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Sulle vie della parità
Atti del I Convegno di Toponomastica femminile
Roma, 6 e 7 ottobre 2012
A cura di Maria Pia Ercolini
Universitalia, Roma 2012, €15
 

 

 

INDICE

Premessa

Mary Nocentini 

 

Saluti

Irene Giacobbe

Paola Petrucci 

Francesca Beneduce

 

 

Parte prima

 

A. Toponomastica e memoria

Enzo Caffarelli

Odonimi: dalla funzione descrittiva a quella pedagogico-celebrativa e simbolica.

Con tre proposte per le dedicazioni al femminile

 

Fiorenza Taricone

Diventare e restare celebri: interrogativi della storia di genere

 

Giuliana Cacciapuoti

Toponimi arabo-musulmani in Italia

 

Bibliografia

 

B. Largo alla didattica

Gigliola Corduas

La scuola, un luogo da riprogettare

 

Pina Arena

Competenze di cittadinanza e memoria storica

 

Danila Baldo

Tra chimere e realtà lodigiane

 

Laura Moschini

Una pratica di pedagogia sociale: la toponomastica nei laboratori

universitari

 

Bibliografia

 

C. Le vie della scienza

Elisabetta Strickland

Un esempio eclatante di toponomastica sbilanciata: le fisiche italiane

 

Adriana Valente

Cultura scientifica, genere e identificazione

 

Tommaso Castellani

Un caso di studio: Marie Skłodowska e Pierre Curie

 

Bibliografia

 

 

D. Strade di città

Luisa Rossi

Le donne nella città. Riflessioni su dinamiche denominative e dinamiche spaziali

 

Laura Silvestri

La cultura dell’abitare

 

Maria Antonietta Saracino

L’altro sguardo sulle città

 

Tiziana Concina

Le città di Anna Maria Ortese tra sogno e realtà

 

Maria Teresa Antonia Morelli

Un quartiere per le Costituenti?

 

Bibliografia

 

 

Parte seconda

  

E. La capitale in piazza

Gemma Azuni

Una battaglia di civiltà

 

Barbara Belotti, Maria Pia Ercolini

Le strade dell’Urbe

 

Maria Vincenzina Iannicelli

Regolamenti toponomastici

  

Bibliografia 

 

F. Panoramica nazionale

Paola Bortolani

Le macroaree: storia di un’analisi toponomastica sotto l’occhio vigile dei media

 

Rosa Enini, Loretta Junck

Il Nord-Ovest

 

Claudia Antolini, Nadia Cario, Irene Fellin,

Loretta Junck, Giulia Penzo, Giulia Salomoni, Livia Stefan

Il Nord-Est

 

Barbara Belotti, Livia Capasso, Paola Spinelli

Il Centro

 

Giuliana Cacciapuoti, Marina Convertino, Nora D’Antuono,

Lidia Di Giandomenico, Cinzia Marroccoli, Daniela Sautto, Roberta Schenal

Il Sud

 

Pina Arena, Claudia Fucarino, Daniela Serra

Le isole 

 

G. Contributi oltre confine

Irene Fellin

Bruxelles, un’occhiata all’Europa

 

Sofía Vega Ocaña

I toponimi femminili nelle strade di Cadice e Granada

 

Anna Altobelli

Friburgo: una mappa di genere

 

Silvia De Maria

Isabelle Eberhardt sulla via di Ginevra 

 

Éugenie Randazzo

L’attente du Sud

 

Francesca Bartolini

Windsor Berkshire

 

Gloria Cortes, Sandra Trejo

Scorci messicani

 

Alta Price

Luci su Manhattan

 

Aureliana Di Rollo

Toponimia maschile e femminile. Nominare come strategia di conquista.

Il caso di Perth  

 

 

Parte terza

 

H. Percorsi

Mary Nocentini

Dame e dee ai Castelli Romani

 

Maria Grazia Anatra

“Donna che apre riviere”.

Un percorso di genere femminile nella toponomastica versiliese

 

Claudia Fucarino

Palermo e le donne senza volto

 

Maria Pia Ercolini

Tracce femminili sul colle di Giano

 

Livia Capasso

Nel cuore di Trastevere, fra arte e memoria

 

Barbara Belotti

Passeggiata nel parco

 

I. Conclusioni

Cosimo Palagiano

Un futuro internazionale per la toponomastica femminile

 

Marina Convertino, Carlo Guarnieri Calò Carducci

“Stradario”: un software ad hoc

 

Duccio Pedercini, Giulia Salomoni

Dalle partigiane alle Costituenti,

per la costruzione di nuovi modelli di riferimento

 

Maria Antonietta Nuzzo

Le vie della disparità

 


 

 

 

 

Patrocini: AFFI, ANCI, Aspettare Stanca, CNR (Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali),

Comune di Roma, Dol’s, Empatia Donne, FIBA CISL Banca d'Italia, FNISM,

GIO (Osservatorio Interuniversitario di Studi di Genere), Iacobelli editore, IFE Italia (Iniziativa Femminista Europea),

Leggendaria, LIOn - Laboratorio Internazionale di Onomastica (Università di Roma Tor Vergata),

Ministro del lavoro e delle politiche sociali con delega alle pari opportunità,

Nuovo Paese Sera, Power and Gender, Rete per la Parità, RIOn, Telefono Donna Potenza.

 

L'evento è stato realizzato con il contributo di east, rivista internazionale di geopolitica.



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Programma Convegno

 


 

Modalità di acquisto:

tramite IBS o contattando l'editore, alla seguente mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 Recensioni

Marina Convertino 
Dallo studio della toponomastica in una prospettiva di genere, nasce nel 2012 una attività di ricerca avviata dalla professoressa Maria Pia Ercolini, con l'intento di censire le strade intitolate alle donne su tutto il territorio nazionale. Il progetto - con l'originale nome di Toponomastica Femminile - è un esempio riuscito di rete e di aggregazione attraverso il social network più conosciuto, Facebook, che ha dato vita al libro "Sulle vie della parità", un lavoro di scrittura corale che riunisce oltre ai resoconti regionali, i contributi di studiose e addette ai lavori del I Convegno Nazionale di Toponomastica femminile (6 /7 ottobre 2012). Ma perché parlare di pari opportunità nella toponomastica? Immaginiamo di passeggiare per le strade di una città qualunque e di osservare le targhe stradali da una prospettiva diversa, come se fossimo all'interno di una galleria: chi sono le persone che incontriamo, quali vite ci parlano e soprattutto quali valori ci trasmettono? L'esame attento della toponomastica ci rivela un dato fino a ieri ignorato, quello della quasi totale assenza del genere femminile con poche differenze dal nord al sud, ma con un comune denominatore: tante sante e madonne e poche donne di scienza, di storia, dell'arte. Il libro, scritto a più mani, offre numerosi spunti di riflessione: la funzione simbolica e commemorativa degli odonimi, la toponomastica nella didattica e come pratica di pedagogia sociale, l'analisi dei censimenti nazionali divisi per macroaree, con un focus sulla capitale, e una indagine oltre ai confini nazionali. Una sezione è dedicata ai percorsi di genere, dove le autrici sviluppano itinerari interessanti, con un'ottica nuova, alla ricerca di figure femminili sulle quali concentrare l'attenzione. Un volume decisamente singolare e ricco di temi stimolanti, che farà dichiarare al prof. Cosimo Palagiano, nelle pagine finali, di voler portare il tema della Toponomastica Femminile alla prossima conferenza di Kyoto.

Loretta Junck 
Il volume, dalla presentazione vivace e accattivante - non solo la significativa copertina ma anche le belle foto a colori all'interno - raccoglie i contributi relativi al Primo Convegno del gruppo di Toponomastica Femminile, che ha avuto luogo a Roma nei giorni 6 e 7 dell'ottobre scorso. L'incontro è stato determinato dalla volontà di stringere i rapporti tra persone che si conoscevano solo virtualmente attraverso Facebook e nello stesso tempo dalla necessità di verificare il lavoro svolto dal gruppo in nove mesi. Il libro è curato da Maria Pia Ercolini, fondatrice e instancabile ispiratrice del gruppo, da lei guidato con passione e piglio manageriale; decine di persone vi lavorano da un anno con impegno ed entusiasmo. Nel volume è raccolta una considerevole mole di lavoro accumulato grazie all'interesse e alla competenza delle e dei partecipanti, tra le/i quali molte/i docenti che operano soprattutto presso le università di Roma, ma anche presso altre università, istituti superiori e strutture culturali, pubbliciste/i, giornaliste/i: oltre alla stessa Maria Pia Ercolini,l'arabista Giuliana Cacciapuoti, l'onomasta Enzo Caffarelli, Tommaso Castellani del CNR, Irene Giacobbe pubblicista e femminista, Laura Moschini (Università di Roma 3), Cosimo Palagiano professore emerito alla Sapienza, il giornalista Duccio Pedercini, Luisa Rossi(Università di Parma), Maria Antonietta Saracino (Sapienza), Laura Silvestri ed Elisabetta Strickland(Tor Vergata), Fiorenza Taricone (Università di Cassino e del Lazio meridionale), Adriana Valente (CNR). Non mancano i contributi delle istituzioni e del mondo della scuola. Il tema, trattato da tanti punti di vista diversi, rivela appieno la sua valenza culturale, valenza che il gruppo ha in animo di sfruttare anche in futuro con un'azione a tutto campo. Nel complesso, un libro interessante e profondo, e una miniera di sorprese.

Anna Paola Franzì, su "ilcarrettinodelleidee.com" 
Maria Pia Ercolinifondatrice appassionata e vulcanica del gruppo Toponomastica femminile, autentico fenomeno esploso su fb,  già con quasi 5000 iscritti e iscritte nell’arco di un solo anno, il  2012  – cura il volume che raccoglie gli atti del convegno del gruppo, tenutosi il 6 ed il 7 Ottobre, alla Casa internazionale delle donne di  Roma. Non si tratta di atti tecnici e  burocratici, ma del racconto vivo e diretto di   esperienze osservazione del territorio e di ricerca storica, biografica, documentaria, iconografica, condotte da donne che operano in settori diversi –  l’università, la scuola, il mondo delle professioni, dell’associazionismo, delle istituzioni  -  tutte accomunate da competenza nelle problematiche di genere e soprattutto da una forte consapevolezza del valore della differenza   e della necessità di operare insieme, su versanti diversi, per una cittadinanza simmetrica. La molteplicità di materiali, documenti e dati raccolti  ha un filo conduttore ed una chiara idea unificante di partenza: ricercare e ridisegnare volti e  storie delle donne cancellate dalla cultura dominante maschile, per assicurare  merito, memoria e riconoscimento a chi non l’ha ricevuto. La riflessione ed il racconto si colorano e acquistano evidenza e bellezza grazie anche alle fotografie: ritraggono targhe stradali dedicate alle donne. Le rendono uniche e significative la contestualizzazione e collocazione spaziali: dietro o accanto alla targa c’è la città, ci sono le persone, spesso alunne toponomaste, c’è talora il paesaggio naturale che dà alle insegne specificità, unicità, valore rappresentativo dello spirito  della comunità. Diviso in tre distinte sezioni, il volume affronta nella prima il tema della relazione tra memoria e toponomastica, descrivendone aspetti tecnici e definendo criteri di fama  e di dignità della memoria; esamina teorie e pratiche pedagogiche e didattiche legate all’onomastica cittadina e alla memoria della cultura umanistica e scientifica femminile. Nella  seconda parte vengono presentati i risultati dei censimenti e delle ricerche condotte dal gruppo: si pone  il tema dei  regolamenti toponomastici e si  analizza la tipologia delle strade dedicate alle donne;  il territorio, attraversato con occhio toponomastico femminile, è diviso in  cinque macroaree: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole . Ma si va oltre,  oltre confine e oltre oceano. La terza ed ultima  sezione suggerisce itinerari e passeggiate in ottica di genere, dalla Versilia a Palermo, dai Castelli Romani ai quartieri e ai parchi capitolini. Ci si interroga sul futuro, anche  internazionale, della toponomastica femminile e su nuovi modelli   suggeriti dalle  figure di partigiane e madri della Costituzione. Un libro da  leggere, da consultare, da sfogliare, da portare con sé, anche in  viaggio: fa riflettere, dà evidenza all’invisibile,  aiuta a riscoprire pezzi delle nostre città, della  nostra storia, e di noi stessi e di noi stesse, pezzi dimenticati, mai conservati e tutelati. Sfogliamolo e leggiamolo, nell’attesa di un secondo   libro toponomastico al femminile.

 

Giulia Basile, su NOI DONNE, rivista e newsletter, http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=04340 

È sempre una cosa straordinaria un nuovo libro che vede la luce. Ma lo è ancora di più quando un libro mette sotto i riflettori un qualcosa che era sotto gli occhi di tutti ma che nessuno o pochissimi vedevano. Il libro in questione contiene gli Atti del I Convegno di Toponomastica Femminile, cioè la messa a fuoco delle "vie della parità", come leggiamo nel titolo, sulle vie fatte per essere percorse da uomini e donne, ma che hanno indicazioni solo al maschile.

Sulle vie della parità è la metafora di un sogno, ma anche di un desiderio che si avvera. È stata Maria Pia Ercolini a sollevare il problema e a fondare su FB un gruppo che l'ha appoggiata con entusiasmo in questa questione, che è sociale, culturale, storica, politica. Ciò che viene fuori infatti da questo libro non è una questione femminista, di semplice rivendicazione di parità anche nella Toponomastica, ma di sostanza. Sappiamo bene che i simboli sono altra cosa dai contenuti, ma in questo caso i nomi delle strade (solo il 3% dedicate alle donne), sono la sostanza, così come è sostanziale per chi percorre quelle strade, per chi si trova in un edificio pubblico o una piazza ricordare che il volto di quella città e di quel territorio è stato costruito anche col contributo delle donne, con il loro ingegno, cultura, azioni e relazioni.

Le pagine di questo libro, costruite intorno al perché si siano perse queste "presenze" pongono interrogativi (perché questo vuoto? Ma soprattutto come si è costruita questa assenza e cosa produce ora questa insignificanza? È possibile realizzare adesso nuovi percorsi? Con quali strategie? Si possono proporre rimedi?) ma propongono anche rimedi: se la cancellazione del genere dalle nostre strade ha cancellato le donne dalla memoria cittadina, è dovere di tutti, in primis delle donne, riscoprire le eccellenze femminili e chiederne pubblico riconoscimento. Sarà allora un atto di giustizia portare nelle nostre strade i nomi eccellenti di donne di storia, di musica, di scienza (e non soltanto quelli di sante e madonne) e insieme sarà un atto di rispetto e amore per l'identità del proprio territorio il toponimo di donne che sono pilastri della storia di quel territorio. Il loro valore socio-politico sarà finalmente sotto gli occhi di tutti, nel senso letterale del termine, e la pubblicazione seguita a quel Convegno contribuirà a recuperare un maggiore rispetto della persona, uomo o donna che sia.

Dopo la lettura appassionata e sorprendente di questo libro il/la lettore/lettrice ne riconosce subito il senso: far ritrovare alle nuove generazioni di donne, vittime degli esempi deboli e fuorvianti dell'attuale comunicazione mediatica, i modelli di donne di spessore che hanno lasciato una impronta pulita e forte, a cominciare da quelle “Madri della Costituzione”, spesso dimenticate, e dalle donne che hanno condotto la Resistenza con ruoli attivi, militari, politici, logistici (19 vennero decorate di medaglia d’oro al valore militare, 54 con la medaglia d’argento, 167 con medaglia di bronzo). È una medaglia a incidere sul valore di un individuo? Certo che no. Non sarà certo una medaglia, ma il riconoscimento collettivo è d'obbligo per dare valore e riportare le donne nella memoria delle nuove generazioni.

Il libro convince della necessità e della giustezza delle rivendicazioni, fatte proprie da un gruppo vastissimo di persone, a cominciare dagli oltre 4.000 membri del Gruppo Facebook, sviluppatosi attorno alla provocatoria intuizione di Maria Pia Ercolini. Questo è un libro, che trascende le “rivendicazioni femministe”, per accogliere le rivendicazioni trasversali di donne e di uomini sul tema politico della rappresentazione femminile e sulla mancanza di memoria storica. L’impegno profuso nell’indagine in atto, rappresenta un esempio concreto di azione politica, autonoma e spontanea quanto sentita e partecipata. Esempio infatti accolto da molti fuori dall'Italia e dall'Europa.

Per la curatrice Maria Pia Ercolini e per Toponomastica Femminile la soddisfazione più bella credo sia l'interesse che ha svegliato nel mondo. Preziosa di spunti di riflessione infatti è la parte del libro che riguarda i "Contributi oltre confine", arrivati da Bruxelles, Granada, Friburgo, Ginevra, da Manatthan e ancora dalla Francia, dall'Inghilterra, dal Messico, dall'Australia Occidentale, tante donne unite in una comune splendida visione internazionale del problema.

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