Palermo; le donne che vorrei. Rita Bartoli Costa

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La storia che mi appresto a raccontare non riguarda soltanto una vedova affranta, sgomenta per la morte di un marito presente ed onesto, bensì tratta di una donna che dall’uccisione del marito, il procuratore Gaetano Costa, ha tratto la forza necessaria per muovere i suoi primi passi verso quella che si rivelerà una tenace e persistente opposizione all’operato della criminalità organizzata.

 

Clotilde Terranova

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Una siciliana, licatese, tra le donne vittime del rogo della fabbrica Triangle Shirtwaist Factory di New York, che diede origine alla istituzione della Giornata Internazionale della Donna. Per lei Toponomastica femminile chiede l’intitolazione di una strada, non solo a Licata.

Migrò verso "La Merica" tra il 1876 ed il 1925 un milione e mezzo di meridionali: una moltitudine di storie familiari che rimane nell'immaginario collettivo come un quadro fatto di fagotti e di speranze che non lascia spazio all'individualità. Era l'ultimo giorno del 1907 quando la giovane Clotilde Terranova, nata a Licata nel 1887 da un padre calzolaio, giunse ad Ellis Island a New York.

Ritratto di Giulia, l'unica donna che Stendhal volle veramente sposare

giulia-stendhalDi Giulia Rinieri de' Rocchi (Siena 1801- Monsummano Terme 1881) non si hanno tracce nella toponomastica locale, nonostante sia stata una donna veramente speciale, coraggiosa, intraprendente, e abbia vissuto gli ultimi anni della vita nella villa oggi divenuta sede del Palazzo Comunale; è sepolta in una chiesetta campestre, fuori Monsummano, insieme al celebre nipote e ad altri membri della famiglia Martini. Chiediamo l'intitolazione di una strada a Giulia, donna fuori delle convenzioni.

Renata Forte

renata-forteDi donne come lei nel Salento, oggi, non ce ne sono molte. È più facile scegliere la strada della lentezza e dell’apatia, la strada che quasi tutti percorrono, per comodità e perché “se ti piace è così, se no te ne vai”.

Lei, Renata, era invece una donna caparbia e determinata, che si distingueva per l’impegno politico e sociale: insegnante alle elementari e con due figlie piccole, era segretario cittadino del Partito Repubblicano Italiano (P.R.I) di Nardò (LE). È il 1982 e Renata Fonte, a 31 anni, si candida alle elezioni amministrative e diventa la prima consigliere e assessore del suo partito.

Barbara, Salvatore e Giuseppe che mai siano morti invano

barbaraIl prossimo 2 aprile segnerà il 28° anniversario della strage mafiosa di Pizzolungo che causò la morte di Barbara Rizzo Asta e dei suoi due figli, i gemellini Salvatore e Giuseppe di 6 anni. Sarà il momento per rinnovare la vicinanza, solidarietà e sostegno a Margherita Asta, figlia e sorella delle vittime, speriamo di poterlo fare assieme a quanti più cittadini possibili. Un impegno organizzativo non indifferente è stato messo in campo dal Comune di Erice e dal suo sindaco Giacomo Tranchida. Ma presenti, partecipi e promotori ci sono soprattutto anche Libera e l’Arci. Oltre che altre istituzioni e scuole, associazioni e volontari, come i ragazzi boy scout dell’Agesci.

Marsala e Mazara del Vallo: note di toponomastica femminile

marsala marzara delvalloAll’estremità occidentale della Sicilia si estende l’antica città punica di Lilybaion, fondata nel 397-6 a. C. dagli abitanti di Mozia. Lilybaion, oggi nota come Marsala, (dall’arabo Marsa-Allam, porto di Allah) conta attualmente circa 83.000 abitanti distribuiti su un territorio di quasi 250 Kmq. Una peculiarità dell’insediamento consiste nell’organizzazione in “città territorio” che comprende, oltre al centro storico, numerosissime e popolose contrade, agglomerati abitativi sorti tra il XIX e i primi del XX secolo e strettamente legati all’attività agricola.

Peppina Fastuca: il comune le intitolerà una strada

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Gioiosa marea (ME). A un anno dalla scomparsa la cgil ricorda Peppina Fastuca; Il comune le intitolerà una strada

A un anno dalla sua scomparsa la Cgil ha ricordato questa mattina, nel corso di un Convegno che si è svolto a Gioiosa marea, Peppina Fastuca, figura di spicco della storia della Cgil e della difesa dei braccianti agricoli nel comune tirrenico.

Peppina Fastuca era molto conosciuta e amata a Gioiosa dove sin da ragazza, quando per una donna occuparsi di sindacato o di politica era una sfida, si era impegnata nella Cgil e aveva dato un forte impulso all’attività della locale Camera del Lavoro.

La prima donna in Sicilia che indossò una divisa

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A quante donne “in divisa” la toponomastica dedica strade? A poche, per molte ragioni: sono entrate tardi e con molte difficoltà in questo mondo professionale molto maschile, sono poche ancor oggi e non ricoprono le cariche più alte.

Ricordiamo per tutte la giovane Emanuela Loi, della scorta del giudice Borsellino, alla quale sono intitolate strade, soprattutto nel palermitano, a memoria del sacrificio in nome della giustizia e del diritto. Rosa Perupato racconta il suo incontro con Maria Teresa Blanco Spina, “prima donna in Sicilia ad indossare una divisa” . Con la sua intervista, Rosa “ringrazia” una donna che ha avuto il coraggio di “osare” e l’ha fatto con dignità ed onestà. Di tutto questo la città di Vittoria le è grata.

L'ardua strada delle donne verso la professione medica

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Fin dall’antichità, la donna si è sempre occupata della cura della salute delle persone che la circondano e nel passato molti rimedi terapeutici si tramandavano da madre in figlia con l’uso sapiente delle piante medicinali.

Tutti noi, però, conosciamo i nefasti avvenimenti storici che per secoli resero le donne vittime di condanne al rogo proprio per queste conoscenze, con l’accusa di praticare la stregoneria. Per molto tempo fu preclusa alle donne la possibilità di studiare e di esercitare la professione medica, ma le fonti riportano che, intorno all’anno mille, nell’accademia medica di Salerno, Trotula, una medichessa della famiglia De Ruggiero, esercitava come levatrice e veniva considerata una “sapiens matrona”.

Palermo e le donne che vorrei, parte III

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Il terzo personaggio, della triade di donne proposte per future intitolazioni toponomastiche femminili, è una donna dal fervente spirito e dalle profonde motivazioni sociali e politiche: la giornalista e politica Giuliana Saladino.

Giuliana è una donna libera. É una libertà intellettuale, la sua, che prende le distanze da convenzionali vincoli sociali e che la rende pertanto pronta ad occuparsi delle donne, a tramandare il loro ricordo e a lottare per una società migliore che renda giustizia alla donna stessa e ne migliori la sua condizione.

Palermo e le donne che vorrei, parte II

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Toponomastica femminile: ritorniamo ai censimenti toponomastici palermitani che confermano la disparità di genere mai colmata e alle assenti alle quali vorremmo restituire la meritata memoria. Proponiamo un altro nome di donna di grande valore ma poco nota.

Dopo Rosalia Pipitone, vittima del suo status sociale, costretta a pagare con la morte la liberazione dall’ignoranza, dalla corruzione e dalla violenza causata dalla Mafia, oggi parliamo di Maria Montuoro, simbolo della lotta partigiana per la liberazione dell’Italia dalla piaga del Fascismo.

Palermo e le donne che vorrei

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Toponomastica femminile: tutto è partito dai censimenti toponomastici che confermano una disparità di genere mai colmata. Si è poi discusso sull’esigenza di condurli a compimento perchè permettano finalmente di estrapolare dati concreti, definitivi.

Si è constatato quanto le strade dedicate alle donne siano spesso invisibili, periferiche, “vittime” anch’esse di una totale indifferenza, causata da cattive amministrazioni o da una semplice, banale e decentrata ubicazione.

Una storia di eroismo quotidiano dall'Albania

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Le storia che segue – familiare ed inedita - rappresenta bene il coraggio, la forza, la ge-nerosità delle donne comuni, in luoghi e circostanze diverse. Quella che raccontiamo non è, ancora una volta, “Storia” di donne famose, eccezionali, ma storia(con la “s” minuscola) di una donna che, nel suo piccolo, ha fatto qualcosa di grande per la propria famiglia, per il benessere dei propri cari, oppure per un ideale, magari in modo istintivo, non meditato, quell'ideale che talvolta spinge a stare dalla parte giusta, con semplicità e altruismo.

Mariannina Coffa

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Tre strade in tre città del siracusano ricordano Mariannina Coffa. Anche Ragusa le rende omaggio con una intitolazione stradale. Segno di civiltà di queste belle terre di Sicilia e del riconosciuto valore di Mariannina, poetessa tormentata e alla ricerca continua di felicità.

Soprannominata "la capinera di Noto", "la Saffo netina", era nata nel 1841 a Noto (Siracusa), dove morì nel 1878, a 36 anni. Fu una bambina precocemente ispirata che il padre, noto avvocato e patriota, si compiaceva di fare esibire nei salotti e nelle accademie con le sue poesie improvvisate su temi dettati estemporaneamente.

Graziella Giuffrida

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A Catania, in via Bellia, una lapide ricorda Graziella Giuffrida, eroina della Resistenza. Vi si legge “Graziella e Salvatore Giuffrida…alla libertà e alla patria offrirono la giovane esistenza nella guerra di Liberazione”. Di lei sappiamo poco: nasce nel 1924 a Catania, nel quartiere popolare di San Cristoforo. E’ gentile e battagliera. Finiti gli studi, vuole andar via, i discorsi del fratello Salvatore, antifascista, la infiammano. Sono inutili i tentativi dei genitori di fermarla, Graziella riesce a convincerli e nel 1943 va a Genova a fare la maestra; l’accompagna il fratello Salvatore. Nel capoluogo ligure Graziella si unisce alle Squadre di Azione Partigiana.

Una strada per Rita

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E’ difficile parlare di Rita Levi Montalcini, perché tutti la conosciamo e tanti ne hanno parlato in queste giornate, sui giornali, sui socialnetwork; in televisione e in rete centinaia di servizi, video, testimonianze continuano ancora a parlare di Lei: della Ragazza del ‘900, nata a Torino da una famiglia israelitica di artisti, ingegneri e intellettuali, che ha attraversato le guerre e la persecuzione nazi-fascista; della Signora della medicina italiana, che ha rotto convenzioni sociali e opposizioni politiche per poter studiare medicina, sposando la causa della ricerca e dello studio scientifico; della Scienziata insignita del Nobel per la scoperta del NGF il Nerve Growth Factor; dell’aristocratica Pasionaria che ha legato il proprio nome a quello di numerose battaglie civili e sociali, dalla questioni delle mine anti-uomo, al problema della fame nel mondo, dalla condanna delle “baronie” accademiche al sostegno alle donne scienziate.

Il premio DonnaèWeb 2012 al gruppo Toponomastica femminile

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Il gruppo “Toponomastica femminile” chiude il suo primo anno di vita con un riconoscimento che infiamma di entusiasmo le ed i 4500 toponomaste\i che da quasi dodici mesi collaborano al progetto: si tratta del premio DONNAèWEB 2012 che valorizza la creatività femminile espressa attraverso la rete rivolgendosi alle donne che utilizzano internet per lavorare e per promuovere le proprie idee ed i propri progetti.

Rosina Ferrario, la prima "Icara" italiana

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C’è chi ha pensato che le ali siano una caratteristica prettamente mascolina, raffigurando gli asessuati angeli spesso con connotati prettamente maschili. C’è chi ha pensato che dopo Icaro, sarebbero stati solo gli uomini ad indossare le ali.

C’è infine chi mai avrebbe pensato che a volare sarebbero state anche le donne.

Ciò almeno sino al 3 Gennaio 1913, data in cui Rosina Ferrario, aviatrice italiana, ottiene il brevetto di pilota di aerei, consacrandosi assieme alla collega Carina Massone Negrone, pioniera del volo “femminile”.

 

In memoria di Stefania Noce

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Un’aula della Facoltà di Lettere dell'università di Catania intitolata a Stefania Noce, vittima del femminicidio.

Nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, né, tanto meno, di una religione”.

Sono parole tratte dall’articolo che ha come titolo “Ha ancora senso essere femministe?” pubblicato sul giornalino dell’Università di Catania , La Bussola.

Palermo e la sua antica toponomastica

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Nel capoluogo siciliano la vecchia toponomastica era di più facile individuazione, rispetto a quella attuale perché si riferiva alle caratteristiche specifiche del luogo. Si preferivano, infatti, i nomi di Santi o i titoli d’illustri casati, a maggior ragione se sul luogo da intitolare vi era la presenza del palazzo di famiglia (es. Piazza Cattolica per la presenza di Palazzo Cattolica). Spesso invece si prediligevano i nomi legati a monumenti presente nel luogo (es Piazza Croce dei Vespri per la presenza della Croce dei Vespri) o semplicemente i nomi di mestieri praticati nelle botteghe presenti nella via o nel mercato come la famosa via dei piarraturi, che si riferisce a coloro che lavoravano la pietra, a ancora Via Sedie volanti, che si rifaceva a coloro che costruivano le sedie volanti o portantine.

"Stop al femminicidio" al festival internazionale dello spot sociale

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Con il video “Stop al femminicidio” l’IIS ”Vaccarini”di Catania si aggiudica il premio Videocomponimenti alla XV edizione del Festival internazionale dello spot sociale a Marano di Napoli.

Per far comprendere il valore del premio, è necessario innanzitutto spendere qualche parole sul Festival. Si tratta della grande festa della legalità e dell’impegno civico della scuola contro le mafie e, non a caso, si svolge in terra di camorra, nella città in cui a ventisette anni fu ucciso il giornalista Carlo Siani che aveva denunciato il malaffare che controlla queste terre e porta impoverimento e violenza.

La parola alle donne di scuola

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Un’amica insegnante mi racconta uno stralcio di conversazione colto rapidamente al supermercato: un anziano signore ascolta i discorsi di due professoresse arrabbiate per la proposta delle 24 ore e commenta ridacchiando: <Non concluderanno niente come al solito: gliele suonano perché abbassano sempre la testa e perché sono tutte “femmine”>.

Le scrittrici senza memoria

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I libri di scuola parlano al maschile, la lingua italiana è sessista a dispetto delle battaglie e delle conquiste di civiltà e democrazia che donne e uomini hanno compiuto soprattutto nell’ultimo secolo. Qualche anno fa un’alunna dell’Istituto tecnico - abituata a vivere in un ambiente prevalentemente maschile, ma non disponibile all’omologazione e consapevole della sua differenza, orgogliosa di essere una delle poche ragazze ad affrontare studi di elettronica- mi fece notare che sul libro di letteratura italiana una glossa, sempre uguale, precedeva la biografia di scrittori e scrittrici: era la parola AUTORE. Sempre la stessa anche quando l’Autore era un’Autrice come Katherine Mansfield.

Le donne di Toponomastica femminile a convegno

Le donne di Toponomastica femminile a convegno6 e 7 ottobre 2012.
Nella Casa Internazionale delle Donne a Roma si incontrano le donne e gli uomini di Toponomastica femminile, per fare il punto sul lavoro avviato da nove mesi.
Si tratta di una esperienza cresciuta in modo vertiginoso, esplosivo, appassionato, quasi la risposta necessaria e naturale ad un desiderio di parola e di impegno che l’idea geniale di Maria Pia Ercolini ha fatto diventare azione congiunta di impegno intellettuale e civico su tutto il territorio nazionale e oltre.
Per il suo convegno il gruppo Toponomastica femminile ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle politiche sociali, dell'ANCI, dell'ANPI, del CNR, del Comune di Roma, del Laboratorio Internazionale di Onomastica.

I supereroi e le donne invisibili delle strade

I supereroi e le donne invisibili delle stradeLa toponomastica femminile nelle nostre strade? Un’esperienza surreale, quasi fumettistica.
Incontrare, infatti, donne reali, oltre le consuete Madonne, Sante, Martiri e donne mitologiche è una missione pressoché impossibile.
A Palermo, per esempio, che è la quinta città più grande d’Italia, circa il 4,5% di toponimi stradali è legato a nomi di donna, contro il 49 % di toponimi maschili.
Certamente Palermo, rispetto alle percentuali italiane che “vantano” spesso numeri che vanno anche al di sotto dell’1%, può andare a testa alta, almeno fino a quando ci si sofferma a visionare gli stradari aggiornati con le ultime intitolazioni.

I Convegno di Toponomastica femminile

I Convegno di Toponomastica femminileNei giorni 6 e 7 ottobre, presso la Casa Internazionale delle Donne, in via della Lungara 19 (Roma), si terrà il I Convegno di Toponomastica femminile.
La due giorni vedrà alternarsi gli interventi di relatrici e relatori appartenenti a vari campi: si parlerà di toponomastica cittadina e delle sue implicazioni, dei progetti didattici nati in seguito alle iniziative del gruppo, di ricerca, di metodologie, di problematiche emergenti, di comunicazione efficace. Interessanti anche la sezione estera, per un incontro proficuo e progettuale con le realtà vicine a quella italiana, e la mostra fotografica sulle targhe romane, nazionali, straniere e con una sezione ricchissima dedicata alla Partigiane.

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