. Mercede, la maggiore, nata nel 1890, morirà nel 1947. Francesca, nata nel 1892, morirà nel 1961, e Teresa, che vide la luce nel 1894, si spegnerà nel 1980.

Ninetta Bartoli, la prima sindaca italiana

Nella recente storia della Sardegna c’è una sentenza emblematica dello scarso pluralismo democratico presente negli organismi amministrativi: il 2 agosto 2011 il TAR ha dichiarato nulla la nomina degli assessori regionali per l’assenza della rappresentanza femminile. Anche nell’ultima tornata elettorale si sono registrati squilibri di genere nella composizione delle giunte comunali: per quanto Cagliari risulti nel complesso una provincia relativamente virtuosa, con 12 sindache, l’amministrazione di Castiadas è del tutto priva di donne.

Prime donne:
Rina Monti

Il gruppo Toponomastica femminile ha recentemente inaugurato una nuova sezione di ricerca, denominata Prime donne, dedicata alle figure femminili che «per prime hanno ricoperto un ruolo o svolto una professione di tradizione maschile». Vorremmo ricordarle tutte, raccontando le loro storie, ma non sarà cosa breve perché la presenza femminile, seppure occultata da una cultura misogina, ha pervaso tutti i campi del sapere e del fare. In questa sede ci limiteremo a tracciare alcune note sulle protagoniste meno conosciute, che sono nate o hanno vissuto sull'isola, partendo dagli ambiti professionali in cui hanno operato.

Sardegna e Toponomastica:
i numeri della disparità

Un incalzante video dell’associazione Pari o Dispare racconta i numeri della disparità femminile così come pure diversi studi specifici stanno evidenziando in maniera sempre più frequente.
La Relazione annuale 2011 della Banca d'Italia ha dedicato –per la prima volta– un capitolo al ruolo delle donne nell'economia italiana: questo studio evidenzia un divario di genere che riguarda il livello delle retribuzioni, il raggiungimento delle posizioni apicali, la carriera e l'iniziativa imprenditoriale non più sostenibile anche dal punto di vista economico.

Principesse e regine nei nostri percorsi quotidiani

Ponte Regina Margherita, piazza Regina Elena, viale principessa Clotilde, via Mafalda di Savoia: sono queste le strade “di sangue blu” nei nostri percorsi urbani. Presenti in quasi tutti i centri italiani, la loro diffusione e ripetizione rende ancora più grande il vuoto della rimozione della storia femminile. I rilevamenti statistici di Vincenzo Caffarelli collocano la regina Margherita al 94° posto nella classifica dei toponimi più frequenti ed Elena al 139°, ma segnalano anche che tra i primi cento classificati ci sono appena 19 donne, di cui 12 sante.

Partigiane sarde nella toponomastica femminile

Di madre in figlia: Bastianina e Marisa.
A Sassari, nei pressi di via Monte Tignosu, una piazza porta il nome di Bastianina Musu Martini.
Commemorando la sua scomparsa, il Presidente della Consulta nazionale, riunita in assemblea plenaria il 9 gennaio 1946, ebbe a dire: «Nella sua anima purissima, un francescano amore dei diseredati si univa ad un’inesausta passione mazziniana per la libertà».
Ma chi era Bastianina Musu Martini?

Fed’S per Toponomastica femminile

Come sostiene la "nuova rockstar del femminismo", l’inglese Caitlin Moran, nel suo saggio "How To Be a Woman" «è tecnicamente impossibile per una donna non dirsi femminista. Senza il femminismo non avreste il permesso di dibattere su quale sia il posto della donna nella società...» e noi di "Fed’S" ci riteniamo “femministe” esattamente nel senso che scrive la Moran. Perché vogliamo appunto dibattere del nostro ruolo nella società, ma soprattutto vogliamo perseguire tutte le battaglie di genere, comprese quelle volte non solo a sensibilizzare la società ma soprattutto a ridare alle donne il posto che meritano nella società.

Memorie e moniti nelle strade cittadine

Ripartiamo da un concetto che ci sta molto a cuore: quello della mancanza di modelli al femminile per le giovani donne, mancanza che spesso porta le ragazze a non darsi valore, a sottostimarsi e, magari, a seguire il modello, della donna oggetto, solo corpo, ancora imperante in TV e nella pubblicità.
Inoltre, se nelle targhe delle strade dovessero comparire intitolazioni femminili rivolte alle vittime di femminicidio, si tratterrebbe di nuovo di donne ridotte a corpi, spesso massacrati e violati, ancora una volta donne senza testa che non agiscono, non scelgono, donne relegate per sempre al ruolo di vittime.

Toponomastica femminile e democratica

In occasione della ricorrenza dell'otto marzo, sulle pagine di Sardegna Democratica avevamo raccontato dell'iniziativa promossa dal gruppo facebook di Toponomastica femminile, volta a censire su tutto il territorio nazionale la presenza femminile nell'odonomastica.
In conseguenza alle prime ma significative rilevazioni, che avevano evidenziato una presenza femminile assolutamente residuale (meno del 5%), il gruppo ha rivolto a tutte le amministrazioni l'invito ad aderire all'iniziativa 8 marzo: 3 donne, 3 strade impegnandosi a dedicare alle donne le successive tre intitolazioni.

Campagna "8 marzo: tre donne, tre strade"

Campagna per la memoria femminile locale, nazionale, straniera.
Da poco più di un mese è nato su Facebook il gruppo Toponomastica femminile per iniziativa di Maria Pia Ercolini, insegnante di geografia a Roma. L’idea è quella di impostare e condurre ricerche, pubblicare dati e fare pressioni su ogni singolo territorio affinché nelle intitolazioni di strade, piazze, giardini e luoghi urbani in senso lato siano maggiormente ricordate le donne per compensare l'evidente sessismo che caratterizza l'attuale odonomastica (branca della toponomastica).

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