Quando la Toponomastica racconta storie di donne straordinarie

22 Novembre 2013
Scritto da Ester Rizzo
giuseppina-turrisicolonna
 

Anche la Sicilia ha la sua prima guida di genere edita da Navarra: “La Palermo delle donne” di Claudia Fucarino pubblicata nell’ambito del progetto nazionale di Toponomastica Femminile ideato e coordinato da Maria Pia Ercolini. Di cosa si tratta? Semplicemente di illustrare un itinerario turistico mettendo in risalto il "volto femminile" della città che si visita. Per quanto riguarda Palermo, tutti sappiamo che il nostro capoluogo di regione ammalia il visitatore che da subito percepisce e respira la commistione di culture e popoli che nel tempo l’hanno eletta a dimora. Stili architettonici, statue, linguaggi, aneddoti e storie, odori e sapori sono permeati da questo magico influsso.

Claudia Fucarino, avvalendosi della collaborazione di 47 coautrici, ha redatto questa guida che svela volti e storie delle donne della città. Per ogni pagina sfogliata si materializza un personaggio femminile che accompagna nel cammino.

Si inizia con le Sante, uniche donne che hanno il privilegio rispetto alle altre di avere molte intitolazioni in tutte le nostre città. Viene raccontata la vita di Santa Rosalia, patrona di Palermo, della Santa sapiente e martire Caterina D’Alessandria, di Sant’Orsola protettrice delle ragazze e di Sant’Anna madre di tutte le donne. Per restare in tema di spiritualità ci sono le storie delle monache dei conventi: storie che a volte fanno sorridere per l’intraprendenza e l’estrosità di queste donne che quasi sempre abbracciavano la vita monacale perché costrette dalla famiglia e non spinte da reale vocazione.

Poi le regine e le aristocratiche come Maria Carolina, Bianca di Navarra, Maria Valguarnera Ucria, la baronessa di Prizzi……

Dalla ricerca e dalla lettura di documenti custoditi nell’Archivio Storico emergono le storie di donne coraggiose della Palermo medievale, delle loro instancabili lotte per ottenere diritti oggi scontati… come le vicende di Rosa e Grazia.

Ed ancora: la poetessa rivoluzionaria Giuseppina Turrisi Colonna, le pittrici Elisa Maria Boglino, O’tama Ragusa, Sistina Fatta della Fratta e Lia Pasqualino Noto, la grande Rosa Balistreri.

Leggendo questa guida e seguendone i percorsi conosceremo vite e opere dell’architetta Anna Maria Fundarò, della giornalista Marina Pino, della storica dell’arteMaria Accascino e di Maria Sofia Messana con i suoi pregevoli studi sull’Inquisizione.

Vengono ricordate anche le donne durante il secondo conflitto mondiale: un esercito laborioso e coraggioso che ha permesso alla città di non morire. E sempre di questo periodo la figura della partigiana palermitana Maria Montuoro che partecipò alla Resistenza in Lombardia e di Angela Pica Alfieri traduttrice di guerra coraggiosa ed intraprendente.

Claudia Fucarino ha voluto evidenziare anche le donne che hanno combattuto e tuttora combattono un’altra terribile guerra: quella contro la mafia. Ed ecco il ricordo di Giuliana Saladino e delle donne del “Comitato dei lenzuoli” e poi le inseparabili amiche Bice Mortillaro Salatiello e Pina Maisano e la fotografa Letizia Battaglia.

“La Palermo delle donne” mette in luce storie interessanti intrise di umanità come quelle di Anna Maria Cuticchio prima ed unica pupara della città, oggi suora missionaria che costruisce pupi e marionette per i bimbi poveri della Tanzania.

Da questo lavoro emergono non solo individualità ben precise ma anche collettività di donne come “Le Kalsitane” che nei vicoli e nelle piazze del loro quartiere erano determinanti nel portare avanti l’economia familiare con la loro abilità di ricamatrici. Ma furono anche donne dalla “schiacciante estrosità” che emerge da un aneddoto di protesta contro “la tassa sulle finestre” istituita nel 1770. Si racconta che le Kalsitane "schierate sulle Mura delle Cattive, accolsero la carrozza del pretore, che soleva passare per quella via, mostrando il proprio deretano ed emettendo grida da spiritate". Le Kalsitane, però, erano anche donne molto generose e si ricorda uno stratagemma con il quale aiutarono dei rivoltosi a sfuggire ai Borboni.

Questa guida di genere “ha fatto riemergere i volti e le donne della storia palermitana dalla coltre sotto cui erano nascoste”, come dichiara la stessa autrice. Le coautrici, invece, tracciando i profili hanno fatto scorrere un filo prezioso che lega le donne di Palermo. Donne finalmente protagoniste, quasi sempre nel bene della città, dalla storia antica a quella contemporanea. E quel filo che attraversa i secoli rafforza le doti di fierezza e di intelligenza a scapito di stereotipi costruiti ad arte per cercare di spegnere la luce che le donne regalano da sempre ai contesti in cui vivono, amano e lottano.

Il progetto di stesura di guide di genere è in corso ed anche la provincia di Agrigento ne avrà al più presto una che metterà in luce le donne della nostra provincia.

 

 

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