ITALIA – Regine in città: Margherita di Savoia

01 Luglio 2016
Scritto da Livia Capasso


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FOTO 1. Intitolazioni a Torino. Foto di Loretta Junck

Margherita ed Elena, la prima e la seconda regina d’Italia, detengono un primato: insieme alla giudicessa Eleonora d’Arborea sono le uniche laiche tra le prime dieci figure femminili più frequenti nella toponomastica dei comuni italiani.

A Torino la regina Margherita si vide intitolare, ancor prima della sua morte, il lungo corso che attraversa tutta la città, da Ovest a Est, supera la Dora e arriva fino al Po, e il suo nome si ripete su un ponte, una piazza e in più scuole.

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FOTO 2. Roma. Foto di Ginevra Maccarrone

A Roma ci sono ben quattro aree di circolazione a lei dedicate – una galleria, un ponte, una piazza e un viale – ma la regina compare sulle strade di tantissime altre città, grandi e piccole, da Sud a Nord. A volte la si trova associata al suo re, come a Rovigo e Bisceglie, mentre altre volte compare da sola.

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FOTO 3. Rovigo. Foto di Maria Pia Ercolini

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FOTO 4. Bisceglie. Foto di Silvia La Franceschina

Eccola dunque in Sicilia a San Vito Lo Capo; in Basilicata a Corleto Perticara; in Puglia a Taranto; in Sardegna, a Calasetta; in Lombardia a Milano…

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FOTO 5. San Vito Lo Capo. Foto di Barbara Belotti

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FOTO 6. Corleto Perticara. Foto di Caterina Falotico

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FOTO 7. Taranto. Foto di Virginia Mariani

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FOTO 8. Calasetta. Foto di Laura Candiani

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FOTO 9. Milano. Foto di Rosa Enini

Margherita ed Elena sono state anche ampiamente ritratte in incisioni, litografie, fotografie, dipinti, statue, francobolli e copertine illustrate di settimanali. Esaminando questo ricco materiale, è possibile anche valutare la diversa personalità delle due sovrane.

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FOTO 10. Ritratto1

Margherita nacque a Torino nel 1851, da Ferdinando di Savoia ed Elisabetta di Sassonia. Bionda, di carnagione chiara, con due occhi azzurrissimi e un bel decolleté, nascondeva le gambe corte facendosi vedere spesso seduta in carrozza o nei palchi dei teatri. Profondamente cattolica, aveva un carattere forte e deciso, e un grande senso della dignità e del dovere. A diciassette anni sposò il cugino Umberto, primogenito del re Vittorio Emanuele II ed erede al trono dei Savoia; nel 1869 nacque il loro unico figlio, Vittorio Emanuele, futuro Vittorio Emanuele III. Nel 1878 Margherita diventò regina d’Italia.

Questo ritratto, opera di Michele Gordigiani, è forse quello più famoso della regina Margherita, che amava indossare abiti sontuosi, ricami, cappellini, guanti, fiocchi e pizzi. E amava follemente i gioielli: possedeva 16 fili di perle dei quali amò ornarsi, tanto da essere chiamata “La regina delle perle”. Anche se era consapevole che ogni filo di quelle perle, che Umberto le regalò negli anni del loro matrimonio, corrispondeva a un tradimento.

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FOTO 11. Ritratto Gordigiani

Una volta a settimana radunava attorno a sé al Quirinale il meglio della cultura italiana e di quella europea di passaggio nella capitale. Fu amica di Edmondo de Amicis, conobbe Alessandro Manzoni, fu esaltata da Fogazzaro, Gabriele d’Annunzio e Giovanni Pascoli. Giosuè Carducci le dedicò una delle sue Odi barbare (“Alla Regina d’Italia”). Era attratta dalla musica, soprattutto quella da camera; grazie ad una borsa di studio da lei concessa, il giovane Giacomo Puccini poté completare gli studi al Conservatorio di Milano.

Appassionata alpinista, Margherita scalò, prima donna, una delle più alte vette delle Alpi, il Monte Rosa. Per questo motivo le venne dedicato un rifugio, costruito in prossimità della cima della montagna.

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FOTO 12. Capanna Margherita

Il 29 luglio del 1900 re Umberto I fu assassinato a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci , e il trono passò al figlio, che divenne re Vittorio Emanuele III. La regina dovette adattarsi al ruolo di regina madre. Stabilì la sua residenza a palazzo Piombino in via Veneto che da lei prese il nome di palazzo Margherita (oggi il palazzo ospita l’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma) e, finita la guerra, si rifugiò a Bordighera, dove morì nel 1926 a 75 anni.

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