Nuove strade per Toponomastica femminile

09 Dicembre 2013
Scritto da Pina Arena

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Dalla lotta al femminicidio alle intitolazioni alle Grandi Donne del presente.

L’aula magna dell’IIS”Vaccarini” risuona di frasi ferme e decise contro il femminicidio: “Violenza sulle donne è non riconoscere i loro meriti”, “Violenza sulle donne è considerare dramma della gelosia l’assassinio di una donna da parte di un uomo che dice di amarla”,  “Violenza sulle donne è pretendere in nome del tuo amore che lei cancelli da fb  le foto delle persone alle quali ha voluto o vuole bene”. 

“Contro la violenza sulle donne, bisogna essere  insieme, uomini e donne: con l’ascolto, il rispetto, l’attenzione, la cura”. Con queste parole  ha inizio la manifestazione di del Concorso regionale di Toponomastica femminile – Fnism “Vie di parità in Sicilia” che ha dato al Comune di Palermo i nomi di sette donne e sette  uomini a cui intitolare, con un criterio assolutamente pari, le strade dei quartieri culturali della Zisa. Le hanno scritte loro, i ragazzi dell’IIS”Vaccarini” , ed ora le leggono a voce alta, schierati di fronte ad un pubblico di 200 studenti e studentesse arrivati   dalle scuole medie e dai licei catanesi e da fuori provincia.  Ci sono anche le donne delle Istituzioni  e dell’associazionismo: Carmencita Santagati, ex assessora alle po, Giovanna Crivelli dell’UDI, Grazia Giurato , protagonista delle lotte femminili  a Catania già dagli anni sessanta.  Tutte parlano della necessità di coesione contro il massacro delle donne che non sembra fermarsi. Ma perché parlare di femminicidio nel giorno della premiazione di Toponomastica femminile?

Perché  la matrice della discriminazione è sempre quella: l’invisibilità delle donne, il disconoscimento della loro dignità, del loro valore, del loro diritto ad esserci e a prendere la parola.  Dopo le parole forti  di Stefano, Fabrizio, Gianluca, Martino, Giovanni , sono le  parole delle e dei giovani premiati a continuare il discorso sulla discriminazione di genere e sugli uomini e sulle donne che vorrebbero: e con loro ritorniamo a sperare, perché  aprono squarci inattesi sull’immaginario giovanile, su desideri e attese, sui modelli  e sull’esempio che chiedono al mondo adulto.

Michelangelo Zanghì dell’IIS “Vaccarini”  conquista il primo premio con la proposta di intitolazione ad un grande maestro,  Danilo Dolci,  perché  dalla sua vita “ arriva ad ogni  ragazzo  l’ invito a  mantenersi  integro, coerente, a resistere in nome di quello in  cui crede”. E’ un elogio del valore della coerenza e della differenza, misurato  ed appassionato insieme,  la motivazione di Antonio Russo del Liceo “Cutelli” che propone una intitolazione a Golirda Sapienza “sontuosamente cittadina del mondo” .   Francesco Attanasio, anche lui studente del “Vaccarini”,   viene premiato per aver proposto un’intitolazione ad Elvira Sellerio che ha saputo valorizzare, anche attraverso l’impresa, la cultura e la bellezza della parola. Vengono premiate per l’ intitolazione a Sibilla Aleramo, donna “coraggiosa e fuori dal coro” ,  Federica Lo Voi e le sue compagne dell’IC “De Felice”.  C’è anche una coppia-modello  che merita l’intitolazione ai Cantieri. La propone Costanza Franzì del “Liceo Principe Umberto” : si tratta di Rosetta Scaglione e Antonino De Stefano che  “hanno condiviso l’amore per la bellezza della cultura, riconoscendo ognuno il valore dell’altro”. Una menzione speciale per i  bambini e le bambine dell’ IC “Lombardo Radice” di  Vittoria  che propongono Elena Formica, ricamatrice intelligente, donna intraprendente, artigiana-artista del ricamo nella loro Città.  Una menzione speciale, infine, emoziona e sorprende  perché, tra le donne antiche e di valore,  colloca una donna speciale e di grande valore, del nostro presente , capace di   vincere tra le altre  battaglie anche quella dei limiti di tutti i  regolamenti toponomastici : è la stilista Marella Ferrera,  proposta da Costanza  Franzì  perché ha creato impresa anche valorizzando la tradizione dell’artigianato artistico siciliano, perché ha sfidato il mondo dell’impresa maschile, perché ha avuto il coraggio di restare in Sicilia, perché nelle sue opere ci sono  bellezza, creatività, coraggio: “lei mette insieme passato e presente per proiettarci in un futuro di speranza”. Le parole di Costanza scorrono alla presenza, elegante e gentile,  di Marella Ferrera e, infine, la  Donna-simbolo,   commossa,    abbraccia la sua giovane paladina che chiede  di continuare su questa  strada: intitolazioni virtuali alle donne eccellenti, visibili e meno visibili, del presente, che siano punto di riferimento e modello per le ragazze nei percorsi delle loro vite. Naturalmente sarà Marella la madrina di questo nuovo capitolo di Toponomastica femminile.

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