Maria Nicotra Fiorini

Scritto da Samanta Giambarresi
Maria Nicotra Fiorini

Catania, 06/07/1913 - Padova, 15/07/2007
Crocerossina, Dirigente ACLI

Mandati:

Assemblea Costituente
Camera I Legislatura

Progetti di legge presentati:
Prima firmataria:
Divenuti legge:
Interventi:

6
1
1
17

25/06/1946 - 31/01/1948
Membro Assemblea Costituente
Gruppo democratico-cristiano 15/07/1946 - 31/01/1948
08/05/1948 - 24/06/1953

11/06/1948 - 01/07/1949
26/01/1949 - 24/06/1953

01/07/1949 - 24/06/1953
12/05/1952 - 24/06/1953
I Legislatura della Repubblica italiana (Camera)
Gruppo democratico cristiano 01/06/1948 - 24/06/1953
Membro III Commissione (Giustizia)
Membro Commissione parlamentare di vigilanza sulle condizioni dei detenuti negli stabilimenti carcerari
Membro VIII Commissione (Trasporti)
Membro Commissione parlamentare d’inchiesta sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla

Parlare di una delle donne “madri” della Costituente proveniente dalla Sicilia sembrerebbe facile poiché nell’immaginario collettivo sono donne austere e, diciamolo, anche un po’ noiose. Ma leggendo le biografie di alcune di loro sorgono, come vapore di un profumo indefinito, caratteri e conflitti che creano stima e un pizzico d’invidia da parte di noi donne di oggi. Erano madri, laureate, casalinghe. Donne eleganti, donne con una vita sentimentale che avrebbe dato scandalo, donne che, con i propri ideali, avrebbero cambiato per sempre le sorti italiane.

Maria Nicotra Fiorini, conosciuta anche come Nicotra Verzotto, nasce a Catania il 6 luglio 1913 da una famiglia aristocratica e durante la guerra ottiene la medaglia d’oro per essere stata volontaria della Croce Rossa; sarà Dirigente dell’Azione Cattolica, della Acli e si iscriverà alla Democrazia Cristiana diventando, nel 1954, Vice Delegata del movimento femminile.
Ma facciamo un passo indietro, torniamo a quell’Italia da rifare dopo una triste e sconvolgente guerra: troviamo il nome della giovane Maria tra le 21 donne dell’Assemblea Costituente e tra i deputati eletti nella I Legislatura; fa parte della commissione parlamentare d’inchiesta sulla miseria in Italia e di vigilanza sulle condizioni dei detenuti. La sua lotta è rivolta anche alla tutela fisica e delle condizioni economiche delle lavoratrici madri e al controllo della stampa destinata all’infanzia e all’adolescenza.

Nel 1953 si conclude la sua attività parlamentare essendo la prima delle non elette alla Camera. Decide quindi di tornare a Catania e nel ’55 conosce il dirigente della DC, Graziano Verzotto, un ragazzo più giovane di dieci anni, padovano, mandato a Catania da Fanfani per riorganizzare il partito siciliano. I due si sposano e Maria resterà accanto al marito appoggiandolo nella sua ascesa politica. Otterrà l’incarico di Presidentessa dell’Istituto Case popolari di Catania nel ’60 (incarico che terrà sino al 1965).
Adesso le due vite si legano vicendevolmente e, come destino di tante donne, Maria passa in secondo piano per assecondare il lavoro del marito. Ecco perché per parlare di lei, si deve fare una cronistoria della figura di Verzotto in Sicilia. Per trovare tracce di Maria, donna in una società purtroppo maschilista per molti versi, dobbiamo indagare sugli eventi della Sicilia del dopoguerra, la politica, la mafia e gli scandali che la caratterizzarono.
Il marito fu uno dei personaggi più misteriosi di quel periodo. Il suo nome fu spesso legato a molti degli avvenimenti dell’isola. Segretario del partito a Siracusa dal 1955 al 1975, divenne presidente dell’EMS; acquistò anche la squadra del Siracusa divenendone presidente. Tra le cose più ambigue ricordiamo che fu testimone di nozze del mafioso riesino Giuseppe Di Cristina, implicato nella scomparsa di Enrico Mattei e del giornalista Mauro De Mauro. Fu, infatti, l’ultimo a salire sull’aereo del presidente dell’Eni, il giorno prima dell’esplosione, così come fu uno degli ultimi a parlare con il giornalista (che stava seguendo una pista sull’incidente aereo) il cui corpo non si trovò mai (una leggenda vuole che si trovi in uno dei piloni dell’A19 che era in costruzione in quel periodo).
Il 1975 fu l’anno nero di Verzotto. Dc e Psi si accordarono col Pci al vertice della Regione, si parlò allora di "compromesso storico" e, come affermò lo stesso Verzotto in un’intervista: «mi costrinsero alle dimissioni». Dopo solo quattro giorni dalle dimissioni, scampò a un tentativo di sequestro. Ma i guai per Verzotto non finirono poiché fu coinvolto nello scandalo finanziario dei “fondi neri” della banca di Michele Sindona. Molti enti pubblici e privati avevano depositato capitali nelle sue banche, poiché il banchiere garantiva interessi in nero. Quei fondi servivano a finanziare i partiti politici. Per non farsi arrestare Verzotto pensò quindi di lasciare l’Italia e nascondersi a Parigi (fonti: Graziano Verzotto, l’"uomo dei misteri", di Marco Nese, 13 maggio 2008, corrieredellasera.it).
Maria non lo seguì, restò in Sicilia prendendo le redini di ciò che il marito aveva lasciato. Si rimboccò le maniche facendo riemergere il carattere combattivo e determinato che aveva avuto da crocerossina durante la guerra, tornò a essere protagonista con il coraggio e la bravura di una dirigente. E fu così che i giornali scrissero «il Siracusa ha l’onore di avere il primo presidente di una squadra di calcio a livello professionistico “donna” che ha guidato la squadra alla conquista della Coppa Italia dilettanti». Quindi, una delle madri della Costituente si è poi interessata a una squadra di calcio negli anni settanta. Ancora una volta una donna entra nel mondo maschile con classe, femminilità e successo.

Verzotto ritornò dalla Francia solo nel 1991 e decise di tornare assieme alla moglie a Padova.
Maria Nicotra morì il 14 luglio del 2007 lontana dalla sua Sicilia, portando con sé molti segreti e il sapore di un mondo che non c’è più.

Samanta Giambarresi

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