NELLY SACHS

NELLY SACHS

La prima donna tedesca Nobel per la Letteratura

Schöneberg, Berlino 10.12.1891 Stoccolma 12.5.1970

Le è stato dedicato un parco a Stocccolma e alcune strade in giro per il mondo: in Germania (Friburgo,Wolfsburg, Loxstedt), a Madrid, in Israele (Tel Aviv).

Leonie (Nelly) era figlia di Margarete Karger e di un industriale ebreo, William, che la avvicinò all'arte e alla poesia; il carattere duro e autoritario del padre, tuttavia, creò profondi conflitti nell'animo sensibile della giovane fino a portarla alle soglie dell'anoressia quando un suo amore giovanile venne ostacolato con fermezza. Da piccola visse in solitudine, senza fratelli né sorelle, e fu istruita in casa da insegnanti privati, in seguito frequentò la Höhere Töchterschule di Berlino. Leggendo, appena quindicenne, le opere di Selma Lagerlöf si appassionò alla narrativa arrivando a intrecciare con la famosa scrittrice un rapporto durato circa 35 anni. La salvezza personale di Nelly arriva grazie alla scrittura. Del 1921 sono Leggende e racconti, a suo giudizio testi ancora acerbi, ma apprezzati dal grande Stefan Zweig. Rimasta sola con la madre e in ristrettezze economiche, visse i rischi della situazione politica fra le due guerre e della condizione ebraica. Nel 1940, quando comprese che sarebbe potuta finire da un momento all'altro in un campo di lavoro, fuggì in Svezia, che fu la sua patria fino alla morte, e cominciò l’attività di traduttrice, rinnegando la sua precedente produzione letteraria come se fosse nata una seconda volta.
Nel '47 uscì il primo libro di poesie Nelle dimore della morte; dal 1950, dopo la morte della madre, iniziarono i ripetuti ricoveri in ospedale psichiatrico, ma, sottoposta più volte a elettroshock, volle tenacemente mantenere viva la sua voce poetica. In questi anni le sue opere cominciarono a essere conosciute e apprezzate; un suo estimatore divenne Paul Celan con cui intrecciò una fitta corrispondenza divenuta presto sincera amicizia. Nel '60 Nelly riuscì a compiere un lungo viaggio in Germania, Svizzera, Francia e a incontrare il poeta esule a Zurigo e a Parigi. La sua attività letteraria si intensificò con la pubblicazione di poesie sceniche, fra cui Eli (1951), poemi drammatici (Segni sulla sabbia, del 1962, e Incantesimo del 1970) e numerose raccolte di poesie: Le stelle si oscurano (1951), Fuga e trasformazione (1959), Al di là della polvere (1961), Alla ricerca dei viventi (1971).
Intraprese nello stesso momento lo studio dei classici chassidici, la lettura puntuale della Bibbia e si avvicinò alla Kabala e alla cultura ebraica da cui trae continui spunti. L'elemento comune a tutta la sua produzione è infatti la tragedia del popolo ebraico, nel passato antico e in quello più recente fino alla situazione odierna contempo0ranea, utilizzando un linguaggio intenso e metaforico. Viene ritenuta la voce più profonda della Shoah, dei campi di concentramento, dello sterminio che pure non ha conosciuto in prima persona: «Invece della patria/stringo la metamorfosi del mondo» dicono due suoi versi.
Nel '65 ottenne il Premio internazionale per la pace degli editori tedeschi e l'anno successivo arrivò il massimo riconoscimento. Al momento dell'attribuzione del premio Nobel per la letteratura l’Accademia svedese motivò con queste parole: “Per la sua lirica notevole e la scrittura drammatica che interpreta il destino di Israele con forza toccante”.
Nelly Sachs, nonostante la fama raggiunta, continuò a vivere la sua esistenza in modo modesto, rimanendo nel suo appartamento di Stoccolma, in una condizione di salute piuttosto precaria fino alla morte.

Laura Candiani

Fonti: 
Nelly Sachs, Al di là della polvere, Einaudi, Torino,1966
Nelly Sachs, Poesie (antologia),Einaudi,Torino,1971
Nelly Sachs e Paul Celan, Corrispondenza, Il melangolo,Genova, 1993
www.treccani.it
www.exilderfrauen.it
www.poesia.corriere.it   /2009/01/31
www.criticaletteraria.org/2012

 

 

 


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