TROTULA de' RUGGIERO

La prima ginecologa e la prima pediatra della storia

 

Salerno 1035/40 - 1097

 

Vie a lei intitolate si trovano a Roma, Salerno, Eboli (SA). Trotula Corona è il nome attribuito in suo onore a una formazione esogeologica del pianeta Venere

 

Salerno, primi decenni dell’anno Mille: la città, al centro del Mediterraneo, primeggia non solo per floridezza economica, ma soprattutto per l’alto livello degli studi matematici e filosofici. Qui nacque intorno al 1035/40, nel castello paterno della nobile famiglia de' Ruggiero, Trotula, nota anche come Trocta o Trotta. Quel poco che si sa della sua vita è avvolto in un alone di leggenda. Trotula, grazie al suo stato di nobildonna, poté studiare alla Scuola Salernitana, la prima e più importante istituzione medica d'Europa nel Medioevo, da molti considerata l'antesignana delle moderne università. Trotula non solo fece regolari studi di medicina, ma fu la prima donna a cui la Scuola Medica Salernitana riconobbe ufficialmente lo status di medico, anzi Medichessa, nonché quello prestigiosissimo di Magistra. 

La Scuola, primo centro di cultura non controllato dalla Chiesa, si fondava sulla tradizione greco- latina risalente a Ippocrate e Galeno, completata da quella araba ed ebraica. Sosteneva il metodo empirico, la cultura fitoterapica, la necessità della prevenzione e permise l’ammissione delle donne agli studi. Importantissimo fu il loro apporto, tanto che divennero famose col nome di “Mulieres Salernitanae”.
Trotula fu sicuramente la personalità di maggior spicco, anche se ci sono giunti anche altri nomi. Continuando gli studi Trotula, descritta come bellissima nelle fonti, sposò il medico Giovanni Plateario ed ebbe due figli maschi che continuarono la professione dei genitori. Si sa che curava quanti ne avevano bisogno, ricchi o poveri, prostitute o religiose violentate, incurante del rischio di tisi e di infezioni. Insegnò alle levatrici le più elementari norme igieniche e, intanto, si confrontava con tutte le eccelse menti che frequentavano quel fervido ambiente culturale che era Salerno. Si racconta che al suo funerale nel 1097, data che sembra confermata dai registri delle morti della cattedrale, avrebbe partecipato un corteo funebre di oltre tre chilometri.

Donna medioevale eppure modernissima, capace per la prima volta di parlare esplicitamente di argomenti sessuali senza nessun accento moralistico, elevò la ginecologia e l’ostetricia a scienza medica, affrancandole dalle pratiche delle levatrici del tempo e liberandole dalle superstizioni che portavano ad accettare i dolori del parto, annunciati dalle Sacre Scritture, e la morte come un destino naturale delle partorienti.

Sulle cause della sterilità, poi, Trotula affermò che esse possono risiedere sia nell’uomo che nella donna, propose adeguati consigli per favorire le gravidanze o controllare le nascite, concepire un maschio o una femmina, simulare la verginità. Non aveva preconcetti morali neanche su temi delicati come la frigidità femminile o l’impotenza maschile, considerava il desiderio sessuale femminile un fenomeno naturale che, quando represso come nelle vedove o nelle religiose, poteva recare sofferenza e persino malattie.
Trotula consigliava rimedi pratici e trattamenti “dolci” per alleviare le sofferenze, come erbe e salassi, bagni caldi e infusioni, pozioni, pomate e massaggi al posto di metodi radicali, utilizzati spesso all’epoca. Considerava la prevenzione l’aspetto principale della medicina e riteneva che l’igiene, l’alimentazione equilibrata e l’attività fisica rivestissero un’importanza fondamentale per la salute.

Trotula prima ginecologa ma anche prima pediatra: seguiva la gestante, la partoriente e la puerpera a cominciare dalle nozioni che riguardano l’individuazione dei segni di gravidanza, la posizione del feto nell’utero, il regime alimentare delle donne gravide. Una volta nato, il bambino meritava cure e attenzioni particolari ed ecco allora il consiglio di tenere il bambino appena nato al caldo, con gli occhi coperti e di non esporlo in luoghi luminosi; di racchiuderlo in fasce affinché le sue membra potessero crescere dritte, di pronunciare accanto a lui dolci cantilene. Alla puerpera venivano prescritti bagni, dieta di cibi caldi, tranquillità e riposo. La balia poi doveva avere un colorito luminoso, bianco e rosso, ed essere giovane e ben nutrita.

Trotula si interessò anche alle cure estetiche che per lei non erano un argomento frivolo. Anzi, la bellezza era il segno di un corpo sano in armonia con l’universo. Nel suo trattato De ornatu mulierum l'autrice suggeriva pomate ed erbe medicamentose per correggere le rughe sul volto o le borse sotto gli occhi; dispensava consigli su come eliminare i peli superflui, ridare candore alla pelle, oltre a dare insegnamenti sul trucco. 

L’eccezionalità di Trotula è dovuta anche al fatto di aver lasciato scritto il proprio insegnamento, rendendolo tramandabile. La sua opera più conosciuta, il De passionibus mulierum curandarum (Sulle malattie delle donne), divenuto successivamente famoso col nome di Trotula Major, è stato edito a stampa per la prima volta nel 1544 da George Krant. Il De ornatu mulierum (Sui cosmetici) è un trattato sulle malattie della pelle e sulla loro cura, detto Trotula minor; ambedue sono stati scritti in latino medievale, una lingua allora diffusa in tutta l'Europa.

Eppure la memoria di Trotula è rimasta insabbiata per secoli, tanto che non pochi studiosi hanno addirittura dubitato della sua effettiva esistenza.In passato le sue opere sono state attribuite ad autori di sesso maschile, a un anonimo, al marito o al fantomatico medico “Trottus”. Recentemente Monica H. Green ha sostenuto che Trotula non è un trattato singolo ma un insieme di tre opere indipendenti, ciascuna delle quali scritta da un autore diverso.

Ai nostri giorni la psicanalista Pina Boggi Cavallo ha restituito alla storia questa donna eccezionale nel campo medico, attribuendo la trasformazione in leggenda della figura di Trotula alla scomparsa delle donne nella storia della medicina, da allora in poi relegate in ruoli marginali.

Infine negli ultimissimi anni le sono stati dedicati tre romanzi.

 

Livia Capasso

 

Fonti: 
Pina Boggi Cavallo, Trotula de’ Ruggiero e il De passionibus: dalla leggenda alla Storia, in Medioevo al femminile, a cura di Ferruccio Bertini, Bari, Editori Laterza, 1993, p.134  
Salvatore De Renzi, Storia documentata della scuola medica di Salerno, Napoli, Gaetano Nobile, 1857, p. 195
Opere di Trotula (in traduzione italiana)
De mulierum passionibus ante in et post partum, Strasburgo 1544;
edizione aldina di Medici Antiqui Omnes, Venezia 1547, e ed. posteriori Sulle malattie delle donne, a cura di Pina Boggi Cavallo, traduzione di Matilde Nubiè e Adriana Tocco, Torino, 1979                                                                                                                                                       
De ornatu mulierum - L'armonia delle donne, a cura di Piero Manni, con interventi di Eva Cantarella e Andrea Vitali, San Cesario di Lecce, Manni ,2014

Tre romanzi ispirati a Trotula:
Vicente Barra, Trotula, Nocera Sup., Print Art edizioni, 2014
Dorotea Memoli, Io, Trotula, storia di una leggendaria scienziata medievale, Cava de’ Tirreni, Marlin,2013
Paola Presciuttini, Trotula, Padova, Meridiano Zero, 2013


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