GABRIELA MISTRAL

 La prima donna sudamericana ad aver ottenuto il premio Nobel per la Letteratura 

 

Vicuña (Cile) 07 .04. 1889 – New York 10. 01.1957 

In Italia risulta una sola strada con il suo nome, la Tangenziale Sud di Modena.
In Spagna è ricordata a Madrid e a Vitoria; molto presente nell’odonomastica dell’America Latina (a San Paolo, a Quito, a Buenos Aires) è soprattutto in Cile, il suo paese d’origine, ad averla commemorata. Sempre in Cile, ma anche in Venezuela, le sono state intitolate istituzioni scolastiche.

 Il vero nome era Lucila de Maria del Perpetuo Socorro Godoy Alcayaga e scelse lo pseudonimo intorno ai 25 anni, probabilmente per onorare due poeti che amava molto: Gabriele D’Annunzio e Frédéric Mistral; secondo un’altra versione volle fare riferimento invece all’arcangelo Gabriele e al vento di nord-ovest che spazza la sua terra, ovvero il maestrale.
Visse una infanzia povera in una famiglia di origini basche ed ebree, sulle Ande, abbandonata dal padre a soli tre anni; cominciò a lavorare fino da ragazzina per aiutare economicamente la madre. Divenuta insegnante, si fece notare con le prime poesie pubblicate nel 1904, mentre di lì a poco, nel 1909, fu colpita da un grande dolore per il suicidio di un ragazzo, Romeo Ureta, a cui si era legata. I suoi temi divennero più cupi: la morte, il dolore, la perdita, si unirono al il valore degli affetti e dell’amicizia.
I primi veri successi arrivarono nel ’14 con la raccolta Sonetos de la Muerte con cui vinse un concorso letterario. Chiamata in Messico nel 1922 dal Ministero dell’Istruzione, svolse un’opera preziosa nel rinnovare la didattica e favorire l’alfabetizzazione.
La sua consacrazione letteraria avvenne con Desolaciòn e le prose Lecturas para Mujeres; rientrata in Cile, ottenne l’incarico di docente universitaria di lingua spagnola e iniziò una serie di conferenze che la portarono in molte parti del mondo: Usa, America Latina, Spagna. Continuò a occuparsi attivamente dell’educazione e nel ’26 fu nominata rappresentante del Cile all’Istituto Internazionale di Cooperazione Intellettuale, un antenato dell’Unesco che aveva sede a Parigi.
Tra il ’25 e il ’34 visse fra Francia e Italia; abbandonato l’insegnamento e ottenuta una pensione statale, poté svolgere le mansioni di console onoraria fino alla morte. Fu dunque a Nizza, Lisbona, Madrid, in Grecia, in Messico, negli Usa e di nuovo in Italia, a Napoli e a Rapallo.
Al ’34 risale l’opera Ternura; nel 1938 i proventi per la sua pubblicazione Tala andarono agli orfani della Guerra civile spagnola.
Un nuovo dolore alimentò tragicamente la sua vena poetica: nel 1943 si suicidò infatti l’amatissimo nipote Juan Miguel, di 17 anni, che aveva allevato come un figlio.
Due anni dopo, il 15 novembre 1945, ricevette il premio Nobel per la letteratura. Nella motivazione gli Accademici svedesi la accomunarono a Grazia Deledda: entrambe erano donne che avevano vissuto esperienze di vita difficili, erano ignote al grande pubblico internazionale, avevano ricevuto una scarsa istruzione. Entrambe avevano dimostrato tenacia, forza di volontà, impegno ed erano state capaci, con la fantasia e le loro opere, di donare calore umano a lettrici e lettori. È accaduto un fatto simile con l’attribuzione del Nobel nel 2015 alla scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic, cresciuta fra foreste e stagni, alla quale giunse la notizia mentre stava stirando nella modesta abitazione di Minsk. 
Nel ’47 Gabriela ottenne la laurea honoris causa in California, nel ’51 vinse il Premio nazionale di letteratura in Cile; trascorse gli ultimi anni negli Usa, a Long Island, dove morì di cancro al pancreas con il conforto della segretaria e amica Doris Dana. Alla sua morte il Cile proclamò tre giorni di lutto e il suo corpo fu riportato in patria fra grandi manifestazioni di affetto. Sulla sua tomba compaiono le seguenti parole: «Lo que el alma/hace por su cuerpo/es lo que el artista/hace por su pueblo 
Postumo, nel ’67, è uscito il Poema de Chile a cui aveva pensato fino dalla giovinezza: si tratta di un dialogo fra lei e un piccolo indio, in Patagonia, in cui si fondono i temi più cari: l’impegno pedagogico, la maternità mancata, l’attenzione per una minoranza misconosciuta e disprezzata, l’amore per la sua terra.
A 126 anni dalla nascita, martedì 7 aprile 2015, il sito Google le ha dedicato il “doodle” del giorno, formato dal suo volto, dalle parole «Dame la mano y danzaremos», due mani che si cercano e un secondo scritto «Dame la mano y me amaràs» tratto da una sua celebre poesia. Si è trattato di un riconoscimento che certamente ha contribuito a risvegliare l’interesse e la curiosità intorno alla sua figura.
È stata una poetessa e una donna dalla vita complessa, anche i suoi rapporti con il Cile non sono sempre stati facili, estranea come era al rigido mondo accademico. Aveva avuto una formazione da autodidatta, era attenta ai diritti delle donne e femminista, non era né madre né moglie, né gradiva il ruolo di maestra di vita; pur essendo cattolica usciva dagli schemi: era lesbica e destò molte perplessità il suo carteggio, fra il ’48 e il ’56, con Doris Dana, una bella americana più giovane di 31 anni che le rimase sempre accanto e fu la sua erede. È stata fra le prime intellettuale a parlare dei diritti dell’infanzia e ha anticipato di molto il concetto di “panamericanismo”; era tenacemente antifascista e piuttosto diffidente verso il comunismo, arrivando a guardare con sospetto l’emergente figura di Salvador Allende. Diceva di sé: «Sono socialista a modo mio, una umanista, con lo sguardo verso i poveri, i deboli».      

Laura Candiani                                                                                            

Fonti:

Gabriela Mistral, Canto che amavi, (antologia di poesie a cura di Matteo Lefèvre), Marcos y Marcos, Milano, 2010
Gabriela Mistral, Niña errante. Cartas a Doris Dana, Lumen ed. 
s.f., Gabriela Mistral, poeta e femminista, www.ilpost.it (07 .04. 2015)                                                                                            
s.f., Chi è la poetessa cilena che vinse il premio Nobel: il suo impegno per la cultura, www.ilsussidiario.net (07 .04 .15)
Si vedano anche i siti: www.Latercera.com e I love Chile News (08.04.2015) per il rapporto controverso e discusso fra Gabriela Mistral e Doris Dana.

 

 

 

 

 

 

 

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