WANGARI MAATHAI

La prima donna africana a ricevere il Nobel per la Pace

 

Nyeri (Kenia) 1.4.1940 – Nairobi 25.11.2011

 

A Wangari Maathai sono state intitolate vie ad Audrieu, a Montpellier e a Norroy-le-Veneur in Francia; a Nairobi un edificio adiacente all’Università porta il suo nome. In Italia l’amministrazione comunale di Montecarotto, in provincia di Ancona, le ha dedicato un’area verde nell’agosto del 2012.

Le è stato attribuito il premio Nobel per la Pace nel 2004 con la seguente motivazione: “La pace nel mondo dipende dalla difesa dell’ambiente”.
A chi non capiva il binomio “natura e pace” lei rispondeva: “Tutte le guerre si sono combattute e si combattono per accaparrarsi le risorse naturali che stanno diventando sempre più scarse in tutto il globo. Se veramente ci impegnassimo a gestire queste risorse in modo sostenibile, il numero dei conflitti armati diminuirebbe di certo. Preoccuparsi per la protezione dell’ambiente e lottare per l’armonia ecologica sono modi diretti di salvaguardare la pace”.
Wangari Maathai è stata anche la prima donna centrafricana a laurearsi in Biologia nel 1966 in una Università del Kansas, grazie ad una borsa di studio. In seguito ha proseguito gli studi in Germania e, poi, all’Università di Nairobi dove ha iniziato a insegnare Anatomia Veterinaria: e questo costituisce un altro primato, è stata infatti la prima donna in Kenya a diventare docente universitaria.
Se continuiamo a parlare di primati, gliene spetta un altro: il 10 febbraio 2006 a Torino ha partecipato alla cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali, portando insieme ad altre sette donne la bandiera olimpica.
Oltre al Nobel ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, come la Legion d’onore francese e diverse lauree honoris causa.
Bisogna anche ricordare il suo operato nel campo dei diritti delle donne, perché il suo lavoro ha ispirato moltissimi altri attivisti e perché ha saputo conciliare la scienza e il lavoro democratico.
Sottosegretaria nel Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali del Kenya, Wangari ha avuto un lungo impegno politico e scientifico. Ha fondato nel 1977 il “Movimento cinture verdi” Green Belt, formato da donne che hanno piantato ad oggi più di 40 milioni di alberi in Kenya e in altri paesi africani: in particolare Tanzania, Uganda, Malawi, Lesotho, Etiopia e Zimbabwe.
Nel 2000, in occasione del Giubileo, Wangari è stata a capo della campagna per cancellare il debito dei Paesi africani.
Attraverso l’istruzione, la pianificazione familiare e la lotta contro la corruzione, ha tracciato un cammino di emancipazione per le donne africane.
Più recentemente si è occupata anche di diritti civili perché, come ha dichiarato lei stessa in un’intervista, “quando cominci a lavorare seriamente per la causa ambientalista ti si propongono molte altre questioni: diritti umani, diritti delle donne, diritti dei bambini… e allora non puoi più pensare solo a piantare alberi”.
È stata anche scrittrice, tre i suoi libri tradotti in Italia: Solo il vento mi piegherà, La sfida per l’Africa e La religione della terra.
È morta a Nairobi il 25 novembre 2011 e così hanno scritto di lei: “…. una donna tosta, che neanche il marito riusciva a imbrigliare lamentandosi che aveva troppo carattere. Impossibile da trattare come zerbino, come cercano troppo spesso di fare i maschi in Africa. Lei fu capace di anticipare i tempi... come i profeti, che aprono strade e seminano speranza nel deserto, in direzione ostinata e contraria... Wangari ha rischiato il tutto per tutto, anche la pelle, come quando è stata picchiata in ripetute occasioni a sangue e poi sbattuta in prigione...”.
La sua vita è stata una “preghiera”, una preghiera per la terra. Wangari andava ripetendo che bisognava proteggere l’ambiente per proteggere se stessi.

 

Ester Rizzo

Fonti: 
 Wangari Maathai è la prima donna africana premio Nobel. “Ha piantato semi di pace”, in  “Europa Quotidiano” ,04.01.2005
Stefano Folli, Wangari Maathai la donna che piantava alberi, in “Ecoscienza” n. 4, 2011
Addio a Wangari Maathai Nobel per la pace nel 2004, in “La Repubblica”, 26.09.2011
Pietro Veronese, Addio Maathai regina degli alberi, in “La Repubblica”, 27.09.2011
http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/la_religione_della_terra
http://www.giovaniemissione.it/pub/index.php?option=content&task=view&id=3031
http://ambientebio.it/wangari-maathai-la-madre-degli-alberi/

 

 


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