27 Ottobre 2014
Scritto da Pina Arena

La voce ai e alle giovani del Festival di Marano

Per  quattro giorni , dal 22 al 25  Ottobre,  cento  studenti  italiani con i/le loro insegnanti, giunti a Marano di Napoli  da ogni parte d’Italia,  vivono un’esperienza  straordinaria. Per quattro  giorni   raccontano  il mondo che  sognano  con  gli spot  realizzati a scuola sui temi della legalità, della bellezza, della giustizia, dell’integrazione,  dell’ascolto e del rispetto di sé e dell’altro; parlano e  incontrano uomini e donne che contribuiscono in modi differenti a  questa idea di mondo.  Scoprono così  che   c’è una grande comunità di persone che lavorano per questa idea: ci sono le scuole di Marano, consorziate per condividere  questo progetto; ci sono i familiari delle vittime innocenti della camorra, che tengono viva la memoria dei loro cari perché quello che è accaduto non debba più ripetersi e accadere ad altri;  c’è l’imprenditore coraggioso che dà lavoro agli ex detenuti, offrendo un’opportunità di vita dignitosa a chi da  altri è considerato “rifiuto umano”; ci  sono i rappresentanti di Libera e Legambiente che invitano a fare per poter sognare; c’è Andrea Lucisano,  giovane filosofo-attore-cantante-regista che invita a cogliere e fare proprio  il valore dell’ ”essere”   contro  la schiavitù dell’ “avere”;   ci sono le “mamme del festival” che accolgono, cucinano per gli ospiti, si trasformano in attrici che parlano alle altre donne di libertà e giustizia; ci sono le famiglie degli e delle studenti di Marano che  accolgono, ospitali e generosi, nelle proprie  case i “gemelli” giunti da tutta Italia; ci sono Jessica e Nadia, che sciolgono ogni nodo e  problema organizzativo dando ad ognuno la certezza che al Festival  tutto funziona al meglio;  c’è il mago  Gentile, straordinario, che  accompagna con leggerezza   sorridente la manifestazione  e fa   sognare che  tutto sia  possibile; ci sono gli amici antichi del festival:, uomini e donne dello spettacolo e del mondo della cultura, da Renato Scarpa ad Elena Pasetti, a  Mussi Bollini.  Tutto questo succede,  e cresce,  da diciassette anni, da quando Rosario D’Uonno, uomo gentile e di grandi idee,  nel 1997,  ha pensato e realizzato  il primo Festival  dello spot sociale: un’idea bella e difficile nella città di Giancarlo Siani, in terra di camorra. Eppure è proprio questa la sua forza:  è il disastro dell’ illegalità, della presenza distruttiva e ramificata della criminalità organizzata,   che fa nascere e nutre la passione ed il desiderio di cambiamento. Grandi alleati   e  veri  protagonisti sono insegnanti ed  i ragazzi e le ragazze delle scuole di Marano e di tutta  Italia che qui si gemellano, vivono insieme giorno e notte per condividere un sogno che pian piano, lo sanno per certo, diventerà realtà. Basta volerlo e aggiungere, dopo giorno, un granello, un nuovo compagno di viaggio, confermare la vicinanza e la condivisione, costruire insieme, continuare a fare, senza cedimento.

Scorrono gli spot, emozionanti, diversi, veri;  i ragazzi e le ragazze con i loro docenti ci mettono l’anima e la faccia: sono  attori, sceneggiatori, registi, musicisti. Non denunciano soltanto, ma suggeriscono vie da seguire per venir fuori dal disastro:   usare altre parole, avere altra prospettiva sul mondo, avere sguardi puliti,  dare valore e non prezzo alle cose, capire, conoscere e fare.

Così, quando  il prof. Rossitto di Libera, amico antico del Festival,  dice che “sarebbe tutta un’altra storia” se l’Italia fosse pensata dai giovani che ora sono a Marano,   noi, donne e uomini di scuola, concordiamo e  chiediamo di  riproporre  in tutte le scuole d’Italia  gli spot di Marano, per farne strumento dell’ Educazione alla Cittadinanza e alla Costituzione,  un insegnamento fondamentale ,  introdotto    nei nostri curricoli da pochi anni  e lasciato lì,   peregrino, povero, stretto nei tempi, da reinventare e costruire.

Che gli  spot maranesi , strumento vivo e giovane, divertente ed efficace,   di  denuncia, di educazione  alla  responsabilità ,   alla Bellezza, alla Cittadinanza,   entrino nelle scuole, prolunghino per un anno e per migliaia di giovani  l’esperienza straordinaria di Cittadinanza attiva che ogni anno Il Festival regala per quattro giornate  ai nostri cento fortunati gemelli .

 

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