Le partigiane di Marsala

15 Aprile 2016
Scritto da Ester Rizzo
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Spesso si ricordano solo i partigiani e le loro gesta, dimenticando le migliaia di partigiane che con coraggio, sacrificio e spirito di abnegazione combatterono al loro fianco.
 

Franca Alonge, Bice Cerè e Grazia Meningi: tre donne siciliane, tre partigiane. Erano nate tutte a Marsala.

Franca Alonge venne al mondo il 22 Agosto del 1927. Era una ragazzina dal carattere introverso e molto studiosa. A soli diciassette anni, una sera d’estate, mentre ascoltava alla radio la voce gracchiante del generale fascista Rodolfo Grazia che invitava la popolazione a denunciare ed anche ad uccidere i “banditi”( partigiani), prese una decisione: annunciò a tutta la famiglia di voler partire per dare il proprio contributo alla lotta partigiana. Pur se addolorati, i familiari rispettarono la sua scelta. Franca diventò una staffetta partigiana nella zona delle Langhe. E lì morì l’undici gennaio del 1945.

Sua madre, dopo la Liberazione, andò a cercarla: non sapeva che era stata uccisa in un agguato.

PARTIGIANE

Bice Cerè era nata pure a Marsala il 10 settembre del 1925. Fu una militante della 62esima brigata “Camicie rosse di Garibaldi”. La base partigiana nella quale operava fu bersaglio dei nazisti. Bice rimase ferita a causa di un attacco da parte di paracadutisti tedeschi. Riuscirono a trasportarla all’ospedale di Firenze ma, purtroppo, lì finì la sua vita.

Grazia Meningi era nata a Marsala il 3 novembre del 1903. Il suo nome di battaglia era “signora Palmieri” e faceva parte della divisione denominata “I Rossi Combattenti”.

Spesso si ricordano solo i partigiani e le loro gesta, dimenticando le migliaia di partigiane che con coraggio, sacrificio e spirito di abnegazione combatterono al loro fianco.

Ufficialmente sono state censite in Italia 70000 partigiane ma tutti concordano nell’affermare che furono molte di più. Dobbiamo anche ricordare tutte quelle donne che accoglievano e sfamavano, nei cascinali, i partigiani e che a volte li seppellivano, rischiando la propria vita per posare un fiore sulle tombe di chi aveva regalato la propria vita al sogno di un’Italia libera.

E fa piacere apprendere che, come in altre città italiane, anche Marsala avrà delle vie intitolate a queste donne. Per non dimenticare.

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