NOCI (BA)

Le strade: luoghi di memoria non di violenza

 

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Il faticoso lavoro dell'allestimento di una Mostra così ricca e preziosa è stato accompagnato dall'entusiasmo prima della Presidente della Consulta che l'ha caparbiamente promossa con Toponomastica Femminile nazionale, e poi da me con l'aiuto della Pro Loco e dell'Associazione Arcipelago Meridiano. Il lavoro e l'ansia sono stati ben ripagati sia dal pubblico, che con il Sindaco ha partecipato all'inaugurazione, sia da chi ogni sera si diletta a vedere il documentario sul lavoro delle donne a Noci realizzato nel 1992. Ma la gratificazione più grande l'abbiamo ricevuta oggi dagli alunni e docenti della Scuola Media Gallo e della Scuola Media Pascoli, che sono entrati nell'incanto della storia letteraria e sociale di tante eccellenze femminili, individuali e di gruppo, sia nazionali che mondiali, con la gioia del loro sentire.          

   

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La scrittrice nocese referente di "Toponomastica femminile"
Giulia Basile (seconda da sinistra) al tavolo dei relatori
con il sindaco di Noci, il dottor Domenico Nisi;
La dottoressa Mariarosaria Lippolis - presidente dell'Associazione "Darf"
e la dottoressa Angela Lobefaro, presidente della Consulta
delle Associazioni del Comune di Noci (a destra)

 

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Una mostra dedicata ai successi delle lotte femminili in nome della parità di genere. Ѐ quella che sarà visitabile presso il chiostro di San Domenico fino a domenica 15 maggio. Intitolata “Donne e lavoro” e dovuta all’attivismo culturale dell’Associazione  “Toponomastica femminile”, la mostra itinerante un anno fa accolta ai Musei Capitolini di Roma è stata inaugurata a Noci durante la serata di sabato 7 maggio, grazie all’impegno dell’ex docente oggi scrittrice Giulia Basile. Da referente regionale di “Toponomastica femminile” - realtà nata da un simposio mediatico nel 2012  che conta oggi 8.700 iscritte - Giulia Basile ha condotto i presenti in un viaggio scritto nell’arco di più secoli dalle donne che, per vocazione - e talvolta per necessità - hanno favorito il progressivo superamento dei pregiudizi di genere. Tra loro le scienziate, le astronaute, le scultrici, le architette, le fotografe, le jazziste, le direttrici d’orchestra, le registe, le scrittrici, le archeologhe le cui storie, riportate tra i circa quaranta pannelli espositivi ospitati nel chiostro di via Repubblica, hanno fatto sì che poco approvate passioni diventassero col tempo parte delle traiettorie professionali di un numero crescente di donne. A popolare la mostra sono inoltre le donne il cui percorso di vita è stato definito dai tratti della terra d’origine. Si tratta, solo a volerne citare alcune, delle mistre: le operatrici del settore calzaturiero della Riviera del Brenta; delle ricamatrici di Sansepolcro; delle corallare di Torre del Greco; delle soppressadore - le stiratrici - triestine e delle femminiote: le resilienti donne dedite alla coltivazione e al commercio di Bagnara Calabra. Non ultime le immigrate del presente costrette, con figli al seguito, ad adattarsi a contesti d’approdo sovente ostili. Come le emigranti del passato costrette a lavorare in miniera per sostentarsi, pur rischiando la propria vita. “Attraverso il lavoro le donne hanno vinto le loro battaglie per i diritti personali. Celebrarle in una mostra significa rubare i ricordi al passato per costruire la memoria nel futuro e non dimenticare che ci sono voluti secoli per conquistare i diritti che oggi diamo per acquisiti” ha dichiarato Giulia Basile, la prima donna sindaco di Noci. A precederla nel suo intervento il dottor Domenico Nisi. “Purtroppo lunghi sono i tempi di maturazione della coscienza collettiva quando ad esser posti al centro sono i diritti e il concetto di parità” ha dichiarato il primo cittadino nel salutare il pubblico presente, auspicando una sempre maggiore attenzione alla tematiche veicolate dalla mostra nelle scuole cittadine. In apertura, l’intervento di Angela Lobefaro, presidente della Consulta delle Associazioni. “Questa mostra contiene quell’universo femminile a cui dobbiamo il nostro riconoscimento” ha esordito la dottoressa Lobefaro auspicando un numero maggiore di intitolazioni femminili a Noci in ambito toponomastico. Nove sono attualmente le vie cittadine dedicate a donne - unicamente sante, regine e madonne, fatta eccezione per la neonata via dedicata alla patriota Antonietta De Pace - nella nostra cittadina. L’evento inaugurale dello scorso week end, non concluso per motivi tecnici dalla proiezione del documentario “Noci, immagini rosa”  realizzato nel 1995, ha visto la partecipazione della dottoressa Mariarosaria Lippolis, presidente della Darf - Associazione il cui nome è acronimo di Donne associate per il rinnovamento femminile - da oltre cinque lustri presente nella nostra cittadina.

Maria Teresa Notarnicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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