Volete sposarvi? Andate in Via Mogli Belle

14 Maggio 2013
Scritto da Ester Rizzo
PeppaLaCannoniera

 

Il viaggio nella "Toponomastica al femminile" ci porta tra vicoli e vie di Trapani. In questa città su 1197 strade, 704 hanno intitolazioni generiche, 433 si riferiscono a toponimi maschili e 60 a toponimi femminili. Nella provincia le intitolazioni maschili sono circa il 35,76%, mentre quelle femminili il 3,4%. Queste ultime sono quasi tutte riferite a figure religiose e mitologiche. A Gibellina, Salemi e Salaparuta spetta la "maglia nera": in quest'ultimo comune, su 96 strade solo una si riferisce ad una donna e, per di più, generica, "Donna Rosa". Tra le curiosità si evidenzia a Custonaci una via "Mogli belle".
Marsala si distingue un pò poichè nelle sue strade si ricorda Adelaide Bonanno Forti, che partecipò ai moti rivoluzionari del 1860, e una maestra locale, Giuseppina Vaiana. Nel 2008 è stata inoltre deliberata l'intitolazione alle sorelline Ninfa e Virginia Marchese e ad Antonella Valenti: vittime, negli anni '70, del "mostro di Marsala".
Nella città di Enna, invece, la percentuale delle intitolazioni al femminile è un pò più alta, il 6,3%: 36 strade su 570. Ma anche qui la maggior parte Madonne, Sante e nomi generici, una sola donna laica, Maria Montessori. Nel capoluogo ennese, 4 toponimi femminili sono abbastanza "strani": via Voglia di donna, via Bella dama, via Donna nuova e via Ree pentite. Curiose pure la via Affuga galline a Calascibetta e le vie Baci donna e Mamma figlia a Nicosia.
Per quanto riguarda il comune di Villarosa, si evidenzia una particolarità. Fino al 1761 questo comune si chiamava San Giacomo di Bombinetto; il suo nome fu cambiato in Villarosa in omaggio alla pittrice-architetta Rosa Ciotti di Resuttano, che elaborò un particolare piano regolatore per la cittadina approvato felicemente dalla popolazione. A Villarosa c'è un'altra peculiarità: non ci sono vie intitolate a Madonne e a Sante, presenti invece quasi ovunque.
Su Piazza Armerina, ricordiamo che l' 8 marzo di quest'anno l'associazione "Donne Insieme Sandra Crescimanno" (vittima di violenza) ha organizzato l'evento "Le vie della parità" proprio per denunciare la scarsità delle intitolazioni al femminile nelle strade cittadine. Provocatoriamente, sono state reintitolate 10 strade apponendo le tabelle su quelle già esistenti: Maria Montessori, Ilaria Alpi, Maria Grazia Cutuli, Sandra Crescimanno, Ipazia, Felicia Bartolotta Impastato, Alda Merini, Sibilla Aleramo, Rita Levi Montalcini e Ottavia Penna Buscemi hanno così avuto una strada anche se solo per un giorno.
Anche sul versante orientale della Sicilia, la situazione rimane immutata.
Iniziamo da Catania: su 2172 strade, 700 sono intitolate a uomini e 75 a donne. Di queste 75, 35 ricordano Sante e Madonne, 5 sono legate al culto di Sant'Agata e 10 a figure mitologiche. Nella città abbiamo scoperto una via Giammazita: questa figura ci ricorda una leggenda catanese legata alle vicende del casato degli Angioini. Si narra che una ragazza molto virtuosa, di nome appunto Giammazita, nel 1280 preferì gettarsi in un pozzo piuttosto che essere violentata da un soldato francese che si era invaghito di lei. Il racconto si collega sicuramente alla realtà storica che ci conferma le angherie che i dominatori francesi perpetravano sulla popolazione siciliana: tali attriti sfoceranno nei Vespri siciliani del 1282.
Fortunatamente una via del capoluogo etneo ricorda Peppa o Beppa La Cannoniera. Si tratta di Giuseppa Bolognani che sconfisse con un atto eroico l'esercito borbonico. Quando Garibaldi sbarcò a Marsala iniziando la conquista dell'isola, la città di Catania insorse. A Peppa fu dato il compito di postina: doveva recapitare messaggi nelle sedi dei comitati segreti e rivoluzionari. Un giorno, avendo concluso il suo compito, raggiunse un gruppo di marinai che trascinava un piccolo cannone preso da un veliero. I lancieri nemici partirono all'assalto gridando "Viva il re" e quei poveri marinai spaventati e disorientati abbandonarono il cannoncino. Ma Peppa si fece avanti, con coraggio balzò sul cannone, strappò il sacco con le polveri ad un artigliere e diede fuoco alla miccia. Purtroppo questo suo primo tentativo fallì e per i marinai e il gruppo di insorti la morte fu quasi certa. Peppa non si diede per vinta, ritentò il tiro con coraggio e questa volta il cannone fece fuoco trascinando in una nuvola di fumo uomini e cavalli nemici. Tutti iniziarono a gridare per la vittoria, mentre Peppa cominciò a trascinare il cannone per via Sant'Agata. Questo episodio le fece guadagnare addirittura una pensione a vita di 4 tarì al giorno.
Per concludere riportiamo una curiosità relativa alla cittadina di Bronte: qui esistono una via Biancaneve e una via Cenerentola... Si ricorre pure alle favole pur di non dare il meritato rilievo alle tante donne reali importanti.

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