Calendaria 2026 - Daphne Caruana Galizia

Daphne Caruana Galizia
Sara Marsico

Carola Pignati

 

Nascere in uno Stato come Malta, dove la corruzione è endemica e tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, ne sono invischiati, è una condanna per chi, come Daphne Caruana Galizia, nata Daphne Anne Vella, ha intrapreso la strada del giornalismo investigativo nella speranza di non vedere il suo Paese in vendita, come i suoi resort e i suoi casinò, spesso in mano a sedicenti imprenditori senza scrupoli. Se sei una donna, poi, si scateneranno ancora di più contro di te, ti toglieranno credibilità, infangheranno il tuo nome, insinueranno che i tuoi articoli li scrive tuo marito; riusciranno persino a sminuire il fascino dei tuoi capelli lunghi e neri, normalmente utilizzati per descrivere la bellezza femminile, paragonandoli a quelli di una strega. Ma Daphne, che bella lo è davvero, nata il 26 agosto 1964 a Sliema da Michael Alfred Vella e Rose Marie Mamo, dopo gli studi in una scuola cattolica sente subito qual è la sua vocazione e già nel 1987 inizia a lavorare come giornalista.

Due anni prima si è sposata con Peter Caruana Galizia e dalla loro solida unione nasceranno sono nati tre figli. All'inizio degli anni Novanta è editorialista per The Sunday Times e redattrice associata del The Malta Independent. Sarà la prima a firmare gli articoli col suo nome. In seguito lavorerà per The Malta Independent on Sunday e dirigerà la rivista Taste & Flair, che si occupa di giardinaggio, arredamento e cucina. Nel 1997 si laurea in Archeologia e dell’archeologa conserva lo spirito e il modo di procedere, che la fanno scavare e scrostare a fondo fino a dissotterrare la notizia sotto i diversi strati da cui è celata. Nel 2008 la sua vita ha una svolta: decide di aprire un blog, Running Commentary, che arriverà fino a 400mila visualizzazioni al giorno (quando a Panama gli abitanti sono 450mila). Vi commenta le vicende politiche di Malta e pubblica i risultati di importanti investigazioni. Non ha paura di dire la verità su quello che sta succedendo nella sua isola, divenuta oggetto di appetiti di cementificatori — anche dei clan dei casalesi —, oligarchi, sfruttatori di lavoratori e lavoratrici sottopagate; dove si registra un alto numero di infortuni sul lavoro tra i manovali (richiesti per la costruzione di alberghi e case da gioco) e che è diventata un centro per il rilascio di passaporti a pagamento( passaporti d’oro concessi per un milione di euro) per personaggi equivoci e scandalosamente ricchi.

Tutto questo con la complicità dei partiti di governo, che Caruana Galizia non ha paura di denunciare, e di alcune banche, tra cui la Pilatus, l’istituto bancario che, dopo la morte della giornalista, sarà costretto a chiudere grazie a una whistleblower in contatto con Caruana Galizia. La blogger rivela comportamenti scorretti e fraudolenti di politici di maggioranza e di opposizione. Racconta nel suo “Bordellogate”, con tanto di foto delle visite fatte dal Ministro dell’Economia Cardona ai bordelli di Düsseldorf, in Germania, durante una visita ufficiale di Stato. Per questa e altre notizie riceve continue lettere di minaccia dagli studi legali delle persone che accusa. In risposta pubblica quelle stesse lettere sul suo blog, in modo che tutte e tutti le possano leggere.

La famiglia di Daphne Caruana Galizia

Ma Caruana Galizia non si occupa solo di corruzione; scrive anche a proposito della misoginia imperante nella sua isola: «A Malta la natura delle molestie verso le donne giornaliste è davvero primitiva. Riguarda sempre il loro aspetto fisico, quanto sono grasse, quanto sono sovrappeso». Ricorderà che negli anni ’90, in uno dei suoi primi articoli, scriveva così:

«Non posso accettare il fatto che un uomo ricopra un incarico pubblico con la forfora sulle spalle, l’abito frusto, i capelli inguardabili e nessuno faccia mai commenti, tipo che sembra si sia appena alzato dal letto, che è davvero orribile o trasandato e perché non si lava i capelli? Nessuno. Perché un uomo ha il diritto di andare in giro vestito da straccione con i capelli da porcospino. E guai a dirlo perché questo è ciò che ci si aspetta dagli uomini. Poi però se una donna appare meno che perfetta, viene bersagliata di critiche. Guarda quanti sforzi fanno le donne impegnate nella vita pubblica a Malta. Davvero guardale. Io le guardo e penso: «Perché pensate di dovervi buttare giù dal letto la mattina alle sei per mettervi due dita di trucco sul viso? Guardate gli uomini intorno a voi. Alcuni non si lavano nemmeno la faccia».

L’indagine per cui sarà conosciuta in tutto il mondo riguarda lo scandalo dei Panama papers, che avrà poi un filone a parte, i Malta files. Nel 2016 sarà la prima giornalista a parlarne, grazie alla documentazione a lei pervenuta dal figlio Matthew, membro del Consorzio Internazionale dei giornalisti investigativi (Cigi). Panama Papers è il nome di un fascicolo riservato digitalizzato contenente 11,5 milioni di documenti confidenziali provenienti dallo studio legale panamense Mossack Fonseca, con informazioni dettagliate su oltre 214 000 società offshore che servono a sottrarre al controllo statale a scopo di evasione ed elusione fiscale i soldi di una serie di persone, tra cui funzionari e funzionarie pubbliche, uomini di governo e loro parenti, collaboratori e collaboratrici di più di 40 Paesi.

Caruana Galizia pubblica per prima la notizia del coinvolgimento dei ministri Konrad Mizzi e Keith Schembri in questo scandalo e fa il nome del Ministro dell'Energia Mizzi come acquirente di società offshore a Panama e in Nuova Zelanda, a scopo di riciclaggio di denaro proveniente dal governo corrotto e antidemocratico dell'Azerbaigian. Pochi giorni dopo il ministro Mizzi ammette di aver costituito il Rotorua Trust, proprio in Nuova Zelanda. In seguito a quest'inchiesta, Caruana Galizia è inclusa da Politico Europe tra le 28 persone che scuoteranno l’Europa nel 2017. One woman wikileaks, come sarà chiamata da questo momento, non si ferma e accusa Michelle Muscat, moglie del primo ministro Joseph Muscat, di essere proprietaria di una società offshore panamense. Dopo queste rivelazioni ci saranno elezioni anticipate che riconfermeranno Muscat.

L’auto di Daphne Caruana Galizia dopo l’esplosione

Il 16 ottobre 2017, Caruana Galizia viene fatta saltare in aria, letteralmente fatta a pezzi e bruciata come una strega, da un’autobomba piazzata nella sua auto, vicino alla sua casa a Bidnija. In questo articolo (https://vitaminevaganti.com/2021/08/28/daphne-caruana-galizia/), scritto per la nostra rivista, sono riportate le circostanze del barbarico assassinio. Al momento della sua morte i processi a suo carico, intentati prevalentemente da esponenti politici/he, sono 47, di cui 5 penali, in seguito portati avanti nei confronti dei suoi parenti, perché così prevede lo strano sistema giuridico maltese. Caruana Galizia ha cominciato a essere insultata e sbeffeggiata a 25 anni, le hanno ucciso i cani, incendiato la casa e spiati i movimenti per intimidirla. Da quattro anni non può nemmeno più andare in spiaggia perché la fotografano in continuazione e caricano le sue foto su facebook con commenti disdicevoli. Quarantasette minuti prima di morire scriverà questo post sul suo blog:

«Ci sono criminali dovunque io guardi… La situazione è disperata».

Ci sono criminali ovunque

Dal giorno della morte della giornalista, nei pressi del Monumento al Grande Assedio vicino alla Corte di Giustizia maltese a La Valletta, c’è un memoriale spontaneo a lei dedicato, fatto di immagini, pensieri e candele portati dalla gente. Più volte è stato distrutto ma viene sempre ripristinato con vasi di fiori, cartelli con la scritta “Invicta” e nuovi pensieri. Di lei il giornalista danese Brugger ha detto: 

«Considero Daphne una delle persone più coraggiose che abbia mai incontrato. Praticamente c’era lei, da sola, contro l’intero stato mafioso maltese. Per me era la quintessenza del vero giornalista: sempre, implacabilmente in cerca della verità, a qualunque costo».

Memoriale Caruana Galizia

L’assassinio della giornalista rappresenta un fatto gravissimo per uno Stato dell’Unione Europea, di cui Malta fa parte. Di fatto questa piccola isola è il più importante crocevia di affari illeciti legati alla finanza internazionale. Dopo molte esitazioni, nell’inchiesta su mandanti e assassini dell’omicidio di Caruana Galizia, sostenutaoltre che da moltissimi movimenti di protesta da una risoluzione del Consiglio d’Europa in seguito alla relazione dettagliata sulle lacune dello stato di diritto maltese del parlamentare olandese Pieter Omtzigt, soprannominato “il Segugio” per il suo fiuto per la corruzione, si è arrivati alle sentenze. Nel 2025 sono stati condannati all’ergastolo Jamie Vella e Robert Agius per avere fornito la bomba che l’ha uccisa; ai fratelli De Giorgio, George “il Cinese e Alfred “il Fagiolo”, come esecutori rei confessi sono stati inflitti 40 anni di carcere; Vincent Muscat, “il Kohhu” (il cucù) che ha confessato prima degli altri collaborando con la giustizia, ha avuto la pena ridotta a 15 anni di carcere. Nel 2019 una quarta persona, Melvin Theuma, è stata arrestata ma, avendo contribuito a una svolta nelle indagini e individuato il mandante dell’assassinio nell’imprenditore semianalfabeta e cocainomane conclamato Yorgen Fenech, ha avuto il condono tombale. Nel 2020 Fenech, Mister Casinò, descritto come violento con le donne e molto ben introdotto negli ambienti della criminalità organizzata e nel governo di Malta, è stato arrestato mentre stava tentando una fuga rocambolesca. Nel febbraio 2025 Fenech ha ottenuto la scarcerazione su cauzione, in attesa del processo per presunta complicità nell’assassinio della giornalista. Del suo Paese Caruana Galizia aveva scritto:

«Nessuno può sperare di comprendere la politica di Malta o la società maltese senza prima comprendere il familismo amorale, che plasma e guida entrambe… Malta si trova in una situazione pericolosa, e oggi non possiamo più dire che sono i politici corrotti ad averla portata a questo punto, perché è ormai impossibile negare che quei politici corrotti sono il riflesso della società».

Libro Dì la verità anche se la tua voce trema

Nell’articolo di Nadia Verdile prima citato e pubblicato sulla nostra rivista sono indicati i numerosi riconoscimenti e i Premi intitolati alla grande giornalista investigativa, tra cui il Daphne Project, un gruppo di giornaliste e giornalisti che portano avanti le inchieste della collega assassinata. Nel 2019 è stata pubblicata da Bompiani la prima raccolta di scritti di Daphne Caruana Galizia, Dì la verità anche se la tua voce trema; poche settimane dopo la pubblicazione si sono dimessi i ministri Mizzi e Schembri. Nel 2020 si è dimesso anche il Primo Ministro Joseph Muscat. Daphne Caruana Galizia sapeva di rischiare la vita per amore della verità, ma era una donna viva, libera e coraggiosa e ci ha lasciato parole preziose come queste:

«quando le persone vi rimproverano e vi criticano accusandovi di essere “negativi”, di non seguire la corrente o di non adottare un atteggiamento di benevola tolleranza verso i loro eccessi, ricordatevi sempre che sono loro, e non voi, a essere nel torto… La lotta contro la corruzione e contro l’assalto al primato della legge deve continuare».

Su audible è possibile ascoltare la vicenda dettagliata dei Malta files, in un podcast di Roberto Saviano, Criminali ovunque io guardi, Daphne Caruana Galizia, in Le mani sul mondo.


Traduzione francese

Giorgia Corvino

Naître dans un État comme Malte, où la corruption est endémique et où tous les partis, qu’ils soient au pouvoir ou dans l’opposition, sont impliqués, est une condamnation pour quiconque, comme Daphne Caruana Galizia (née Daphne Anne Vella), a choisi la voie du journalisme d’investigation dans l’espoir de ne pas voir son pays mis en vente — à l’image de ses complexes hôteliers et de ses casinos, souvent aux mains de prétendus entrepreneurs sans scrupules. Si vous êtes une femme, l’acharnement est encore plus vif : on cherchera à vous décrédibiliser, on salira votre nom, on insinuera que vos articles sont écrits par votre mari. On ira même jusqu’à s’attaquer à la fascination exercée par vos longs cheveux noirs, habituellement symbole de beauté féminine, en les comparant à ceux d’une sorcière. Pourtant Daphne, dont la beauté est réelle, née le 26 août 1964 à Sliema de Michael Alfred Vella et Rose Marie Mamo, ressent sa vocation dès la fin de ses études dans une école catholique. En 1987, elle commence déjà à travailler comme journaliste.

Deux ans plus tôt, elle a épousé Peter Caruana Galizia, une union solide dont sont nés trois fils. Au début des années 1990, elle est chroniqueuse pour The Sunday Times et rédactrice associée au The Malta Independent. Elle sera la première à signer ses articles de son propre nom. Par la suite, elle travaillera pour The Malta Independent on Sunday et dirigera le magazine Taste & Flair, consacré au jardinage, à la décoration et à la cuisine. En 1997, elle obtient un diplôme en archéologie. De l’archéologue, elle garde l’esprit et la méthode : elle creuse et décape en profondeur jusqu’à déterrer l’information sous les multiples couches qui la dissimulent. En 2008, sa vie prend un tournant : elle décide d’ouvrir un blog, Running Commentary, che atteindra jusqu’à 400 000 vues par jour (alors que Malte compte environ 450 000 habitants). Elle y commente l’actualité politique maltaise et publie les résultats d’enquêtes majeures. Elle n’a pas peur de dire la vérité sur ce qui arrive à son île, devenue la proie de bétonneurs — y compris des clans de la Camorra (les Casalesi) —, d’oligarques et d’exploiteurs de travailleurs sous-payés. Une île où l’on enregistre un nombre élevé d’accidents du travail parmi les ouvriers (réquisitionnés pour la construction d’hôtels et de salles de jeux) et qui est devenue une plaque tournante pour la délivrance de passeports payants (des « passeports dorés » accordés pour un million d’euros) à des personnages troubles et scandaleusement riches.

Tout cela se déroule avec la complicité des partis au gouvernement, que Caruana Galizia n’hésite pas à dénoncer, e de certaines banques, dont la Pilatus Bank. Cet établissement financier sera contraint de fermer après la mort de la journaliste grâce à une lanceuse d’alerte en contact avec elle. La blogueuse révèle les comportements malhonnêtes et frauduleux de politiciens de tous bords. Dans son « Bordellogate », elle raconte, photos à l’appui, les visites du ministre de l’Économie Cardona dans des maisons closes à Düsseldorf, en Allemagne, lors d’une visite officielle d’État. Pour cette nouvelle et bien d’autres, elle reçoit d’innombrables lettres de menaces provenant des cabinets d’avocats des personnes qu’elle accuse. En guise de réponse, elle publie ces lettres sur son blog afin que tout le monde puisse les lire.

La famille de Daphne Caruana Galizia

Mais Caruana Galizia ne s’occupe pas seulement de corruption ; elle écrit aussi sur la misogynie régnante sur son île : « À Malte, la nature du harcèlement envers les femmes journalistes est vraiment primitive. Cela concerne toujours leur aspect physique, si elles sont grosses, si elles sont en surpoids ». Elle rappellera que dans les années 1990, dans l’un de ses premiers articles, elle écrivait:

«Je ne peux pas accepter qu’un homme occupe une fonction publique avec des pellicules sur les épaules, un costume usé, des cheveux impossibles, sans que personne ne fasse jamais de commentaire, du genre "on dirait qu’il vient de tomber du lit", "c’est vraiment horrible ou négligé", ou "pourquoi ne se lave-t-il pas les cheveux ?". Personne. Parce qu’un homme a le droit de circuler vêtu comme un chiffonnier avec des cheveux en brosse. Et gare à celui qui le dit, car c’est ce qu’on attend des hommes. Mais si une femme apparaît moins que parfaite, elle est criblée de critiques. Regardez les efforts que font les femmes engagées dans la vie publique à Malte. Regardez-les vraiment. Je les regarde et je pense : "Pourquoi pensez-vous devoir vous jeter hors du lit à six heures du matin pour vous mettre deux doigts de maquillage sur le visage ? Regardez les hommes autour de vous. Certains ne se lavent même pas la figure"».

L’enquête qui la fera connaître dans le monde entier concerne le scandale des Panama Papers, qui aura son propre volet maltais, les Malta Files. En 2016, elle est la première journaliste à en parler, grâce aux documents transmis par son fils Matthew, membre du Consortium international des journalistes d’investigation (ICIJ). Les Panama Papers désignent un dossier confidentiel numérisé contenant 11,5 millions de documents provenant du cabinet d’avocats panaméen Mossack Fonseca. Ces fichiers détaillent plus de 214 000 sociétés offshore servant à l’évasion et à la fraude fiscale pour le compte de hauts fonctionnaires, de membres de gouvernements et de leurs proches dans plus de 40 pays.

Caruana Galizia publie en exclusivité l’implication des ministres Konrad Mizzi et Keith Schembri. Elle désigne Mizzi (alors ministre de l’Énergie) comme acquéreur de sociétés offshore au Panama et en Nouvelle-Zélande, destinées au blanchiment d’argent provenant du gouvernement corrompu d’Azerbaïdjan. Quelques jours plus tard, le ministre Mizzi admet avoir créé le Rotorua Trust en Nouvelle-Zélande. Suite à cette enquête, Caruana Galizia est incluse par Politico Europe parmi les 28 personnalités qui feront bouger l’Europe en 2017. Celle qu’on appelle désormais « One woman WikiLeaks » ne s’arrête pas là et accuse Michelle Muscat, l’épouse du Premier ministre Joseph Muscat, d’être propriétaire d’une société offshore panaméenne. Ces révélations entraînent des élections anticipées, qui confirmeront pourtant Muscat au pouvoir.

La voiture de Daphne Caruana Galizia après l’explosion

Le 16 octobre 2017, Daphne Caruana Galizia est pulvérisée, littéralement déchiquetée et brûlée comme une sorcière par une voiture piégée près de chez elle, à Bidnija. Au moment de sa mort, elle faisait l’objet de 47 procès, principalement intentés par des responsables politiques (dont 5 au pénal), procédures qui furent ensuite maintenues contre ses proches, comme le permet l’étrange système juridique maltais. Daphne a commencé à être insultée et bafouée dès l’âge de 25 ans. On a tué ses chiens, incendié sa maison et espionné ses moindres faits et gestes pour l’intimider. Depuis quatre ans, elle ne pouvait même plus aller à la plage car on la photographiait sans cesse pour publier les clichés sur Facebook avec des commentaires désobligeants. Quarante-sept minutes avant de mourir, elle publiait ce post sur son blog:

«Il y a des criminels partout où je regarde... La situation est désespérée».

"Il y a des criminels partout"

Depuis le jour de sa mort, près du Monument du Grand Siège, face au Palais de Justice de La Valette, un mémorial spontané lui est dédié, fait d’images, de messages et de bougies apportés par la foule. Détruit plusieurs fois, il est toujours restauré avec des pots de fleurs, des pancartes marquées « Invicta » et de nouvelles pensées. Le journaliste danois Brügger a dit d’elle:

«Je considère Daphne comme l’une des personnes les plus courageuses que j’aie jamais rencontrées. En pratique, elle était seule face à l’intégralité de l’État mafieux maltais. Pour moi, elle était la quintessence du vrai journaliste : toujours, implacablement en quête de vérité, quel qu’en soit le prix».

Mémorial Caruana Galizia

L’assassinat de la journaliste est un acte d’une extrême gravité pour un État membre de l’Union européenne. De fait, cette petite île est le carrefour le plus important d’affaires illicites liées à la finance internationale. Après de nombreuses hésitations, l’enquête sur les commanditaires et les assassins — soutenue par de nombreux mouvements de protestation et par une résolution du Conseil de l’Europe — a abouti à des sentences. En 2025, Jamie Vella et Robert Agius ont été condamnés à la prison à perpétuité pour avoir fourni la bombe. Les frères De Giorgio, George (« le Chinois ») et Alfred (« le Haricot »), ont été condamnés à 40 ans de prison en tant qu’exécutants ayant plaidé coupables. Vincent Muscat (« il Kohhu »), qui a confessé le premier en collaborant avec la justice, a vu sa peine réduite à 15 ans. En 2019, une quatrième personne, Melvin Theuma, a été arrêtée ; ayant permis d’identifier le commanditaire présumé, l’entrepreneur Yorgen Fenech, il a bénéficié d’une grâce totale. En 2020, Fenech, surnommé « Mister Casino », décrit comme violent avec les femmes et très proche des milieux du crime organisé et du gouvernement, a été arrêté alors qu’il tentait de prendre la fuite. En février 2025, Fenech a obtenu une libération sous caution en attendant son procès pour complicité présumée dans l’assassinat. Au sujet de son pays, Caruana Galizia avait écrit:

«Personne ne peut espérer comprendre la politique ou la société maltaise sans comprendre d’abord le "familisme amoral" qui façonne et guide les deux... Malte se trouve dans une situation dangereuse, et aujourd’hui nous ne pouvons plus dire que ce sont les politiciens corrompus qui l’ont menée là, car il est désormais impossible de nier que ces politiciens corrompus sont le reflet de la société».

Livre Dis la vérité même si ta voix tremble

De nombreux hommages et prix portent le nom de la journaliste, dont le Daphne Project, un groupe de journalistes poursuivant ses enquêtes. En 2019, les éditions Bompiani ont publié le premier recueil de ses écrits, Dis la vérité même si ta voix tremble ; quelques semaines après la publication, les ministres Mizzi et Schembri ont démissionné. En 2020, le Premier ministre Joseph Muscat a également démissionné. Daphne Caruana Galizia savait qu’elle risquait sa vie par amour de la vérité, mais elle était une femme vivante, libre et courageuse. Elle nous a laissé ces mots précieux:

«Quand les gens vous réprimandent et vous critiquent en vous accusant d’être "négatifs", de ne pas suivre le courant ou de ne pas adopter une attitude de bienveillance tolérante envers leurs excès, souvenez-vous toujours que ce sont eux, et non vous, qui sont dans leur tort... La lutte contre la corruption et contre l’assaut sur la primauté du droit doit continuer».


Traduzione spagnola

Maria Ilenia Musarra

Nacer en un país como Malta, donde la corrupción es endémica y todos los partidos, mayoritarios y de oposición, están involucrados, es una condena para quien, como Daphne Caruana Galizia, nacida Daphne Anne Vella, decidió emprender la carrera de periodismo investigativo con la esperanza de no ver a su país en venta, al igual que sus resorts y sus casinos, a menudo caídos en manos de sedicentes emprendedores sin escrúpulos. Si eres una mujer, se volverán aún más contra ti, te desacreditarán, empañarán tu nombre, insinuarán que tus artículos los escribe tu marido; conseguirán incluso disminuir el encanto de tu cabello largo y negro, símbolo de la belleza femenina, comparándolo con el cabello de una bruja. Pero, Daphne, que era verdaderamente bella, nacida el 26 de agosto de 1964 en Sliema, hija de Michael Alfred Vella y Rose Marie Mamo, después de sus estudios en una escuela católica, pronto sintió cuál era su vocación y, en 1987, empezó a trabajar como periodista.

Dos años antes se había casado con Peter Caruana Galizia y de su sólida unión nacieron tres hijos. Al comienzo de los años noventa fue editorialista de ‹‹The Sunday Times›› y redactora asociada de ‹‹The Malta Independent››. Fue la primera mujer que firmó sus artículos con su propio nombre. Más tarde, trabajó para ‹‹The Malta Independent on Sunday›› y dirigió la revista ‹‹Taste & Flair››, dedicada a la jardinería, a la decoración y a la cocina. En 1997 se licenció en Arqueología; mantuvo el espíritu y la manera de trabajar propios de una arqueóloga , que le permitieron excavar y raspar al fondo hasta desenterrar la noticia de las entrañas de la tierra. En 2008, en su vida tuvo un cambio radical ya que decidió abrir un blog, Running Commentary, que llegó a alcanzar hasta 400 mil visitas diarias (cuando Panamá tenía solo 450 mil habitantes). En el blog comentaba los sucesos políticos de Malta y publicaba los resultados más importantes de las investigaciones. No tenía miedo en decir la verdad sobre lo que estaba ocurriendo en su isla, convertida en objeto de deseo de los empresarios de la construcción – incluso de los clanes de los Casaleses – oligarcas, explotadores de los trabajadores y trabajadores mal pagados; donde se registraba un alto número de accidentes laborales entre los obreros (empleados para la construcción de hoteles y casinos) y que se había convertido en un centro de emisión de los pasaportes bajo pago (pasaportes de oro concedidos a cambio de un millón de euros) para personas deshonestas y escandalosamente ricas.

Esto ocurría gracias a la complicidad con los partidos políticos, que Caruana Galizia denunció sin miedo, de algunos bancos, entre los cuales el de Pilatus, el instituto bancario que, después de la muerte de la periodista, se vio obligado a cerrar gracias a una whistleblower que estaba en contacto con Caruana Galizia. La bloguera desveló conductas incorrectas y fraudulentas por parte tanto de los políticos mayoritarios como de los políticos de la oposición. En su “Postríbuloogate”, incluso con fotografías, relata las visitas del ministro de la Economía Cardona en los burdeles de Düsseldorf, en Alemania, durante una visita oficial de Estado. Por esta y otras revelaciones recibió continuas cartas de amenazas por parte de los bufetes de abogados de los acusados. Como respuesta, publicaba las mismas cartas en su blog para que todas las personas pudieran leerlas.

La familia de Daphne Caruana Galizia

Sin embargo, Caruana Galizia no se ocupaba únicamente de la corrupción; también escribía sobre la misoginia imperante en su isla: ‹‹En Malta, la naturaleza del acoso hacia las mujeres periodistas es realmente primitiva. Es debido a su aspecto físico, en particular por su carnosidad, su obesidad››.Recordará que, en los años 90, en uno de sus primeros artículos, había escrito:

«no puedo aceptar el hecho de que un hombre ocupe un cargo público con caspas en los hombros, el traje desgastado, el pelo horrible y nadie nunca haga comentarios, como que parece recién levantado, que es repugnante o desaliñado y por qué no se lava el pelo. Nadie. Porque un hombre tiene el derecho de dar una vuelta vestido como un vagabundo y el pelo despeinado. No te atreves a decirlo ya que esto es lo que se espera de los hombres. Mientras que, si una mujer parece menos que perfecta, es víctima de críticas. Basta pensar en los esfuerzos de las mujeres que cubren un cargo público en Malta. Míralas. Yo las miro y pienso: ‹‹¿Por qué creéis que tenéis que levantaros a las seis de la mañana para maquillaros? Mirad a los hombres que os rodean. Algunos de ellos ni siquiera se lavan la cara».

Gracias a la investigación sobre el escándalo de los Panama Papers fue reconocida en todo el mundo; más tarde hubo otro escándalo, el de Malta Files. En 2016, fue la primera periodista que habló sobre este escándalo, gracias a la documentación que le había proporcionado su hijo Matthew, miembro del Consorcio Internacional de los periodistas de la investigación (ICIJ). Panama Papers es el nombre de un archivo reservado digital que contiene 11,5 millones de documentos confidenciales procedentes del bufete de abogados panameño Mossack Fonseca. El archivo contiene información detallada sobre más de 214 000 empresas extranjeras que sustraen al control estatal, con objetivo de evasión y elusión, el dinero de algunas personas, entre las cuales funcionarios públicos, políticos y sus familiares, colaboradores de más de 40 países.

Caruana Galizia fue la primera periodista que publicó la noticia sobre la implicación en este escándalo de los ministros Konrad Mizzi y Keith Schembri. Además, señaló al ministro de la energía, Mizzi, como el comprador de una empresa extranjera en Panamá y Nueva Zelanda con el objetivo de blanquear dinero procedente del gobierno corrompido y antidemocrático de Azerbaiyán. Unos días más tarde, el ministro Mizzi admitió que había constituido el Rotorua Trust, precisamente en Nueva Zelanda. Después de esta investigación, Caruana Galizia fue incluida por Politico Europe, entre las 28 personas que sacudirían Europa en 2017. One woman wikileaks, que es el apodo por el que fue llamada desde aquel momento, sigue su investigación y acusó a Michelle Muscat, mujer del primer ministro Joseph Muscat, de ser propietaria de una empresa extranjera panameña. Después de estas revelaciones, tuvieron lugar elecciones anticipadas que reafirmaron a Muscat como primer ministro.

El coche de Daphne Caruana Galizia después de la explosión

El 16 de octubre de 2017, Caruana Galizia murió debido a una bomba que hizo explotar su coche cerca de su casa en Bidnija. La mujer fue literalmente hecha añicos y quemada como una bruja. En este artículo (https://vitaminevaganti.com/2021/08/28/daphne-caruana-galizia/), escrito para nuestra revista, se relatan las circunstancias del brutal asesinato . En el momento de su muerte, los procesos judiciales en su contra, iniciados principalmente por parte de exponentes de la política, eran 47, entre ellos 5 penales. Después de su homicidio, fueron dirigidos contra su familia como prevé el sistema judicial de Malta. A Caruana Galizia, cuando tenía solo 25 años, la empezaron a insultar y burlarse de ella, mataron a sus perros, incendiaron su casa y empezaron a espiarla para intimidarla. Hacía cuatro años que ni siquiera podía ir a la playa ya que la fotografiaban en continuación y subían sus fotos a facebook con comentarios impropios. Cuarenta y siete minutos antes de morir había escrito en su blog:

«En todas partes hay muchos criminales... la situación es desesperada».

"En todas partes hay criminales"

Desde el día de la muerte de la periodista, en los alrededores del Monumento al Gran Asedio Corte de Justicia maltés en La Valeta, hay un memorial espontáneo dedicado a ella, formado por imágenes, frases y velas llevadas por la gente. A pesar de que varias veces ha sido destruido, siempre lo restauran, llevando jarrones de flores, carteles con la palabra “Invicta” y nuevas frases. Sobre ella, un periodista danés dijo:

«Pienso que Daphne es una de las personas más audaces que nunca he encontrado. Prácticamente estaba ella sola contra el entero Estado mafioso de Malta. En mi opinión, era la quintaesencia del verdadero periodista: siempre, implacablemente en busca de la verdad, costara lo que costara».

Mémorial Caruana Galizia

El homicidio de la periodista representa un hecho extremadamente grave para un país de la Unión Europea; Malta es uno de ellos. De hecho, esta pequeña isla es el centro más importante de negocios ilícitos vinculados a las finanzas internacionales. Tras muchas vacilaciones, en la investigación sobre mandantes y asesinos del homicidio de Caruana Galizia, respaldada no solo por muchísimos movimientos de protesta, sino también por una resolución del Consejo de Europa después de la relación detallada sobre los vacíos del estado de derecho maltés del parlamentario neerlandés Pieter Omtzigt, conocido como “El Sabueso” debido a su olfato para la corrupción, se llegó a las sentencias. En el 2025, Jamie Vella y Robert Agius fueron condenados a prisión perpetua por haber procurado la bomba que la mató; a los hermanos De Giorgio, George “el Chino” y Alfred “el Judía”, como reos confesos, fueron condenados a 40 años de prisión; Vincent Muscat, “el Kohhu” (el cucú), que había confesado y colaborado con la justicia antes que los demás, obtuvo una reducción de pena a 15 años de cárcel. En el 2019, una cuarta persona, Melvin Theuma, fue encarcelada, pero, como contribuyó a un avance decisivo en la investigación e identificó al mandante del homicidio, a saber, el emprendedor semianalfabeto y cocainómano Yorgen Fenech, obtuvo una amnistía fiscal. En el 2020 Fenech, Míster Casino, descrito como alguien muy violento con las mujeres e involucrado en los ambientes de la criminalidad organizada y en el gobierno de Malta, fue arrestado mientras intentaba una fuga rocambolesca. En febrero de 2025, Fenech obtuvo la excarcelación bajo caución, en espera del proceso por presunta complicidad en el homicidio de la periodista. De su país, Caruana Galizia había escrito:

«Nadie puede entender la política de Malta o la sociedad maltesa sin antes entender el familismo amoral, que las moldea y guía a ambas... Malta se encuentra en una situación peligrosa y hoy no podemos decir que son los políticos corruptos que la llevaron a este punto ya que es imposible negar que aquellos políticos corruptos son el reflejo de la sociedad».

Livre Di la verdad aunque tu voz tiemble

En el artículo de Nadia Verdile, citado anteriormente y publicado en nuestra revista, se indican los innumerables reconocimientos y los premios dedicados a la extraordinaria periodista de investigación, entre los cuales el Daphne Project, un grupo de periodistas que siguen las investigaciones de la colega asesinada. En el 2019, la editorial italiana Bompiani publicó la primera colección de libros de Daphne Caruana Galizia, Di la verdad aunque tu voz tiemble; algunas semanas después de la publicación, los ministros Mizzi y Schembri dimitieron. En 2020, también el primer ministro Joseph Muscat dimitió. Daphne Caruana Galizia estaba consciente de que ponía en peligro su vida por amor a la verdad, pero era una mujer firme, rebelde y audaz. La periodista nos dejó palabras preciosas como estas:

Daphne Caruana Galizia
Sara Marsico

Carola Pignati

 

Nascere in uno Stato come Malta, dove la corruzione è endemica e tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, ne sono invischiati, è una condanna per chi, come Daphne Caruana Galizia, nata Daphne Anne Vella, ha intrapreso la strada del giornalismo investigativo nella speranza di non vedere il suo Paese in vendita, come i suoi resort e i suoi casinò, spesso in mano a sedicenti imprenditori senza scrupoli. Se sei una donna, poi, si scateneranno ancora di più contro di te, ti toglieranno credibilità, infangheranno il tuo nome, insinueranno che i tuoi articoli li scrive tuo marito; riusciranno persino a sminuire il fascino dei tuoi capelli lunghi e neri, normalmente utilizzati per descrivere la bellezza femminile, paragonandoli a quelli di una strega. Ma Daphne, che bella lo è davvero, nata il 26 agosto 1964 a Sliema da Michael Alfred Vella e Rose Marie Mamo, dopo gli studi in una scuola cattolica sente subito qual è la sua vocazione e già nel 1987 inizia a lavorare come giornalista.

Due anni prima si è sposata con Peter Caruana Galizia e dalla loro solida unione nasceranno sono nati tre figli. All'inizio degli anni Novanta è editorialista per The Sunday Times e redattrice associata del The Malta Independent. Sarà la prima a firmare gli articoli col suo nome. In seguito lavorerà per The Malta Independent on Sunday e dirigerà la rivista Taste & Flair, che si occupa di giardinaggio, arredamento e cucina. Nel 1997 si laurea in Archeologia e dell’archeologa conserva lo spirito e il modo di procedere, che la fanno scavare e scrostare a fondo fino a dissotterrare la notizia sotto i diversi strati da cui è celata. Nel 2008 la sua vita ha una svolta: decide di aprire un blog, Running Commentary, che arriverà fino a 400mila visualizzazioni al giorno (quando a Panama gli abitanti sono 450mila). Vi commenta le vicende politiche di Malta e pubblica i risultati di importanti investigazioni. Non ha paura di dire la verità su quello che sta succedendo nella sua isola, divenuta oggetto di appetiti di cementificatori — anche dei clan dei casalesi —, oligarchi, sfruttatori di lavoratori e lavoratrici sottopagate; dove si registra un alto numero di infortuni sul lavoro tra i manovali (richiesti per la costruzione di alberghi e case da gioco) e che è diventata un centro per il rilascio di passaporti a pagamento( passaporti d’oro concessi per un milione di euro) per personaggi equivoci e scandalosamente ricchi.

Tutto questo con la complicità dei partiti di governo, che Caruana Galizia non ha paura di denunciare, e di alcune banche, tra cui la Pilatus, l’istituto bancario che, dopo la morte della giornalista, sarà costretto a chiudere grazie a una whistleblower in contatto con Caruana Galizia. La blogger rivela comportamenti scorretti e fraudolenti di politici di maggioranza e di opposizione. Racconta nel suo “Bordellogate”, con tanto di foto delle visite fatte dal Ministro dell’Economia Cardona ai bordelli di Düsseldorf, in Germania, durante una visita ufficiale di Stato. Per questa e altre notizie riceve continue lettere di minaccia dagli studi legali delle persone che accusa. In risposta pubblica quelle stesse lettere sul suo blog, in modo che tutte e tutti le possano leggere.

La famiglia di Daphne Caruana Galizia

Ma Caruana Galizia non si occupa solo di corruzione; scrive anche a proposito della misoginia imperante nella sua isola: «A Malta la natura delle molestie verso le donne giornaliste è davvero primitiva. Riguarda sempre il loro aspetto fisico, quanto sono grasse, quanto sono sovrappeso». Ricorderà che negli anni ’90, in uno dei suoi primi articoli, scriveva così:

«Non posso accettare il fatto che un uomo ricopra un incarico pubblico con la forfora sulle spalle, l’abito frusto, i capelli inguardabili e nessuno faccia mai commenti, tipo che sembra si sia appena alzato dal letto, che è davvero orribile o trasandato e perché non si lava i capelli? Nessuno. Perché un uomo ha il diritto di andare in giro vestito da straccione con i capelli da porcospino. E guai a dirlo perché questo è ciò che ci si aspetta dagli uomini. Poi però se una donna appare meno che perfetta, viene bersagliata di critiche. Guarda quanti sforzi fanno le donne impegnate nella vita pubblica a Malta. Davvero guardale. Io le guardo e penso: «Perché pensate di dovervi buttare giù dal letto la mattina alle sei per mettervi due dita di trucco sul viso? Guardate gli uomini intorno a voi. Alcuni non si lavano nemmeno la faccia».

L’indagine per cui sarà conosciuta in tutto il mondo riguarda lo scandalo dei Panama papers, che avrà poi un filone a parte, i Malta files. Nel 2016 sarà la prima giornalista a parlarne, grazie alla documentazione a lei pervenuta dal figlio Matthew, membro del Consorzio Internazionale dei giornalisti investigativi (Cigi). Panama Papers è il nome di un fascicolo riservato digitalizzato contenente 11,5 milioni di documenti confidenziali provenienti dallo studio legale panamense Mossack Fonseca, con informazioni dettagliate su oltre 214 000 società offshore che servono a sottrarre al controllo statale a scopo di evasione ed elusione fiscale i soldi di una serie di persone, tra cui funzionari e funzionarie pubbliche, uomini di governo e loro parenti, collaboratori e collaboratrici di più di 40 Paesi.

Caruana Galizia pubblica per prima la notizia del coinvolgimento dei ministri Konrad Mizzi e Keith Schembri in questo scandalo e fa il nome del Ministro dell'Energia Mizzi come acquirente di società offshore a Panama e in Nuova Zelanda, a scopo di riciclaggio di denaro proveniente dal governo corrotto e antidemocratico dell'Azerbaigian. Pochi giorni dopo il ministro Mizzi ammette di aver costituito il Rotorua Trust, proprio in Nuova Zelanda. In seguito a quest'inchiesta, Caruana Galizia è inclusa da Politico Europe tra le 28 persone che scuoteranno l’Europa nel 2017. One woman wikileaks, come sarà chiamata da questo momento, non si ferma e accusa Michelle Muscat, moglie del primo ministro Joseph Muscat, di essere proprietaria di una società offshore panamense. Dopo queste rivelazioni ci saranno elezioni anticipate che riconfermeranno Muscat.

L’auto di Daphne Caruana Galizia dopo l’esplosione

Il 16 ottobre 2017, Caruana Galizia viene fatta saltare in aria, letteralmente fatta a pezzi e bruciata come una strega, da un’autobomba piazzata nella sua auto, vicino alla sua casa a Bidnija. In questo articolo (https://vitaminevaganti.com/2021/08/28/daphne-caruana-galizia/), scritto per la nostra rivista, sono riportate le circostanze del barbarico assassinio. Al momento della sua morte i processi a suo carico, intentati prevalentemente da esponenti politici/he, sono 47, di cui 5 penali, in seguito portati avanti nei confronti dei suoi parenti, perché così prevede lo strano sistema giuridico maltese. Caruana Galizia ha cominciato a essere insultata e sbeffeggiata a 25 anni, le hanno ucciso i cani, incendiato la casa e spiati i movimenti per intimidirla. Da quattro anni non può nemmeno più andare in spiaggia perché la fotografano in continuazione e caricano le sue foto su facebook con commenti disdicevoli. Quarantasette minuti prima di morire scriverà questo post sul suo blog:

«Ci sono criminali dovunque io guardi… La situazione è disperata».

Ci sono criminali ovunque

Dal giorno della morte della giornalista, nei pressi del Monumento al Grande Assedio vicino alla Corte di Giustizia maltese a La Valletta, c’è un memoriale spontaneo a lei dedicato, fatto di immagini, pensieri e candele portati dalla gente. Più volte è stato distrutto ma viene sempre ripristinato con vasi di fiori, cartelli con la scritta “Invicta” e nuovi pensieri. Di lei il giornalista danese Brugger ha detto: 

«Considero Daphne una delle persone più coraggiose che abbia mai incontrato. Praticamente c’era lei, da sola, contro l’intero stato mafioso maltese. Per me era la quintessenza del vero giornalista: sempre, implacabilmente in cerca della verità, a qualunque costo».

Memoriale Caruana Galizia

L’assassinio della giornalista rappresenta un fatto gravissimo per uno Stato dell’Unione Europea, di cui Malta fa parte. Di fatto questa piccola isola è il più importante crocevia di affari illeciti legati alla finanza internazionale. Dopo molte esitazioni, nell’inchiesta su mandanti e assassini dell’omicidio di Caruana Galizia, sostenutaoltre che da moltissimi movimenti di protesta da una risoluzione del Consiglio d’Europa in seguito alla relazione dettagliata sulle lacune dello stato di diritto maltese del parlamentare olandese Pieter Omtzigt, soprannominato “il Segugio” per il suo fiuto per la corruzione, si è arrivati alle sentenze. Nel 2025 sono stati condannati all’ergastolo Jamie Vella e Robert Agius per avere fornito la bomba che l’ha uccisa; ai fratelli De Giorgio, George “il Cinese e Alfred “il Fagiolo”, come esecutori rei confessi sono stati inflitti 40 anni di carcere; Vincent Muscat, “il Kohhu” (il cucù) che ha confessato prima degli altri collaborando con la giustizia, ha avuto la pena ridotta a 15 anni di carcere. Nel 2019 una quarta persona, Melvin Theuma, è stata arrestata ma, avendo contribuito a una svolta nelle indagini e individuato il mandante dell’assassinio nell’imprenditore semianalfabeta e cocainomane conclamato Yorgen Fenech, ha avuto il condono tombale. Nel 2020 Fenech, Mister Casinò, descritto come violento con le donne e molto ben introdotto negli ambienti della criminalità organizzata e nel governo di Malta, è stato arrestato mentre stava tentando una fuga rocambolesca. Nel febbraio 2025 Fenech ha ottenuto la scarcerazione su cauzione, in attesa del processo per presunta complicità nell’assassinio della giornalista. Del suo Paese Caruana Galizia aveva scritto:

«Nessuno può sperare di comprendere la politica di Malta o la società maltese senza prima comprendere il familismo amorale, che plasma e guida entrambe… Malta si trova in una situazione pericolosa, e oggi non possiamo più dire che sono i politici corrotti ad averla portata a questo punto, perché è ormai impossibile negare che quei politici corrotti sono il riflesso della società».

Libro Dì la verità anche se la tua voce trema

Nell’articolo di Nadia Verdile prima citato e pubblicato sulla nostra rivista sono indicati i numerosi riconoscimenti e i Premi intitolati alla grande giornalista investigativa, tra cui il Daphne Project, un gruppo di giornaliste e giornalisti che portano avanti le inchieste della collega assassinata. Nel 2019 è stata pubblicata da Bompiani la prima raccolta di scritti di Daphne Caruana Galizia, Dì la verità anche se la tua voce trema; poche settimane dopo la pubblicazione si sono dimessi i ministri Mizzi e Schembri. Nel 2020 si è dimesso anche il Primo Ministro Joseph Muscat. Daphne Caruana Galizia sapeva di rischiare la vita per amore della verità, ma era una donna viva, libera e coraggiosa e ci ha lasciato parole preziose come queste:

«quando le persone vi rimproverano e vi criticano accusandovi di essere “negativi”, di non seguire la corrente o di non adottare un atteggiamento di benevola tolleranza verso i loro eccessi, ricordatevi sempre che sono loro, e non voi, a essere nel torto… La lotta contro la corruzione e contro l’assalto al primato della legge deve continuare».

Su audible è possibile ascoltare la vicenda dettagliata dei Malta files, in un podcast di Roberto Saviano, Criminali ovunque io guardi, Daphne Caruana Galizia, in Le mani sul mondo.


Traduzione francese

Giorgia Corvino

Naître dans un État comme Malte, où la corruption est endémique et où tous les partis, qu’ils soient au pouvoir ou dans l’opposition, sont impliqués, est une condamnation pour quiconque, comme Daphne Caruana Galizia (née Daphne Anne Vella), a choisi la voie du journalisme d’investigation dans l’espoir de ne pas voir son pays mis en vente — à l’image de ses complexes hôteliers et de ses casinos, souvent aux mains de prétendus entrepreneurs sans scrupules. Si vous êtes une femme, l’acharnement est encore plus vif : on cherchera à vous décrédibiliser, on salira votre nom, on insinuera que vos articles sont écrits par votre mari. On ira même jusqu’à s’attaquer à la fascination exercée par vos longs cheveux noirs, habituellement symbole de beauté féminine, en les comparant à ceux d’une sorcière. Pourtant Daphne, dont la beauté est réelle, née le 26 août 1964 à Sliema de Michael Alfred Vella et Rose Marie Mamo, ressent sa vocation dès la fin de ses études dans une école catholique. En 1987, elle commence déjà à travailler comme journaliste.

Deux ans plus tôt, elle a épousé Peter Caruana Galizia, une union solide dont sont nés trois fils. Au début des années 1990, elle est chroniqueuse pour The Sunday Times et rédactrice associée au The Malta Independent. Elle sera la première à signer ses articles de son propre nom. Par la suite, elle travaillera pour The Malta Independent on Sunday et dirigera le magazine Taste & Flair, consacré au jardinage, à la décoration et à la cuisine. En 1997, elle obtient un diplôme en archéologie. De l’archéologue, elle garde l’esprit et la méthode : elle creuse et décape en profondeur jusqu’à déterrer l’information sous les multiples couches qui la dissimulent. En 2008, sa vie prend un tournant : elle décide d’ouvrir un blog, Running Commentary, che atteindra jusqu’à 400 000 vues par jour (alors que Malte compte environ 450 000 habitants). Elle y commente l’actualité politique maltaise et publie les résultats d’enquêtes majeures. Elle n’a pas peur de dire la vérité sur ce qui arrive à son île, devenue la proie de bétonneurs — y compris des clans de la Camorra (les Casalesi) —, d’oligarques et d’exploiteurs de travailleurs sous-payés. Une île où l’on enregistre un nombre élevé d’accidents du travail parmi les ouvriers (réquisitionnés pour la construction d’hôtels et de salles de jeux) et qui est devenue une plaque tournante pour la délivrance de passeports payants (des « passeports dorés » accordés pour un million d’euros) à des personnages troubles et scandaleusement riches.

Tout cela se déroule avec la complicité des partis au gouvernement, que Caruana Galizia n’hésite pas à dénoncer, e de certaines banques, dont la Pilatus Bank. Cet établissement financier sera contraint de fermer après la mort de la journaliste grâce à une lanceuse d’alerte en contact avec elle. La blogueuse révèle les comportements malhonnêtes et frauduleux de politiciens de tous bords. Dans son « Bordellogate », elle raconte, photos à l’appui, les visites du ministre de l’Économie Cardona dans des maisons closes à Düsseldorf, en Allemagne, lors d’une visite officielle d’État. Pour cette nouvelle et bien d’autres, elle reçoit d’innombrables lettres de menaces provenant des cabinets d’avocats des personnes qu’elle accuse. En guise de réponse, elle publie ces lettres sur son blog afin que tout le monde puisse les lire.

La famille de Daphne Caruana Galizia

Mais Caruana Galizia ne s’occupe pas seulement de corruption ; elle écrit aussi sur la misogynie régnante sur son île : « À Malte, la nature du harcèlement envers les femmes journalistes est vraiment primitive. Cela concerne toujours leur aspect physique, si elles sont grosses, si elles sont en surpoids ». Elle rappellera que dans les années 1990, dans l’un de ses premiers articles, elle écrivait:

«Je ne peux pas accepter qu’un homme occupe une fonction publique avec des pellicules sur les épaules, un costume usé, des cheveux impossibles, sans que personne ne fasse jamais de commentaire, du genre "on dirait qu’il vient de tomber du lit", "c’est vraiment horrible ou négligé", ou "pourquoi ne se lave-t-il pas les cheveux ?". Personne. Parce qu’un homme a le droit de circuler vêtu comme un chiffonnier avec des cheveux en brosse. Et gare à celui qui le dit, car c’est ce qu’on attend des hommes. Mais si une femme apparaît moins que parfaite, elle est criblée de critiques. Regardez les efforts que font les femmes engagées dans la vie publique à Malte. Regardez-les vraiment. Je les regarde et je pense : "Pourquoi pensez-vous devoir vous jeter hors du lit à six heures du matin pour vous mettre deux doigts de maquillage sur le visage ? Regardez les hommes autour de vous. Certains ne se lavent même pas la figure"».

L’enquête qui la fera connaître dans le monde entier concerne le scandale des Panama Papers, qui aura son propre volet maltais, les Malta Files. En 2016, elle est la première journaliste à en parler, grâce aux documents transmis par son fils Matthew, membre du Consortium international des journalistes d’investigation (ICIJ). Les Panama Papers désignent un dossier confidentiel numérisé contenant 11,5 millions de documents provenant du cabinet d’avocats panaméen Mossack Fonseca. Ces fichiers détaillent plus de 214 000 sociétés offshore servant à l’évasion et à la fraude fiscale pour le compte de hauts fonctionnaires, de membres de gouvernements et de leurs proches dans plus de 40 pays.

Caruana Galizia publie en exclusivité l’implication des ministres Konrad Mizzi et Keith Schembri. Elle désigne Mizzi (alors ministre de l’Énergie) comme acquéreur de sociétés offshore au Panama et en Nouvelle-Zélande, destinées au blanchiment d’argent provenant du gouvernement corrompu d’Azerbaïdjan. Quelques jours plus tard, le ministre Mizzi admet avoir créé le Rotorua Trust en Nouvelle-Zélande. Suite à cette enquête, Caruana Galizia est incluse par Politico Europe parmi les 28 personnalités qui feront bouger l’Europe en 2017. Celle qu’on appelle désormais « One woman WikiLeaks » ne s’arrête pas là et accuse Michelle Muscat, l’épouse du Premier ministre Joseph Muscat, d’être propriétaire d’une société offshore panaméenne. Ces révélations entraînent des élections anticipées, qui confirmeront pourtant Muscat au pouvoir.

La voiture de Daphne Caruana Galizia après l’explosion

Le 16 octobre 2017, Daphne Caruana Galizia est pulvérisée, littéralement déchiquetée et brûlée comme une sorcière par une voiture piégée près de chez elle, à Bidnija. Au moment de sa mort, elle faisait l’objet de 47 procès, principalement intentés par des responsables politiques (dont 5 au pénal), procédures qui furent ensuite maintenues contre ses proches, comme le permet l’étrange système juridique maltais. Daphne a commencé à être insultée et bafouée dès l’âge de 25 ans. On a tué ses chiens, incendié sa maison et espionné ses moindres faits et gestes pour l’intimider. Depuis quatre ans, elle ne pouvait même plus aller à la plage car on la photographiait sans cesse pour publier les clichés sur Facebook avec des commentaires désobligeants. Quarante-sept minutes avant de mourir, elle publiait ce post sur son blog:

«Il y a des criminels partout où je regarde... La situation est désespérée».

"Il y a des criminels partout"

Depuis le jour de sa mort, près du Monument du Grand Siège, face au Palais de Justice de La Valette, un mémorial spontané lui est dédié, fait d’images, de messages et de bougies apportés par la foule. Détruit plusieurs fois, il est toujours restauré avec des pots de fleurs, des pancartes marquées « Invicta » et de nouvelles pensées. Le journaliste danois Brügger a dit d’elle:

«Je considère Daphne comme l’une des personnes les plus courageuses que j’aie jamais rencontrées. En pratique, elle était seule face à l’intégralité de l’État mafieux maltais. Pour moi, elle était la quintessence du vrai journaliste : toujours, implacablement en quête de vérité, quel qu’en soit le prix».

Mémorial Caruana Galizia

L’assassinat de la journaliste est un acte d’une extrême gravité pour un État membre de l’Union européenne. De fait, cette petite île est le carrefour le plus important d’affaires illicites liées à la finance internationale. Après de nombreuses hésitations, l’enquête sur les commanditaires et les assassins — soutenue par de nombreux mouvements de protestation et par une résolution du Conseil de l’Europe — a abouti à des sentences. En 2025, Jamie Vella et Robert Agius ont été condamnés à la prison à perpétuité pour avoir fourni la bombe. Les frères De Giorgio, George (« le Chinois ») et Alfred (« le Haricot »), ont été condamnés à 40 ans de prison en tant qu’exécutants ayant plaidé coupables. Vincent Muscat (« il Kohhu »), qui a confessé le premier en collaborant avec la justice, a vu sa peine réduite à 15 ans. En 2019, une quatrième personne, Melvin Theuma, a été arrêtée ; ayant permis d’identifier le commanditaire présumé, l’entrepreneur Yorgen Fenech, il a bénéficié d’une grâce totale. En 2020, Fenech, surnommé « Mister Casino », décrit comme violent avec les femmes et très proche des milieux du crime organisé et du gouvernement, a été arrêté alors qu’il tentait de prendre la fuite. En février 2025, Fenech a obtenu une libération sous caution en attendant son procès pour complicité présumée dans l’assassinat. Au sujet de son pays, Caruana Galizia avait écrit:

«Personne ne peut espérer comprendre la politique ou la société maltaise sans comprendre d’abord le "familisme amoral" qui façonne et guide les deux... Malte se trouve dans une situation dangereuse, et aujourd’hui nous ne pouvons plus dire que ce sont les politiciens corrompus qui l’ont menée là, car il est désormais impossible de nier que ces politiciens corrompus sont le reflet de la société».

Livre Dis la vérité même si ta voix tremble

De nombreux hommages et prix portent le nom de la journaliste, dont le Daphne Project, un groupe de journalistes poursuivant ses enquêtes. En 2019, les éditions Bompiani ont publié le premier recueil de ses écrits, Dis la vérité même si ta voix tremble ; quelques semaines après la publication, les ministres Mizzi et Schembri ont démissionné. En 2020, le Premier ministre Joseph Muscat a également démissionné. Daphne Caruana Galizia savait qu’elle risquait sa vie par amour de la vérité, mais elle était une femme vivante, libre et courageuse. Elle nous a laissé ces mots précieux:

«Quand les gens vous réprimandent et vous critiquent en vous accusant d’être "négatifs", de ne pas suivre le courant ou de ne pas adopter une attitude de bienveillance tolérante envers leurs excès, souvenez-vous toujours que ce sont eux, et non vous, qui sont dans leur tort... La lutte contre la corruption et contre l’assaut sur la primauté du droit doit continuer».


Traduzione spagnola

Maria Ilenia Musarra

Nacer en un país como Malta, donde la corrupción es endémica y todos los partidos, mayoritarios y de oposición, están involucrados, es una condena para quien, como Daphne Caruana Galizia, nacida Daphne Anne Vella, decidió emprender la carrera de periodismo investigativo con la esperanza de no ver a su país en venta, al igual que sus resorts y sus casinos, a menudo caídos en manos de sedicentes emprendedores sin escrúpulos. Si eres una mujer, se volverán aún más contra ti, te desacreditarán, empañarán tu nombre, insinuarán que tus artículos los escribe tu marido; conseguirán incluso disminuir el encanto de tu cabello largo y negro, símbolo de la belleza femenina, comparándolo con el cabello de una bruja. Pero, Daphne, que era verdaderamente bella, nacida el 26 de agosto de 1964 en Sliema, hija de Michael Alfred Vella y Rose Marie Mamo, después de sus estudios en una escuela católica, pronto sintió cuál era su vocación y, en 1987, empezó a trabajar como periodista.

Dos años antes se había casado con Peter Caruana Galizia y de su sólida unión nacieron tres hijos. Al comienzo de los años noventa fue editorialista de ‹‹The Sunday Times›› y redactora asociada de ‹‹The Malta Independent››. Fue la primera mujer que firmó sus artículos con su propio nombre. Más tarde, trabajó para ‹‹The Malta Independent on Sunday›› y dirigió la revista ‹‹Taste & Flair››, dedicada a la jardinería, a la decoración y a la cocina. En 1997 se licenció en Arqueología; mantuvo el espíritu y la manera de trabajar propios de una arqueóloga , que le permitieron excavar y raspar al fondo hasta desenterrar la noticia de las entrañas de la tierra. En 2008, en su vida tuvo un cambio radical ya que decidió abrir un blog, Running Commentary, que llegó a alcanzar hasta 400 mil visitas diarias (cuando Panamá tenía solo 450 mil habitantes). En el blog comentaba los sucesos políticos de Malta y publicaba los resultados más importantes de las investigaciones. No tenía miedo en decir la verdad sobre lo que estaba ocurriendo en su isla, convertida en objeto de deseo de los empresarios de la construcción – incluso de los clanes de los Casaleses – oligarcas, explotadores de los trabajadores y trabajadores mal pagados; donde se registraba un alto número de accidentes laborales entre los obreros (empleados para la construcción de hoteles y casinos) y que se había convertido en un centro de emisión de los pasaportes bajo pago (pasaportes de oro concedidos a cambio de un millón de euros) para personas deshonestas y escandalosamente ricas.

Esto ocurría gracias a la complicidad con los partidos políticos, que Caruana Galizia denunció sin miedo, de algunos bancos, entre los cuales el de Pilatus, el instituto bancario que, después de la muerte de la periodista, se vio obligado a cerrar gracias a una whistleblower que estaba en contacto con Caruana Galizia. La bloguera desveló conductas incorrectas y fraudulentas por parte tanto de los políticos mayoritarios como de los políticos de la oposición. En su “Postríbuloogate”, incluso con fotografías, relata las visitas del ministro de la Economía Cardona en los burdeles de Düsseldorf, en Alemania, durante una visita oficial de Estado. Por esta y otras revelaciones recibió continuas cartas de amenazas por parte de los bufetes de abogados de los acusados. Como respuesta, publicaba las mismas cartas en su blog para que todas las personas pudieran leerlas.

La familia de Daphne Caruana Galizia

Sin embargo, Caruana Galizia no se ocupaba únicamente de la corrupción; también escribía sobre la misoginia imperante en su isla: ‹‹En Malta, la naturaleza del acoso hacia las mujeres periodistas es realmente primitiva. Es debido a su aspecto físico, en particular por su carnosidad, su obesidad››.Recordará que, en los años 90, en uno de sus primeros artículos, había escrito:

«no puedo aceptar el hecho de que un hombre ocupe un cargo público con caspas en los hombros, el traje desgastado, el pelo horrible y nadie nunca haga comentarios, como que parece recién levantado, que es repugnante o desaliñado y por qué no se lava el pelo. Nadie. Porque un hombre tiene el derecho de dar una vuelta vestido como un vagabundo y el pelo despeinado. No te atreves a decirlo ya que esto es lo que se espera de los hombres. Mientras que, si una mujer parece menos que perfecta, es víctima de críticas. Basta pensar en los esfuerzos de las mujeres que cubren un cargo público en Malta. Míralas. Yo las miro y pienso: ‹‹¿Por qué creéis que tenéis que levantaros a las seis de la mañana para maquillaros? Mirad a los hombres que os rodean. Algunos de ellos ni siquiera se lavan la cara».

Gracias a la investigación sobre el escándalo de los Panama Papers fue reconocida en todo el mundo; más tarde hubo otro escándalo, el de Malta Files. En 2016, fue la primera periodista que habló sobre este escándalo, gracias a la documentación que le había proporcionado su hijo Matthew, miembro del Consorcio Internacional de los periodistas de la investigación (ICIJ). Panama Papers es el nombre de un archivo reservado digital que contiene 11,5 millones de documentos confidenciales procedentes del bufete de abogados panameño Mossack Fonseca. El archivo contiene información detallada sobre más de 214 000 empresas extranjeras que sustraen al control estatal, con objetivo de evasión y elusión, el dinero de algunas personas, entre las cuales funcionarios públicos, políticos y sus familiares, colaboradores de más de 40 países.

Caruana Galizia fue la primera periodista que publicó la noticia sobre la implicación en este escándalo de los ministros Konrad Mizzi y Keith Schembri. Además, señaló al ministro de la energía, Mizzi, como el comprador de una empresa extranjera en Panamá y Nueva Zelanda con el objetivo de blanquear dinero procedente del gobierno corrompido y antidemocrático de Azerbaiyán. Unos días más tarde, el ministro Mizzi admitió que había constituido el Rotorua Trust, precisamente en Nueva Zelanda. Después de esta investigación, Caruana Galizia fue incluida por Politico Europe, entre las 28 personas que sacudirían Europa en 2017. One woman wikileaks, que es el apodo por el que fue llamada desde aquel momento, sigue su investigación y acusó a Michelle Muscat, mujer del primer ministro Joseph Muscat, de ser propietaria de una empresa extranjera panameña. Después de estas revelaciones, tuvieron lugar elecciones anticipadas que reafirmaron a Muscat como primer ministro.

El coche de Daphne Caruana Galizia después de la explosión

El 16 de octubre de 2017, Caruana Galizia murió debido a una bomba que hizo explotar su coche cerca de su casa en Bidnija. La mujer fue literalmente hecha añicos y quemada como una bruja. En este artículo (https://vitaminevaganti.com/2021/08/28/daphne-caruana-galizia/), escrito para nuestra revista, se relatan las circunstancias del brutal asesinato . En el momento de su muerte, los procesos judiciales en su contra, iniciados principalmente por parte de exponentes de la política, eran 47, entre ellos 5 penales. Después de su homicidio, fueron dirigidos contra su familia como prevé el sistema judicial de Malta. A Caruana Galizia, cuando tenía solo 25 años, la empezaron a insultar y burlarse de ella, mataron a sus perros, incendiaron su casa y empezaron a espiarla para intimidarla. Hacía cuatro años que ni siquiera podía ir a la playa ya que la fotografiaban en continuación y subían sus fotos a facebook con comentarios impropios. Cuarenta y siete minutos antes de morir había escrito en su blog:

«En todas partes hay muchos criminales... la situación es desesperada».

"En todas partes hay criminales"

Desde el día de la muerte de la periodista, en los alrededores del Monumento al Gran Asedio Corte de Justicia maltés en La Valeta, hay un memorial espontáneo dedicado a ella, formado por imágenes, frases y velas llevadas por la gente. A pesar de que varias veces ha sido destruido, siempre lo restauran, llevando jarrones de flores, carteles con la palabra “Invicta” y nuevas frases. Sobre ella, un periodista danés dijo:

«Pienso que Daphne es una de las personas más audaces que nunca he encontrado. Prácticamente estaba ella sola contra el entero Estado mafioso de Malta. En mi opinión, era la quintaesencia del verdadero periodista: siempre, implacablemente en busca de la verdad, costara lo que costara».

Mémorial Caruana Galizia

El homicidio de la periodista representa un hecho extremadamente grave para un país de la Unión Europea; Malta es uno de ellos. De hecho, esta pequeña isla es el centro más importante de negocios ilícitos vinculados a las finanzas internacionales. Tras muchas vacilaciones, en la investigación sobre mandantes y asesinos del homicidio de Caruana Galizia, respaldada no solo por muchísimos movimientos de protesta, sino también por una resolución del Consejo de Europa después de la relación detallada sobre los vacíos del estado de derecho maltés del parlamentario neerlandés Pieter Omtzigt, conocido como “El Sabueso” debido a su olfato para la corrupción, se llegó a las sentencias. En el 2025, Jamie Vella y Robert Agius fueron condenados a prisión perpetua por haber procurado la bomba que la mató; a los hermanos De Giorgio, George “el Chino” y Alfred “el Judía”, como reos confesos, fueron condenados a 40 años de prisión; Vincent Muscat, “el Kohhu” (el cucú), que había confesado y colaborado con la justicia antes que los demás, obtuvo una reducción de pena a 15 años de cárcel. En el 2019, una cuarta persona, Melvin Theuma, fue encarcelada, pero, como contribuyó a un avance decisivo en la investigación e identificó al mandante del homicidio, a saber, el emprendedor semianalfabeto y cocainómano Yorgen Fenech, obtuvo una amnistía fiscal. En el 2020 Fenech, Míster Casino, descrito como alguien muy violento con las mujeres e involucrado en los ambientes de la criminalidad organizada y en el gobierno de Malta, fue arrestado mientras intentaba una fuga rocambolesca. En febrero de 2025, Fenech obtuvo la excarcelación bajo caución, en espera del proceso por presunta complicidad en el homicidio de la periodista. De su país, Caruana Galizia había escrito:

«Nadie puede entender la política de Malta o la sociedad maltesa sin antes entender el familismo amoral, que las moldea y guía a ambas... Malta se encuentra en una situación peligrosa y hoy no podemos decir que son los políticos corruptos que la llevaron a este punto ya que es imposible negar que aquellos políticos corruptos son el reflejo de la sociedad».

Libro Di la verdad aunque tu voz tiemble

En el artículo de Nadia Verdile, citado anteriormente y publicado en nuestra revista, se indican los innumerables reconocimientos y los premios dedicados a la extraordinaria periodista de investigación, entre los cuales el Daphne Project, un grupo de periodistas que siguen las investigaciones de la colega asesinada. En el 2019, la editorial italiana Bompiani publicó la primera colección de libros de Daphne Caruana Galizia, Di la verdad aunque tu voz tiemble; algunas semanas después de la publicación, los ministros Mizzi y Schembri dimitieron. En 2020, también el primer ministro Joseph Muscat dimitió. Daphne Caruana Galizia estaba consciente de que ponía en peligro su vida por amor a la verdad, pero era una mujer firme, rebelde y audaz. La periodista nos dejó palabras preciosas como estas:

«cuando alguien os reproche y os critique, acusándoos de ser “pesimistas”, de dejaros llevar por la corriente o no adoptar una actitud de benévola tolerancia hacia sus excesos, recordad siempre que son ellos, y no vosotros, quienes están equivocados... La lucha contra la corrupción y el ataque al primato de la ley debe continuar».

En audible es posible escuchar la historia detallada de los Malta files en un pódcast en italiano de Roberto Saviano, Criminali ovunque io guardi, Daphne Caruana Galizia, in Le mani sul mondo.


Traduzione inglese

Syd Stapleton

Being born in a country like Malta, where corruption is endemic and all parties, both majority and opposition, are involved in it, is a death sentence for those who, like Daphne Caruana Galizia, born Daphne Anne Vella, have embarked on a career in investigative journalism in the hope of preventing their country from being sold off, like its resorts and casinos, often in the hands of unscrupulous self-styled entrepreneurs. If you are a woman, they will attack you even more fiercely, they will undermine your credibility, they will smear your name, they will insinuate that your articles are written by your husband; they will even manage to belittle the charm of your long black hair, normally used to describe feminine beauty, by comparing it to that of a witch. But Daphne, who is truly beautiful, born on August 26, 1964, in Sliema to Michael Alfred Vella and Rose Marie Mamo, immediately felt her calling after studying at a Catholic school and began working as a journalist in 1987.

Two years earlier, she married Peter Caruana Galizia, and their solid union produced three children. In the early 1990s, she was a columnist for The Sunday Times and associate editor of The Malta Independent. She was the first to sign articles with her name. She later worked for The Malta Independent on Sunday and edited the magazine Taste & Flair, which deals with gardening, interior design, and cooking. In 1997, she graduated with a degree in archaeology and retained the spirit and approach of an archaeologist, which led her to dig deep and scrape away until she unearthed the news hidden beneath the various layers. In 2008, her life took a turn: she decided to start a blog, Running Commentary, which would reach up to 400,000 views per day (when Panama has a population of 450,000). She comments on political events in Malta and publishes the results of important investigations. She is not afraid to tell the truth about what is happening on her island, which has become the object of the appetites of cement manufacturers — including the Casalesi clan — oligarchs, and exploiters of underpaid workers. The island has a high number of workplace accidents among laborers (needed for the construction of hotels and casinos) and has become a center for the issuance of paid passports (golden passports granted for one million euros) to shady and scandalously wealthy individuals.

All this with the complicity of the ruling parties, which Caruana Galizia is not afraid to denounce, and of some banks, including Pilatus, the banking institution that, after the journalist's death, will be forced to close thanks to a whistleblower in contact with Caruana Galizia. The blogger reveals the misconduct and fraudulent behavior of politicians from both the majority and the opposition. In her “Bordellogate” article, she recounts, complete with photos, the visits made by Economy Minister Cardona to brothels in Düsseldorf, Germany, during an official state visit. For this and other news stories, she receives constant threatening letters from the law firms of the people she accuses. In response, she publishes those same letters on her blog so that everyone can read them.

Daphne Caruana Galizia's family

But Caruana Galizia does not only deal with corruption; she also writes about the misogyny that prevails on her island: “In Malta, the nature of harassment towards female journalists is truly primitive. It always concerns their physical appearance, how fat they are, how overweight they are.” She recalls that in the 1990s, in one of her first articles, she wrote:

«I cannot accept the fact that a man can hold public office with dandruff on his shoulders, a worn-out suit, unkempt hair, and no one ever comments on it, saying things like, ‘He looks like he just got out of bed,’ 'He looks really horrible or unkempt,‘ or 'Why doesn't he wash his hair?’. No one. Because a man has the right to walk around dressed like a tramp with hair like a porcupine. And woe betide anyone who says so, because that's what's expected of men. But then, if a woman looks less than perfect, she is bombarded with criticism. Look at how much effort women in public life in Malta put in. Really look at them. I look at them and think, 'Why do you think you have to get out of bed at six in the morning to put two fingers of makeup on your face? Look at the men around you. Some of them don't even wash their faces».

The investigation for which she will be known worldwide concerns the Panama Papers scandal, which will then have a separate strand, the Malta Files. In 2016, she will be the first journalist to talk about it, thanks to documentation sent to her by her son Matthew, a member of the International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ). Panama Papers is the name of a digitized confidential file containing 11.5 million confidential documents from the Panamanian law firm Mossack Fonseca, with detailed information on more than 214,000 offshore companies used to evade state control for the purpose of tax evasion and avoidance by a number of people, including public officials, government officials and their relatives, and associates from more than 40 countries.

Caruana Galizia was the first to publish the news of the involvement of ministers Konrad Mizzi and Keith Schembri in this scandal and named Energy Minister Mizzi as the purchaser of offshore companies in Panama and New Zealand for the purpose of laundering money from the corrupt and undemocratic government of Azerbaijan. A few days later, Minister Mizzi admitted to having set up the Rotorua Trust in New Zealand. Following this investigation, Caruana Galizia was included by Politico Europe among the 28 people who will shake up Europe in 2017. One woman wikileaks, as she will be called from now on, does not stop and accuses Michelle Muscat, wife of Prime Minister Joseph Muscat, of owning a Panamanian offshore company. After these revelations, early elections are held, which reconfirm Muscat.

Daphne Caruana Galizia's car after the explosion

On October 16, 2017, Caruana Galizia was blown up, literally blown to pieces and burned like a witch, by a car bomb placed in her car near her home in Bidnija. This article (https://vitaminevaganti.com/2021/08/28/daphne-caruana-galizia/), written for our magazine, reports on the circumstances of this barbaric murder. At the time of her death, there were 47 lawsuits against her, mainly brought by politicians, including five criminal cases, which were subsequently brought against her relatives, as required by Malta's strange legal system. Caruana Galizia began to be insulted and mocked at the age of 25. Her dogs were killed, her house was set on fire, and her movements were spied on to intimidate her. For four years, she has not even been able to go to the beach because she is constantly photographed and her photos are uploaded to Facebook with derogatory comments. Forty-seven minutes before her death, she wrote this post on her blog:

«There are criminals everywhere I look... The situation is desperate».

"There are criminals everywhere"

Since the day of the journalist's death, near the Great Siege Monument close to the Maltese Court of Justice in Valletta, there has been a spontaneous memorial dedicated to her, made up of images, thoughts, and candles brought by people. It has been destroyed several times but is always restored with vases of flowers, signs with the word “Invicta” and new thoughts. Danish journalist Brugger said of her:

«I consider Daphne one of the bravest people I have ever met. She was practically alone against the entire Maltese mafia state. For me, she was the quintessential true journalist: always, relentlessly seeking the truth, whatever the cost».

Caruana Galizia Memorial

The murder of the journalist is a very serious matter for a European Union member state such as Malta. In fact, this small island is the most important crossroads for illegal activities linked to international finance. After much hesitation, the investigation into the instigators and perpetrators of Caruana Galizia's murder, supported not only by numerous protest movements but also by a resolution of the Council of Europe following a detailed report on the shortcomings of the Maltese rule of law by Dutch parliamentarian Pieter Omtzigt, nicknamed “the Bloodhound” for his nose for corruption, has finally reached a verdict. In 2025, Jamie Vella and Robert Agius were sentenced to life imprisonment for supplying the bomb that killed her; the De Giorgio brothers, George ‘the Chinese’ and Alfred ‘the Bean’, were sentenced to 40 years in prison as confessed perpetrators; Vincent Muscat, “il Kohhu” (the cuckoo), who confessed before the others by cooperating with the authorities, had his sentence reduced to 15 years in prison. In 2019, a fourth person, Melvin Theuma, was arrested but, having contributed to a breakthrough in the investigation and identified the instigator of the murder as the semi-literate entrepreneur and notorious cocaine addict Yorgen Fenech, he was granted a pardon. In 2020, Fenech, known as Mr. Casino, described as violent towards women and well connected in organized crime circles and the Maltese government, was arrested while attempting a daring escape. In February 2025, Fenech was released on bail pending trial for alleged complicity in the journalist's murder. Caruana Galizia wrote of her country:

«No one can hope to understand Maltese politics or Maltese society without first understanding the amoral familism that shapes and guides both... Malta is in a dangerous situation, and today we can no longer say that it is corrupt politicians who have brought it to this point, because it is now impossible to deny that those corrupt politicians are a reflection of society».

BookTell the truth even if your voice trembles

The article by Nadia Verdile mentioned above and published in our magazine lists the numerous awards and prizes named after the great investigative journalist, including the Daphne Project, a group of journalists who continue the investigations of their murdered colleague. In 2019, Bompiani published the first collection of Daphne Caruana Galizia's writings, Tell the truth even if your voice trembles; a few weeks after its publication, Ministers Mizzi and Schembri resigned. In 2020, Prime Minister Joseph Muscat also resigned. Daphne Caruana Galizia knew she was risking her life for the sake of truth, but she was a lively, free, and courageous woman who left us with these precious words:

«When people reproach and criticize you, accusing you of being ‘negative’, of not going with the flow or of not adopting an attitude of benevolent tolerance towards their excesses, always remember that it is they, and not you, who are in the wrong... The fight against corruption and against the assault on the rule of law must continue».

On Audible, you can listen to the detailed story of the Malta files in a podcast by Roberto Saviano, Criminals Everywhere I Look, Daphne Caruana Galizia, in Hands on the World.