Toponomastica femminile nella didattica

Obiettivi e metodologie  

    

                  
COMPETENZE DI CITTADINANZA
Osservare la città, studiare le dinamiche del suo sviluppo urbanistico, conoscere la storia delle donne e degli uomini a cui le strade sono state intitolate, riflettere sulle ragioni delle intitolazioni e su quelle di tante assenze, vigilare sulle scelte di chi amministra la città, suggerire a chi governa che la differenza deve avere cura, poter dire”quella strada è stata intitolata ad una donna di valore proposta da noi”: sono tutti momenti della formazione di cittadine\i  alla quale la scuola è, innanzitutto, chiamata.
 
RECUPERO DELLA MEMORIA STORICA
Il campo d’indagine della toponomastica femminile costituisce terreno fertile per il recupero della memoria storica che ripropone la discriminazione femminile nella dimensione locale, come in quella nazionale o globale; per la ricerca e riflessione sulle ragioni economiche, sociali, politiche, culturali dell’assenza delle  donne nella storia; per la traduzione di conoscenze e saperi acquisiti in azioni civiche. 
Alunne e alunni osservano, ricercano, sperimentano nuove metodologie e accedono a  fonti  di ricerca diverse (documenti d’archivio, annuari delle associazioni femminili locali e nazionali, culturali e civiche…), s’interrogano sulle responsabilità della visibilità\invibilità di uomini e donne nella storia, nei luoghi pubblici e formali, riconosciuti ed istituzionali; osservano i codici di governo, suggeriscono nuovi comportamenti e nuove regole, cooperano con le istituzioni, richiamandole all’ascolto della differenza. 
 
INCONTRO INTERGENERAZIONALE E MULTIDISCIPLINARE
Toponomastica femminile favorisce l’incontro ed il  confronto intergenerazionale per  riflettere sul valore delle conquiste fatte dalle donne delle generazioni precedenti e sulla necessità di tutelarle e valorizzarle.
Toponomastica femminile offre anche l’opportunità didattica della integrazione interdisciplinare. L’insegnante di Italiano, Storia, Geografia ma anche docenti  di Matematica e Scienze vengono invitati a guidare alunni\e nella ricerca dei  nomi delle donne che si sono distinte nel campo della cultura, dell’impegno sociale, degli studi scientifici e matematici, dell’impresa o della politica. L’insegnante di Arte può completare il quadro con una ricerca iconografica, fondamentale in percorsi didattici di tipo biografico. Con Diritto si legge il regolamento toponomastico della propria città e se ne valuta la capacità di rispondere ai principi  del riconoscimento del merito di ciascuno\a, dell’uguaglianza delle persone che abitano la città,  dell’integrazione e dell’equità, sanciti dalla Costituzione.
 
INNOVAZIONE METODOLOGICA
La ricerca-azione e l’apprendimento centrato sull’esperienza, il cooperative learning, ed il metodo biografico ne costruiscono gli strumenti metodologici fondamentali.
Le vite di uomini e donne di rilievo costruiscono modelli di valore e di differenza sui quali riflettere e ai quali attingere nell’opera complessa della costruzione dell’identità maschile e femminile; il valore della biografia risiede inoltre nel nesso tra  un evento generale e l’esperienza di una persona, la cui identità di genere determina sempre le forme di partecipazione  ed elaborazione della Storia. 
 
POSSIBILI SVILUPPI
Altre azioni potranno essere attuate: si potrebbero prevedere anche momenti di scambio e tutorato tra alunni\e  di scuole di ordine diverso e studenti delle università (ad esempio nell’ambito del tirocinio che universitari\e ed universitari svolgono a scuola), per la realizzazione di percorsi verticali.
Il frutto di tutte le ricerche potrà diventare un libro, una mostra. Si potranno confrontare dati e risultati delle ricerche condotte in diverse realtà territoriali. Promuovere incontri e gemellaggi. Creare reti. In questa direzione potremmo proporre,  per l’anno prossimo, una sperimentazione didattica  annuale sul territorio nazionale,   interdisciplinare, curricolare, verticale o orizzontale, in collaborazione con Università, Enti, associazioni, nella quale naturalmente il ruolo centrale  è riconosciuto alla scuola. Si potrebbe chiedere al MIUR e al Ministero delle  di sostenere il progetto. Portare la cultura di genere a scuola vuol dire portarla in tutte le case, in tutte le famiglie, e Toponomastica femminile in questo senso, può aprire, lo dicono le nostre alunne e i nostri alunni,  NUOVE STRADE PER LE PARI OPPORTUNITA’.

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