Europa

- V -

- Emily Valentine, la prima donna rugbysta della storia. http://danielaedintorni.com/2013/07/20/emily-val

- Isala Van Diest: (1842-1916) la prima medica e la prima laureata in Belgio.           

- Agnès Varda: la prima regista a ricevere la Palma d'Onore a Cannes.

Simone Veil: prima donna diventata Prima Ministra in Francia. E' stata anche Presidente del Parlamento europeo dal 1979 al 1982. E' nata a Nizza nel 1927. Durante l'Occupazione nazista fu deportata, nel 1944, nel campo di concentramento di Auschwitz (Wikipedia).  

Maria Vieira da Silva: prima donna a ricevere nel 1966 il "Grand Prix National des Arts e des Lettres". Pittrice portoghese, è nata a Lisbona il 18 giugno 1908 ed è morta a Parigi il 6 marzo 1992. 

- Vaira Vīķe-Freiberga: è stata, nel 1999, la prima donna eletta alla Presidenza della Repubblica Lettone. E' stata rieletta nel 2003 per un secondo mandato.

- Katharine Viner: prima donna direttrice del "Guardian" dalla fondazione del giornale nel 1821 (marzo 2015).

- Carina Vogt: prima campionessa di salto con gli sci nella storia. Nel 2014 si è svolta la prima competizione olimpica della disciplina, fino alle scorse Olimpiadi riservate ai soli atleti maschi. Hanno partecipato 30 atlete e lei è stata la vincitrice. Tuttora, però, la disciplina femminile in sede olimpica presenta una sola competizione, mentre quella maschile ne ha tre.

- Maria Von Linden: prima donna in Germania ad ottenere nel 1895 il titolo di "Dottore in Scienze Naturali" e prima donna a ricevere nel 1910 il titolo di "Professore" presso l'Università di Bonn. 

- Bertha Von Suttner: prima donna nella storia a ricevere il premio Nobel per la Pace. 
(Praga 1843 - Parigi 1914)
di Ester Rizzo

È stata la prima donna nella storia a ricevere il premio Nobel per la Pace, nel 1905.
Nacque a Praga il 9 giugno 1843 e morì a Vienna il 21 giugno 1914. Si chiamava Bertha Sophia Felicita Kinsky Von Suttner ed era una baronessa. Fu un’attivista pacifista ed il suo profilo è sulla moneta da due euro austriaca.
Suo padre, il Conte Franz Joseph, era stato un combattente alle dipendenze del maresciallo Radetzky; sua madre, Sophia Wilhelmine Von Korner, era una poetessa.
Il padre morì poco dopo la sua nascita e la madre provvedette alla sua istruzione tramite due istitutrici. Imparò così le lingue, la storia, la filosofia e la musica e, soprattutto, iniziò a “divorare” i libri di storia della biblioteca di famiglia.
Le venne impartita un’educazione molto rigida che seguiva i canoni dell’aristocrazia asburgica di quel periodo. Canoni che lei in seguito abbandonerà contrastandoli fermamente.
Fin da giovanissima, partecipò a vari congressi internazionali in cui rimase colpita dagli orrori delle guerre. Quando si trasferì a Vienna, nel 1873, diventò tutrice del barone Von Suttner (più giovane di lei di 7 anni), romanziere. Con lui andò a vivere a Parigi dove lavorò poi come assistente di Alfred Nobel, che la stimava moltissimo e finanziò molte sue attività. I due avevano una visione contrastante della pace. Nobel affermava: “il giorno in cui due armate si potranno distruggere reciprocamente nell’arco di un secondo, tutte le nazioni civilizzate non potranno che arretrare inorridite e procedere a smantellare gli eserciti”. Bertha invece era “per il disarmo totale di tutte le nazioni e l’istituzione di una corte di arbitrato che risolvesse i conflitti internazionali facendo ricorso al diritto e alla non violenza”. Bertha con questo suo pensiero anticipò di qualche anno quello che poi affermò Gandhi.
Da Parigi ritornò a Vienna per sposare segretamente, a causa della disapprovazione della famiglia, il giovane barone nel 1876.
Nel 1883 la baronessa scrisse il suo primo romanzo “Inventario di un’anima”, ispirato al sogno di Nobel di poter elaborare mezzi di guerra sempre più terrificanti ed in grado di vanificare qualunque strategia e modo tradizionale di condurre una guerra.
Nel 1889 scrisse il suo secondo romanzo “La macchina del tempo”.
La sua notorietà internazionale è però legata ad “Abbasso le armi”. Il romanzo, dopo aver vinto le resistenze alla pubblicazione, poiché gli editori lo ritenevano “troppo rivoluzionario”, fu pubblicato a Dresda nel 1889 e fu poi tradotto in venti lingue. La novità assoluta di questo suo romanzo era la guerra vista dalla prospettiva di una donna. Tolstoj, dopo averlo letto, scrisse: «La pubblicazione del vostro libro è per me un buon segno. Il libro La capanna dello zio Tom ha contribuito all’abolizione della schiavitù. Dio faccia sì che il vostro libro serva allo stesso scopo per l’abolizione della guerra».
Nella stampa dell’epoca leggiamo: “In novembre del 1891 in una sala del Campidoglio inaugurandosi a Roma il Congresso della Pace dopo il discorso di… dopo il sindaco… una donna nobile e severo aspetto, elegante nel vestire, chiese la parola per spiegare in nome di quali principi ella si presentava. Tutti gli sguardi conversero su di lei… si sussurrò… è l’autrice di “Abbasso le armi”. Ella parlò in francese con l’efficacia della convinzione, in uno stile vivo, colorito, in favore dell’ideale della sua vita, la fratellanza tra i popoli, la guerra alla guerra, l’arbitrato internazionale. Prese parte a tutte le sedute del Congresso, fu eletta Vicepresidente e cercò di mettere l’accordo fra le varie tendenze”.
Nel 1899, Bertha, collaborò con la pacifista olandese Margarethe Selenka per la “Conferenza di Pace dell’Aia”.
Le sue ultime parole in punto di morte furono: “Giù le armi, ditelo a tutti”.
Il giorno dopo la sua dipartita, così scrisse il “Corriere della Sera”: “Era una signora dotata di vasta cultura e di molta intelligenza… possedeva un’eloquenza facile ed elegante, e queste qualità contribuirono a fare di lei un vero apostolo della pace universale”.
A lei sono intitolate molte vie e piazze in Germania e in Austria.
In Germania piazze a Bonn, Dusseldorf e Hannover; vie a Kassel, Brema, Monaco e Francoforte.
Molte scuole tedesche di centri minori sono a lei intitolate.
In Austria troviamo intitolazioni a Vienna e ad Innsbruck; altre vie sono a lei intitolate in città minori. A Graz una scuola porta il suo nome.
In Belgio, a Bruxelles, un edificio è a lei intitolato.
In Italia sono dedicati a Bertha Von Suttner una via di Roma e la biblioteca di Busalla (GE).

Fonti
cronologia.leonardo.it/storia/biografie/suttner.htm
http://www.viaggio-in-austria.it/bertha-von-suttner.html
http://serenoregis.org/2014/06/09/abbasso-le-armi-un-ritratto-di-bertha-von-suttner-isabella-bresci/
http://www.austriacult.roma.it/it/anniversariodellamorte-suttner/
Fabio Mazzari, Busalla: la biblioteca dedicata a Bertha von Suttner, in “L’inchiostro fresco” 03.04.2014



INFORMATIVA COOKIE

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie tecnici propri e di terze parti. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa sull’uso dei cookie..

Cliccando “accetto” o accedendo a qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all’uso dei cookie.