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La collaborazione di Toponomastica femminile con ilcarrettinodelleidee.com di Dino Sturiale - giornale online messinese vivace e battagliero, attento alle differenze e a quella di genere soprattutto – è stata subito una intesa vera su temi condivisi: alla toponomastica femminile è dedicata una rubrica che ospita articoli scritti da studenti, docenti e toponomaste.
Gli articoli raccontano esperienze didattiche e formative, iniziative culturali e civiche; talora hanno un impianto biografico: raccontano storie, poco note o inedite, di donne straordinarie. L’interesse suscitato dalla rubrica ha aperto nuove collaborazioni, anche con atenei e mondo dell’associzionismo.
 
 

Ritratto di Giulia, l'unica donna che Stendhal volle veramente sposare

Scritto da Laura Candiani
05 Aprile 2013

giulia-stendhalDi Giulia Rinieri de' Rocchi (Siena 1801- Monsummano Terme 1881) non si hanno tracce nella toponomastica locale, nonostante sia stata una donna veramente speciale, coraggiosa, intraprendente, e abbia vissuto gli ultimi anni della vita nella villa oggi divenuta sede del Palazzo Comunale; è sepolta in una chiesetta campestre, fuori Monsummano, insieme al celebre nipote e ad altri membri della famiglia Martini. Chiediamo l'intitolazione di una strada a Giulia, donna fuori delle convenzioni.

Renata Forte

Scritto da Dino Sturiale
05 Aprile 2013

renata-forteDi donne come lei nel Salento, oggi, non ce ne sono molte. È più facile scegliere la strada della lentezza e dell’apatia, la strada che quasi tutti percorrono, per comodità e perché “se ti piace è così, se no te ne vai”.

Lei, Renata, era invece una donna caparbia e determinata, che si distingueva per l’impegno politico e sociale: insegnante alle elementari e con due figlie piccole, era segretario cittadino del Partito Repubblicano Italiano (P.R.I) di Nardò (LE). È il 1982 e Renata Fonte, a 31 anni, si candida alle elezioni amministrative e diventa la prima consigliere e assessore del suo partito.

Barbara, Salvatore e Giuseppe che mai siano morti invano

Scritto da Rino Giacalone
28 Marzo 2013

barbaraIl prossimo 2 aprile segnerà il 28° anniversario della strage mafiosa di Pizzolungo che causò la morte di Barbara Rizzo Asta e dei suoi due figli, i gemellini Salvatore e Giuseppe di 6 anni. Sarà il momento per rinnovare la vicinanza, solidarietà e sostegno a Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime, speriamo di poterlo fare assieme a quanti più cittadini possibili. Un impegno organizzativo non indifferente è stato messo in campo dal Comune di Erice e dal suo sindaco Giacomo Tranchida. Ma presenti, partecipi e promotori ci sono soprattutto anche Libera e l’Arci. Oltre che altre istituzioni e scuole, associazioni e volontari, come i ragazzi boy scout dell’Agesci.

Marsala e Mazara del Vallo: note di toponomastica femminile

Scritto da Donata Zincone
27 Marzo 2013

marsala marzara delvalloAll’estremità occidentale della Sicilia si estende l’antica città punica di Lilybaion, fondata nel 397-6 a. C. dagli abitanti di Mozia. Lilybaion, oggi nota come Marsala, (dall’arabo Marsa-Allam, porto di Allah) conta attualmente circa 83.000 abitanti distribuiti su un territorio di quasi 250 Kmq. Una peculiarità dell’insediamento consiste nell’organizzazione in “città territorio” che comprende, oltre al centro storico, numerosissime e popolose contrade, agglomerati abitativi sorti tra il XIX e i primi del XX secolo e strettamente legati all’attività agricola.

Peppina Fastuca: il comune le intitolerà una strada

Scritto da Dino Sturiale
21 Marzo 2013

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Gioiosa marea (ME). A un anno dalla scomparsa la cgil ricorda Peppina Fastuca; Il comune le intitolerà una strada

A un anno dalla sua scomparsa la Cgil ha ricordato questa mattina, nel corso di un Convegno che si è svolto a Gioiosa marea, Peppina Fastuca, figura di spicco della storia della Cgil e della difesa dei braccianti agricoli nel comune tirrenico.

Peppina Fastuca era molto conosciuta e amata a Gioiosa dove sin da ragazza, quando per una donna occuparsi di sindacato o di politica era una sfida, si era impegnata nella Cgil e aveva dato un forte impulso all’attività della locale Camera del Lavoro.

La prima donna in Sicilia che indossò una divisa

Scritto da Rosa Perupato
18 Marzo 2013

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A quante donne “in divisa” la toponomastica dedica strade? A poche, per molte ragioni: sono entrate tardi e con molte difficoltà in questo mondo professionale molto maschile, sono poche ancor oggi e non ricoprono le cariche più alte.

Ricordiamo per tutte la giovane Emanuela Loi, della scorta del giudice Borsellino, alla quale sono intitolate strade, soprattutto nel palermitano, a memoria del sacrificio in nome della giustizia e del diritto. Rosa Perupato racconta il suo incontro con Maria Teresa Blanco Spina, “prima donna in Sicilia ad indossare una divisa” . Con la sua intervista, Rosa “ringrazia” una donna che ha avuto il coraggio di “osare” e l’ha fatto con dignità ed onestà. Di tutto questo la città di Vittoria le è grata.

L'ardua strada delle donne verso la professione medica

Scritto da Simona Zappalà
10 Marzo 2013

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Fin dall’antichità, la donna si è sempre occupata della cura della salute delle persone che la circondano e nel passato molti rimedi terapeutici si tramandavano da madre in figlia con l’uso sapiente delle piante medicinali.

Tutti noi, però, conosciamo i nefasti avvenimenti storici che per secoli resero le donne vittime di condanne al rogo proprio per queste conoscenze, con l’accusa di praticare la stregoneria. Per molto tempo fu preclusa alle donne la possibilità di studiare e di esercitare la professione medica, ma le fonti riportano che, intorno all’anno mille, nell’accademia medica di Salerno, Trotula, una medichessa della famiglia De Ruggiero, esercitava come levatrice e veniva considerata una “sapiens matrona”.

Palermo e le donne che vorrei, parte III

Scritto da Claudia Fucarino
03 Marzo 2013

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Il terzo personaggio, della triade di donne proposte per future intitolazioni toponomastiche femminili, è una donna dal fervente spirito e dalle profonde motivazioni sociali e politiche: la giornalista e politica Giuliana Saladino.

Giuliana è una donna libera. É una libertà intellettuale, la sua, che prende le distanze da convenzionali vincoli sociali e che la rende pertanto pronta ad occuparsi delle donne, a tramandare il loro ricordo e a lottare per una società migliore che renda giustizia alla donna stessa e ne migliori la sua condizione.

Palermo e le donne che vorrei, parte II

Scritto da Claudia Fucarino
25 Febbraio 2013

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Toponomastica femminile: ritorniamo ai censimenti toponomastici palermitani che confermano la disparità di genere mai colmata e alle assenti alle quali vorremmo restituire la meritata memoria. Proponiamo un altro nome di donna di grande valore ma poco nota.

Dopo Rosalia Pipitone, vittima del suo status sociale, costretta a pagare con la morte la liberazione dall’ignoranza, dalla corruzione e dalla violenza causata dalla Mafia, oggi parliamo di Maria Montuoro, simbolo della lotta partigiana per la liberazione dell’Italia dalla piaga del Fascismo.

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