Palermo e le donne che vorrei

palermo-parteI

Toponomastica femminile: tutto è partito dai censimenti toponomastici che confermano una disparità di genere mai colmata. Si è poi discusso sull’esigenza di condurli a compimento perchè permettano finalmente di estrapolare dati concreti, definitivi.

Si è constatato quanto le strade dedicate alle donne siano spesso invisibili, periferiche, “vittime” anch’esse di una totale indifferenza, causata da cattive amministrazioni o da una semplice, banale e decentrata ubicazione.

Una storia di eroismo quotidiano dall'Albania

albania

Le storia che segue – familiare ed inedita - rappresenta bene il coraggio, la forza, la ge-nerosità delle donne comuni, in luoghi e circostanze diverse. Quella che raccontiamo non è, ancora una volta, “Storia” di donne famose, eccezionali, ma storia(con la “s” minuscola) di una donna che, nel suo piccolo, ha fatto qualcosa di grande per la propria famiglia, per il benessere dei propri cari, oppure per un ideale, magari in modo istintivo, non meditato, quell'ideale che talvolta spinge a stare dalla parte giusta, con semplicità e altruismo.

Mariannina Coffa

mariannina-coffa


Tre strade in tre città del siracusano ricordano Mariannina Coffa. Anche Ragusa le rende omaggio con una intitolazione stradale. Segno di civiltà di queste belle terre di Sicilia e del riconosciuto valore di Mariannina, poetessa tormentata e alla ricerca continua di felicità.

Soprannominata "la capinera di Noto", "la Saffo netina", era nata nel 1841 a Noto (Siracusa), dove morì nel 1878, a 36 anni. Fu una bambina precocemente ispirata che il padre, noto avvocato e patriota, si compiaceva di fare esibire nei salotti e nelle accademie con le sue poesie improvvisate su temi dettati estemporaneamente.

Graziella Giuffrida

graziella-giuffrida


A Catania, in via Bellia, una lapide ricorda Graziella Giuffrida, eroina della Resistenza. Vi si legge “Graziella e Salvatore Giuffrida…alla libertà e alla patria offrirono la giovane esistenza nella guerra di Liberazione”. Di lei sappiamo poco: nasce nel 1924 a Catania, nel quartiere popolare di San Cristoforo. E’ gentile e battagliera. Finiti gli studi, vuole andar via, i discorsi del fratello Salvatore, antifascista, la infiammano. Sono inutili i tentativi dei genitori di fermarla, Graziella riesce a convincerli e nel 1943 va a Genova a fare la maestra; l’accompagna il fratello Salvatore. Nel capoluogo ligure Graziella si unisce alle Squadre di Azione Partigiana.

Una strada per Rita

una-strada-per-rita

E’ difficile parlare di Rita Levi Montalcini, perché tutti la conosciamo e tanti ne hanno parlato in queste giornate, sui giornali, sui socialnetwork; in televisione e in rete centinaia di servizi, video, testimonianze continuano ancora a parlare di Lei: della Ragazza del ‘900, nata a Torino da una famiglia israelitica di artisti, ingegneri e intellettuali, che ha attraversato le guerre e la persecuzione nazi-fascista; della Signora della medicina italiana, che ha rotto convenzioni sociali e opposizioni politiche per poter studiare medicina, sposando la causa della ricerca e dello studio scientifico; della Scienziata insignita del Nobel per la scoperta del NGF il Nerve Growth Factor; dell’aristocratica Pasionaria che ha legato il proprio nome a quello di numerose battaglie civili e sociali, dalla questioni delle mine anti-uomo, al problema della fame nel mondo, dalla condanna delle “baronie” accademiche al sostegno alle donne scienziate.

Il premio DonnaèWeb 2012 al gruppo Toponomastica femminile

premio-donnaweb


Il gruppo “Toponomastica femminile” chiude il suo primo anno di vita con un riconoscimento che infiamma di entusiasmo le ed i 4500 toponomaste\i che da quasi dodici mesi collaborano al progetto: si tratta del premio DONNAèWEB 2012 che valorizza la creatività femminile espressa attraverso la rete rivolgendosi alle donne che utilizzano internet per lavorare e per promuovere le proprie idee ed i propri progetti.

Rosina Ferrario, la prima "Icara" italiana

rosina-ferrario

C’è chi ha pensato che le ali siano una caratteristica prettamente mascolina, raffigurando gli asessuati angeli spesso con connotati prettamente maschili. C’è chi ha pensato che dopo Icaro, sarebbero stati solo gli uomini ad indossare le ali.

C’è infine chi mai avrebbe pensato che a volare sarebbero state anche le donne.

Ciò almeno sino al 3 Gennaio 1913, data in cui Rosina Ferrario, aviatrice italiana, ottiene il brevetto di pilota di aerei, consacrandosi assieme alla collega Carina Massone Negrone, pioniera del volo “femminile”.

 

In memoria di Stefania Noce

stefania-noce

Un’aula della Facoltà di Lettere dell'università di Catania intitolata a Stefania Noce, vittima del femminicidio.

Nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, né, tanto meno, di una religione”.

Sono parole tratte dall’articolo che ha come titolo “Ha ancora senso essere femministe?” pubblicato sul giornalino dell’Università di Catania , La Bussola.

Palermo e la sua antica toponomastica

parlermo-toponomastica


Nel capoluogo siciliano la vecchia toponomastica era di più facile individuazione, rispetto a quella attuale perché si riferiva alle caratteristiche specifiche del luogo. Si preferivano, infatti, i nomi di Santi o i titoli d’illustri casati, a maggior ragione se sul luogo da intitolare vi era la presenza del palazzo di famiglia (es. Piazza Cattolica per la presenza di Palazzo Cattolica). Spesso invece si prediligevano i nomi legati a monumenti presente nel luogo (es Piazza Croce dei Vespri per la presenza della Croce dei Vespri) o semplicemente i nomi di mestieri praticati nelle botteghe presenti nella via o nel mercato come la famosa via dei piarraturi, che si riferisce a coloro che lavoravano la pietra, a ancora Via Sedie volanti, che si rifaceva a coloro che costruivano le sedie volanti o portantine.

"Stop al femminicidio" al festival internazionale dello spot sociale

stop-femminicidio

Con il video “Stop al femminicidio” l’IIS ”Vaccarini”di Catania si aggiudica il premio Videocomponimenti alla XV edizione del Festival internazionale dello spot sociale a Marano di Napoli.

Per far comprendere il valore del premio, è necessario innanzitutto spendere qualche parole sul Festival. Si tratta della grande festa della legalità e dell’impegno civico della scuola contro le mafie e, non a caso, si svolge in terra di camorra, nella città in cui a ventisette anni fu ucciso il giornalista Carlo Siani che aveva denunciato il malaffare che controlla queste terre e porta impoverimento e violenza.

La parola alle donne di scuola

donne-scuola


Un’amica insegnante mi racconta uno stralcio di conversazione colto rapidamente al supermercato: un anziano signore ascolta i discorsi di due professoresse arrabbiate per la proposta delle 24 ore e commenta ridacchiando: <Non concluderanno niente come al solito: gliele suonano perché abbassano sempre la testa e perché sono tutte “femmine”>.

Le scrittrici senza memoria

scrittrici-senza-memoria


I libri di scuola parlano al maschile, la lingua italiana è sessista a dispetto delle battaglie e delle conquiste di civiltà e democrazia che donne e uomini hanno compiuto soprattutto nell’ultimo secolo. Qualche anno fa un’alunna dell’Istituto tecnico - abituata a vivere in un ambiente prevalentemente maschile, ma non disponibile all’omologazione e consapevole della sua differenza, orgogliosa di essere una delle poche ragazze ad affrontare studi di elettronica- mi fece notare che sul libro di letteratura italiana una glossa, sempre uguale, precedeva la biografia di scrittori e scrittrici: era la parola AUTORE. Sempre la stessa anche quando l’Autore era un’Autrice come Katherine Mansfield.

Le donne di Toponomastica femminile a convegno

Le donne di Toponomastica femminile a convegno6 e 7 ottobre 2012.
Nella Casa Internazionale delle Donne a Roma si incontrano le donne e gli uomini di Toponomastica femminile, per fare il punto sul lavoro avviato da nove mesi.
Si tratta di una esperienza cresciuta in modo vertiginoso, esplosivo, appassionato, quasi la risposta necessaria e naturale ad un desiderio di parola e di impegno che l’idea geniale di Maria Pia Ercolini ha fatto diventare azione congiunta di impegno intellettuale e civico su tutto il territorio nazionale e oltre.
Per il suo convegno il gruppo Toponomastica femminile ha ottenuto il patrocinio del Ministero delle politiche sociali, dell'ANCI, dell'ANPI, del CNR, del Comune di Roma, del Laboratorio Internazionale di Onomastica.

I supereroi e le donne invisibili delle strade

I supereroi e le donne invisibili delle stradeLa toponomastica femminile nelle nostre strade? Un’esperienza surreale, quasi fumettistica.
Incontrare, infatti, donne reali, oltre le consuete Madonne, Sante, Martiri e donne mitologiche è una missione pressoché impossibile.
A Palermo, per esempio, che è la quinta città più grande d’Italia, circa il 4,5% di toponimi stradali è legato a nomi di donna, contro il 49 % di toponimi maschili.
Certamente Palermo, rispetto alle percentuali italiane che “vantano” spesso numeri che vanno anche al di sotto dell’1%, può andare a testa alta, almeno fino a quando ci si sofferma a visionare gli stradari aggiornati con le ultime intitolazioni.

I Convegno di Toponomastica femminile

I Convegno di Toponomastica femminileNei giorni 6 e 7 ottobre, presso la Casa Internazionale delle Donne, in via della Lungara 19 (Roma), si terrà il I Convegno di Toponomastica femminile.
La due giorni vedrà alternarsi gli interventi di relatrici e relatori appartenenti a vari campi: si parlerà di toponomastica cittadina e delle sue implicazioni, dei progetti didattici nati in seguito alle iniziative del gruppo, di ricerca, di metodologie, di problematiche emergenti, di comunicazione efficace. Interessanti anche la sezione estera, per un incontro proficuo e progettuale con le realtà vicine a quella italiana, e la mostra fotografica sulle targhe romane, nazionali, straniere e con una sezione ricchissima dedicata alla Partigiane.

Palermo e le strade delle donne

Palerno e le strade delle donneL’antica toponomastica nel capoluogo siciliano? Era certamente molto più paritaria rispetto a quella attuale. Non vi era del resto l’usanza di intitolare le piazze e le strade a personaggi illustri, perché a questo si preferiva l’uso di una odonomastica di più facile individuazione e che fosse maggiormente legata agli usi del luogo. Esempi significativi che ritroviamo nelle antiche borgate all'interno dei mercati dove, tutt'oggi, emergono inusuali e particolari odonimi, di cui spesso si ignora il reale significato. Come la rinomata via Calderai dove oggi, come un tempo, numerosi artigiani, conosciuti come i quararara, fabbricano ed espongono fuori dalle loro botteghe pentole, tegami ed altri oggetti in alluminio, ottone, bronzo e rame.

INFORMATIVA COOKIE

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie tecnici propri e di terze parti. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa sull’uso dei cookie..

Cliccando “accetto” o accedendo a qualunque elemento sottostante questo banner acconsenti all’uso dei cookie.