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Nel febbraio del 2013 iniziava una collaborazione tra Toponomastica femminile,  RBE (Radio Beckwith Evangelica) e Bradipodiario, blog legato alla radio attraverso il redattore Giuseppe Rissone. Dall'11 settembre 2013 la collaborazione con Bradipodiario è diventata continuativa.
Gli articoli, che escono regolarmente il secondo mercoledì di ogni mese, hanno come oggetto la toponomastica e la presenza femminile nelle valli valdesi.
 
 

Notizie dal convegno

Scritto da Loretta Junck
15 Ottobre 2014


Nei giorni 3, 4 e 5 ottobre si è svolto a Torino, nella Sala polivalente di via Leoncavallo 23, il terzo convegno nazionale di Toponomasticafemminile e Fnism (Federazione nazionale insegnanti), di cui s’era data notizia su queste colonne.
Quale il giudizio complessivo? Quali le impressioni raccolte tra le persone che hanno partecipato all’evento?
Il bilancio conclusivo direi che è assolutamente positivo e addirittura entusiastico il giudizio di chi non conosceva il gruppo e l’ha scoperto in questa occasione.
Il pubblico era numeroso, circa 200 persone registrate sui tre giorni, parecchie quelle presenti in tutte e tre le date: presenze attente, interessate, partecipi.
Qualche smagliatura si è verificata venerdì, in occasione delle visite guidate, dove le richieste sono state superiori alle aspettative iniziali, ma sabato e domenica, in sala, nonostante il ritmo sostenuto degli interventi, molto fitti, la tempistica è stata rispettata con una precisione direi asburgica, fatto generalmente apprezzato.
Le relazioni hanno affrontato argomenti diversi, rispecchiando  gli interessi delle ricercatrici iscritte al gruppo di Toponomastica femminile, che vanno dalla linguistica alla storia dell’arte, dalla filosofia all’archeologia, dalla storia alla letteratura.
Per quanto mi riguarda, posso dire che nella fase organizzativa, nell’invitare relatrici e relatori a partecipare al convegno, ho cercato anche  di dare voce alle realtà culturali di Torino. Purtroppo non tutte hanno potuto essere rappresentate, ma la città è stata comunque coinvolta nell’evento.
La pausa pranzo di sabato ha visto un ottimo catering offerto dalla Circoscrizione 6, che ci ha ospitate presso i locali della biblioteca Civica Primo Levi, locali molto grandi e articolati in quanto ottenuti dalla ristrutturazione di una fabbrica dismessa.
Questo ha permesso anche di allestire una mostra fotografica, in esposizione fino all’11 ottobre, facendo una scelta tra le fotografie già comparse a  Torino nel febbraio scorso in un’altra biblioteca civica, quella di Villa Amoretti.
Al catering, come previsto, si è affiancata per l’aperitivo dello stesso giorno, sabato, l’iniziativa  che è stata scherzosamente chiamata Gastronomastica: le toponomaste giunte dalle diverse parti d’Italia hanno offerto i prodotti tipici delle proprie regioni, secondo una tradizione ormai consolidata che risale al primo convegno, e che dimostra come le donne siano capaci, in situazioni difficili, a tirarsi su le maniche per risolvere i problemi che si presentano.
Una novità, rispetto ai convegni precedenti, quello di Roma del 2012 e quello di Palermo dello scorso anno, è stata la necessità di raccogliere fondi tra le persone presenti per coprire le spese sostenute, per la stampa delle locandine, le cartelline ecc.
Ci siamo inventate allora un grosso maiale- salvadanaio di cartapesta, che è stato posto all’ingresso con l’invito ad una offerta libera e la scritta Crinfunding, una strizzatina d’occhi rivolta al pubblico torinese …
L’iniziativa ci ha divertite, ma a dire il vero il successo non è stato proprio all’altezza delle aspettative, e ce ne siamo chieste il motivo. Probabilmente la gente continua a pensare che le istituzioni intervengano a sostenere tutte le spese connesse alle iniziative culturali anche se non è più così, almeno qui a Torino, dove Comune Provincia e Regione hanno dovuto stringere la borsa, ed è sempre più difficile finanziare questi eventi in mancanza di sponsor privati. Ciò che in questa occasione abbiamo ottenuto dalle istituzioni, in primo luogo la Circoscrizione e il Comune di Torino, è stato già un miracolo di generosità.
Ottimi invece i risultati del convegno per quanto riguarda la rete di collaborazione con altre realtà che hanno accettato di lavorare con TF.
Purtroppo Piero Fassino non ha potuto essere presente, ma si è stabilito di contattarlo come Presidente dell’Anci per chiedere un intervento normativo  che permetta di modificare i regolamenti delle Commissioni per la toponomastica dei Comuni italiani per dare più spazio alla presenza femminile in seno alle Commissioni, così come già è avvenuto a Napoli, la città più virtuosa in questo senso.
Si sono presi accordi con gli esperti dell’Istat per ottenere statistiche in chiave di genere, Legambiente ha concesso il proprio patrocinio al nostro Concorso nazionale per le scuole e lavorerà con le scuole  sulle intitolazioni femminili delle piste ciclabili a Roma.
Una messe di tutto rispetto, e novità importanti che confermano la grande vitalità di Toponomastica femminile, un gruppo che non credo di esagerare definendolo unico nel panorama dell’associazionismo femminile: per la coesione, la quantità e la qualità del lavoro svolto, la determinazione nel portare avanti il proprio discorso e i propri progetti.
Ma già si guarda oltre, e nell’incontro di Torino è già stata annunciata la data del prossimo, il quarto convegno nazionale che sarà a MILANO nei gg 16, 17 e 18 ottobre 2015.
Invito quindi le lettrici e i lettori a visitare la pagina FB di Toponomastica femminile, dove è stato creato un documento  apposito dal titolo Quarto Convegno Nazionale di TF- Milano 2015.
Basta cliccare su File, sotto l’intestazione, e poi su Modifica, e vi si possono inserire proposte, comunicazioni, notizie riguardanti l’appuntamento del 2015, secondo uno stile di partecipazione e di collaborazione che è una della caratteristiche di questo gruppo.
 
 

Crinfunding!

Scritto da Loretta Junck
04 Ottobre 2014


Per tutte le cose ci vogliono le condizioni adatte, e per costruire l’oggetto della foto pure: austerity, tempo libero e voglia di divertirsi sono stati l’humus da cui è nato Crin. Sì, perché ormai è diventato un nome proprio.

Mi spiego meglio.

Crin, come è facile capire dall’eloquente apertura sul suo fianco destro, è un salvadanaio, e con questa funzione esordirà al Convegno di Toponomastica femminile a Torino, il 4 di ottobre, dove si spera che i suoi occhietti stuporosi commuovano le/gli ospiti fin nel portafogli.

Con le casse di Regione e Comune in profondo rosso, la Provincia al “Si salvi chi può” e gli imprenditori alla canna del gas, la strada delle sponsorizzazioni è subito apparsa talmente cosparsa di spine da essere quasi impraticabile. Rimaneva la soluzione crowdfunding, ma a parte il fatto che chi bazzica questi terreni aveva altro da fare, devo confessare che il sistema mi pare un po’ un’americanata, come si diceva un tempo, e‘ sta cosa che chi mette cinque euro viene ringraziato collettivamente, chi ne mette venti nominativamente e così via , fino ad arrivare, per i più generosi, alle nuvole di incenso e alla pioggia di petali di rose… diciamo che mi fa anche un po’ ridere, ecco!

Così una email di Maria Pia Ercolini (“… magari mettiamo un salvadanaio in sala …”) ha acceso nella mia testa una lampadina, e questa illuminava a giorno un maialone rosa, di cartapesta. E poiché chi fa da sé fa per tre, ho incominciato ad attrezzarmi  per superare tutta una serie di problemi, dal momento che in tutta la mia ormai lunga vita mai mi era capitato di costruire alcunché, tantomeno con la cartapesta.

Per farla breve, Crin è nato durante le vacanze, davanti al mare, in vista dell’isola di Bergeggi, dopo che la sottoscritta aveva freneticamente compulsato una dozzina di siti Internet, con la collaborazione di mezzo condominio e contributi volanti di consigli e aiuti vari, in barba al tempo bizzoso di un’estate mai vista che un giorno no e due sì costringeva a ritirarlo in casa perché la pioggia non lo riducesse in pappa. 

Trovato un bel rosa shokking nell’unico colorificio aperto della zona, e spalmato con questo tutto l’animale dal grugno al codino, è sorto il problema di cosa scriverci sopra. Magari “Pigfunding”, giusto per ironizzare un tantino? Oppure, visto che è destinato a un convegno in Piemonte, “Crinfunding”? Sì, “Crinfunding”, e anche “My name is crin”, con un intento didascalico per le/gli ospiti provenienti da altre parti d’Italia, che ovviamente non conoscono il dialetto piemontese, e un’ombra di citazione da un famoso film.

Evvai, my Crin, lunga e (soprattutto) fortunata vita a te! 

Donne valdesi e memoria

Scritto da Bruna Peyrot
24 Settembre 2014

Dal 3 al 5 ottobre si svolgerà a Torino nella Sala Polivalente di via Leoncavallo 23 a Torino il 3° Convegno Nazionale di ToponomasticaFemminile dal titolo “Strade maestre: un cammino di parità”. Il Convegno di Torino offrirà una panoramica della cultura piemontese al femminile, e in quest’ambito Bruna Peyrot interverrà per portare il proprio contributo nel campo della storia delle donne valdesi. Bruna Peyrot, studiosa di storia sociale, pubblicista, conduce da anni ricerche sulle identità, le memorie culturali e i percorsi di costruzione democratica dei singoli e dei gruppi sociali, specie comparando Europa e America latina, continente che frequenta da oltre dieci anni. Collaboratrice di periodici e riviste, vincitrice di premi letterari.Pubblichiamo di seguito la sintesi del suo intervento, che avrà luogo sabato 4 ottobre (ore 15.15 – 15.30). Per eventuali informazioni sul Convegno scrivere a Loretta Junck: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Donne valdesi e memoria

Questo studio darà rilievo alla componente più antica del protestantesimo italiano: il mondo valdese e in particolare alla sua parte femminile. Appartenenti a una minoranza religiosa risalente a uno dei più combattivi movimenti ereticali medioevali, concentrata nel suo nucleo originario nelle Valli valdesi del Piemonte, in provincia di Torino, le donne valdesi hanno  segnato la loro presenza all’interno di una singolare civiltà: la società montana e contadina, la presenza istituzionalizzata (dal 1532, data di adesione alla Riforma di Calvino) della chiesa valdese e la rete, reale e ideale, del protestantesimo europeo. Eretiche, eroine, predicatrici, diaconesse, maestre, mogli di pastori (ministri di culto), benefattrici, emigrate, contadine, operaie, domestiche, tutte hanno condiviso il cammino di fede dei loro compagni, unite dal mitico, complesso e antico aggettivo “valdese”. Con Valdo di Lione, da cui si originò il nome valdese, erano le “misere donnicciuole che predicavano”. Nel periodo delle persecuzioni erano eroine della resistenza. Nell’ottocento “unioniste” (si ritrovavano nelle Unioni femminili per discutere e offrire le loro arti – cucire, ricamare, cantare – al servizio della chiesa), maestre e attiviste, fino al secolo successivo in cui, nel 1962, possono accedere al ruolo pastorale (ministre di culto). Fra loro, certo emergono alcuni nomi, che le fonti giornalistiche, autobiografiche o epistolografiche riportano. Tuttavia, la loro è una presenza corale che si situa in una domesticità allargata e socialmente utile, nello spirito che caratterizza la cultura valdese, poco propensa a esaltare singole personalità  e impregnata dei classici valori del protestantesimo: liberalismo, pluralità, consapevolezza del ruolo della propria coscienza. Nel corso dell’esposizione citeremo alcuni nomi che potrebbero essere interessanti da proporre all’interno del progetto della toponomastica al femminile.  

 

Convegno strade maestre

Scritto da Loretta Junck
17 Settembre 2014

 
Il primo fine settimana di ottobre (da venerdì 3 a domenica 5), la Sala Polivalente di via Leoncavallo 23, a Torino, ospiterà “Strademaestre: un cammino di parità”, terzo convegno nazionale di Toponomastica femminile.
L’evento testimonia l’attività e la vitalità del gruppo che, nato nel gennaio del 2012, conta ora più di 7800 aderenti e si esprime in diversi campi, in primo luogo quello dell’attività didattica: il 26 maggio la premiazione del primo Concorso nazionale ha visto a Roma l’affluenza straordinaria di settecento studenti giunti da tutta Italia per conoscere i migliori lavori realizzati con entusiasmo da insegnanti ed allievi nelle scuole di ogni ordine e grado, dalla primaria all’università.
Il Convegno di Torino offrirà una panoramica della cultura piemontese al femminile, e in quest’ambito Bruna Peyrot interverrà per portare il proprio contributo nel campo della storia delle donne valdesi. Mercoledì 24 settembre pubblicheremo di seguito la sintesi del suo intervento, che avrà luogo sabato 4 ottobre (h 15.15 – 15.30). Loretta Junck
Per eventuali informazioni sul Convegno scrivere a Loretta Junck: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per conoscere il programma cliccare qui

 

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