Shen Shou
Vera Parisi
Katarzyna Oliwia
Storie di fili che si intrecciano per lasciare segni nel tempo. Linguaggi altri, simboli di creatività e arte. Donne ingegnose, capaci di produrre lavoro e bellezza. Questa è la storia di Shen Shou e dei suoi “ricami realistici”. Raqm è la parola araba che dà origine al termine “ricamo”. È il segno che l’ago lascia sulla stoffa attraverso l’intreccio di fili, una testimonianza preziosa di un’attività popolare che sicuramente ha avuto origine dall’elaborazione di punti utili per l’unione di pelli e teli vegetali. Un’attività molto antica, trasmessa oralmente, definita nei dizionari come:
«l’arte di lavorare disegni ornamentali e in rilievo con fili di seta, lana, cotone, oro, argento, e altri materiali, su qualsiasi tessuto, con un ago».
Da noi, in Italia, il ricamo nasce come una delle espressioni della cultura saracena. Non a caso la prima scuola di ricamo ha sede a Palermo. Ma le prime tracce di quest’arte in Occidente risalgono all’antico Egitto, dove veniva utilizzato per decorare le vesti dei Faraoni. Riferimenti frequenti al ricamo sono presenti nell’Iliade e nell’Odissea. Virgilio, nell’Eneide, menziona una veste sontuosa decorata con bordi porpora ricamati, mentre gli antichi testi ebraici alludono a disegni in oro su un ephod, una veste fatta per Aronne, un’insegna di vittoria venerata perché sono le dita materne a tessere e ricamare gli abiti. Il ricamo ha viaggiato, dunque, da una parte del mondo all’altra, da un Paese all’altro, da una popolazione all’altra. Sempre considerato prezioso e meraviglioso, è stato associato alle spoglie di guerra e agli abbellimenti di dèi e capi. La sua importanza è cresciuta con la cristianità, attraverso monasteri e conventi ricamare diventa quasi una scienza. Tra l’XI e il XII secolo, i conventi hanno il compito di insegnare quest’arte alle giovani dame di nobile nascita. I simbolismi dei lavori di Chiesa, la Croce, il volto di Cristo, la Vergine Maria e gli Apostoli, venivano realizzati con molto filato dorato, che proveniva principalmente dalla Cina o da Cipro.
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La maggior parte degli studi storici concorda però sul fatto che il ricamo abbia avuto origine proprio in Cina, dove diventa fiorente e molto elaborato. La Cina conosceva e utilizzava la seta, dono degli dèi, già dal 1200 a.C. Infatti, proprio perché l’arte del ricamo è tra i mestieri artigianali tradizionali più rappresentativi della Cina, durante ogni dinastia, una diversa zona del territorio si è distinta per la tessitura e il ricamo della seta, con un proprio stile caratteristico e originale. Esistono quattro principali tipologie di ricamo: il Su è dettagliato e aggraziato, il ricamo Yue è caratterizzato da motivi festivi e di buon auspicio, il Xiang ricrea atmosfere audaci, mentre il Shu è allegro e colorato. Il ricamo Su o Su Xiu è stato creato intorno alla città di Suzhou (Jiangsu). È una delle tecniche più antiche del mondo ed è il tipo di arte più rappresentativa del ricamo cinese. Ha una storia di oltre 2.000 anni ed è un’importante forma di artigianato nella storia dell’arte cinese e dei costumi locali. Durante la dinastia Ming, il ricamo di Suzhou divenne un’attività popolare, quasi tutte le famiglie ricamavano. Non solo, fu fondato un ufficio imperiale per supervisionare la tintura, la tessitura e il ricamo ad uso di corte. Durante la successiva dinastia Qing (1644-1912 d.C.), Su Xiu raggiunse il suo periodo di massimo splendore. Era la forma d’arte più popolare per l’abbigliamento reale e la decorazione murale. All’inizio del XX secolo, tale industria entrò in declino. Solo con la fondazione della nuova Cina, il governo creò l’istituto del ricamo di Suzhou e aprì appositi corsi di formazione. I soggetti tradizionali del ricamo Su Xiu riflettono i personaggi e l’ambiente naturale, una combinazione tra cultura cinese e cultura occidentale. In questo contesto si inserisce l’opera di Shen Shou, una ricamatrice, artista, imprenditrice, durante il tardo periodo Qing e l’inizio dell’età repubblicana. Con lei il ricamo si trasforma da un passatempo femminile in un mestiere, che permetteva alle lavoratrici e alle loro famiglie di vivere e mantenersi. Il suo stile inconfondibile combinava tecniche tradizionali a gusto e soggetti internazionali, portando perciò il ricamo cinese nella modernità.
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Nasce a Shen Yunzhi nel 1874, nella provincia di Jiangsu, nella Cina orientale. Impara rapidamente a ricamare con le sue sorelle da bambina. Diventata abbastanza abile da vendere i suoi lavori per aiutare e sostenere la famiglia, Shen sposa a vent’anni Yu Jue, un funzionario molto colto. Il matrimonio le dà la stabilità finanziaria per dedicarsi a migliorare la sua tecnica e creare l’arte del ricamo. Sarà aiutata dal marito anche nella pittura letterata e nella calligrafia, oltre che nei contatti con ricchi mecenati a cui vendere le proprie opere. Viene riconosciuta per la prima volta per il suo talento nel 1904, quando crea otto ricami raffiguranti ciascuno degli otto immortali cinesi da presentare all’imperatrice madre, Cixi, come regalo di compleanno. Cixi rimane così colpita dal talento di Shen da darle la direzione della Sezione del Ricamo presso il Ministero dell’Agricoltura, dell’Artigianato e del Commercio, oltre che nominarla insegnante di ricamo per le donne di corte. L’imperatrice lungimirante, che accompagnerà il suo Paese verso le novità del moderno, renderà famosa Shen. Da qui l’inizio di viaggi e conoscenze che la porteranno in Giappone e in Europa per saperne di più sulle pratiche di ricamo locali. La modernizzazione del ricamo cinese è per lei possibile grazie alla sintesi mirabile tra stili e tecniche “artistiche” che aveva imparato all’estero, mantenendo però la tradizione cinese. Anzi, la sua ascesa nella popolarità internazionale ha contribuito a portare l’arte cinese sulla scena mondiale e a influenzare la percezione globale della Cina. Mentre stava rapidamente diventando un’artista di spicco in Cina, attira l’attenzione del politico Zhang Jian, che diviene il suo principale benefattore e mecenate.
Nel 1911, Shen Shou e suo marito si trasferiscono a Tianjin, dove aprono una scuola di artigianato femminile. Zhang Jian ha aiutato Shen a fondare l’istituto, per garantire che la sua abilità avesse un futuro. È Shen che crea un curriculum formativo per ricamatrici, nel quale sono presenti molte forme d’arte, tra cui pittura e letteratura. I suoi metodi di insegnamento invitano a trarre ispirazione dalla vita, a creare ricami naturali e realistici. Lo stile unico di Shen Shou è conosciuto come Xuehuan. I suoi pezzi, i “ricami realistici”, sono noti per assomigliare ai dipinti, un effetto ottenuto attraverso vari punti che creano gradazioni di colore naturali. L’ascesa di Shen come artista avviene in un momento di modernizzazione, in cui la Cina conosce profondi cambiamenti politici, sociali ed economici. Il ricamo in questo periodo si trasforma da mestiere femminile in una forma d’arte elevata, con importante valore economico. Anche questa è una rivoluzione culturale e sociale che fa di Shen Shou una geniale e intraprendente artista.
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Nel 1909 Shou espone un ritratto, La regina italiana, alla Nanjing South Seas Exhibition, la prima fiera mondiale in Cina. Il ritratto, dono a re Vittorio Emanuele III, vince il primo posto alla mostra. Simile al successivo Ritratto di Cristo, anche questo ricamo, con la sua colorazione naturale e la rappresentazione realistica, sottolinea come il lavoro prezioso delle mani femminili diventi campo di conoscenza nella vita quotidiana delle donne cinesi che attraversano due mondi, dall’età tardo imperiale alla prima repubblica. Ma è soprattutto la sua opera più nota, Ritratto di Cristo, che rende Shen una ricamatrice cinese innovativa. Si basa sul dipinto a olio del pittore barocco Guido Reni, raffigurante Cristo con le spine. Quest’opera d’arte è un esempio chiaro di “ricamo realistico”. Sono presenti più di cento tonalità diverse in tutto il pezzo, una ricchezza di colori sottili capaci di creare ombre ed effetti di luce. Esposto per la prima volta all’Esposizione Internazionale Panama - Pacifico nel 1915, vince la medaglia d’oro. Ancora una volta, l’artista ricamatrice Shen Shou, che verrà a mancare nel 1921, rende un unicum questa commistione tra antico e novità tecniche della modernità, dando il suo contributo personale e originale all’arte del ricamo, dal 2006 patrimonio culturale immateriale Unesco della Cina.
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Traduzione francese
Paola Di Lauro
Histoires de fils qui s’entrelacent pour laisser des traces dans le temps. Autres langages, symboles de créativité et d’art. Femmes ingénieuses, capables de produire travail et beauté. C’est l’histoire de Shen Shou et de ses « broderies réalistes ». Raqm est le mot arabe à l’origine du terme « broderie ». C’est le signe que l’aiguille laisse sur le tissu à travers l’entrelacement des fils, un témoignage précieux d’une activité populaire qui a certainement pris naissance dans l’élaboration de points utiles à l’assemblage des peaux et des toiles végétales. Une activité très ancienne, transmise oralement, définie dans les dictionnaires comme:
« l’art de travailler des dessins ornementaux et en relief avec des fils de soie, de laine, de coton, d’or, d’argent et d’autres matériaux, sur n’importe quel tissu, avec une aiguille ».
En Italie, la broderie naît comme l’une des expressions de la culture sarrasine. Ce n’est pas un hasard si la première école de broderie est située à Palerme. Mais les premières traces de cet art en Occident remontent à l’Égypte antique, où il était utilisé pour décorer les vêtements des Pharaons. Des références fréquentes à la broderie apparaissent dans l’Iliade et l’Odyssée. Virgile, dans l’Énéide, mentionne un vêtement somptueux décoré de bordures pourpres brodées, tandis que les anciens textes hébraïques font allusion à des dessins en or sur un ephod, un vêtement fait pour Aaron, un signe de victoire vénéré, car ce sont des doigts maternels qui tissent et brodent les habits.La broderie a voyagé, donc, d’une partie du monde à l’autre, d’un pays à l’autre, d’une population à l’autre. Toujours considérée précieuse et merveilleuse, elle a été associée aux dépouilles de guerre et aux ornements des dieux et des chefs. Son importance a grandi avec la chrétienté : à travers monastères et couvents, broder devient presque une science. Entre le XIᵉ et le XIIᵉ siècle, les couvents ont pour tâche d’enseigner cet art aux jeunes dames de noble naissance. Les symbolismes des travaux d’Église — la Croix, le visage du Christ, la Vierge Marie et les Apôtres — étaient réalisés avec beaucoup de fil doré, provenant principalement de Chine ou de Chypre.
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La plupart des études historiques s’accordent cependant à dire que la broderie est née précisément en Chine, où elle devient florissante et très élaborée. La Chine connaissait et utilisait la soie, don des dieux, dès 1200 av. J.-C. En effet, parce que l’art de la broderie est l’un des métiers artisanaux traditionnels les plus représentatifs de la Chine, à chaque dynastie, une zone différente du territoire s’est distinguée par le tissage et la broderie de la soie, avec un style propre, caractéristique et original. Il existe quatre principaux types de broderie : le Su est détaillé et gracieux, la broderie Yue est caractérisée par des motifs festifs et de bon augure, le Xiang recrée des atmosphères audacieuses, tandis que le Shu est joyeux et coloré. La broderie Su ou Su Xiu a été créée autour de la ville de Suzhou (Jiangsu). C’est l’une des techniques les plus anciennes du monde et la forme la plus représentative de l’art de la broderie chinoise. Elle a une histoire de plus de 2 000 ans et constitue une forme importante d’artisanat dans l’histoire de l’art chinois et des coutumes locales. Pendant la dynastie Ming, la broderie de Suzhou devint une activité populaire : presque toutes les familles brodaient. De plus, un bureau impérial fut fondé pour superviser la teinture, le tissage et la broderie destinés à la cour. Sous la dynastie Qing (1644-1912), le Su Xiu atteignit son apogée. C’était la forme d’art la plus populaire pour les vêtements royaux et la décoration murale. Au début du XXᵉ siècle, cette industrie entra en déclin. Ce n’est qu’avec la fondation de la nouvelle Chine que le gouvernement créa l’Institut de broderie de Suzhou et ouvrit des cours de formation. Les sujets traditionnels de la broderie Su Xiu reflètent les personnages et l’environnement naturel, une combinaison entre culture chinoise et culture occidentale. C’est dans ce contexte que s’inscrit l’œuvre de Shen Shou, brodeuse, artiste, entrepreneuse, durant la fin de la période Qing et le début de l’ère républicaine. Avec elle, la broderie se transforme d’un passe-temps féminin en un métier, qui permettait aux travailleuses et à leurs familles de vivre et de subvenir à leurs besoins. Son style inimitable combinait techniques traditionnelles avec goût et sujets internationaux, portant ainsi la broderie chinoise dans la modernité.
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Elle naît Shen Yunzhi en 1874, dans la province du Jiangsu, dans l’est de la Chine. Enfant, elle apprend rapidement à broder avec ses sœurs. Devenue assez habile pour vendre ses travaux et aider à soutenir la famille, Shen épouse à vingt ans Yu Jue, un fonctionnaire très instruit. Le mariage lui donne la stabilité financière pour se consacrer à perfectionner sa technique et créer l’art de la broderie. Elle est aidée par son mari également dans la peinture lettrée et la calligraphie, ainsi que dans les contacts avec de riches mécènes auxquels vendre ses œuvres. Elle est reconnue pour la première fois pour son talent en 1904, lorsqu’elle crée huit broderies représentant chacun des huit immortels chinois, à présenter à l’impératrice douairière Cixi comme cadeau d’anniversaire. Cixi, impressionnée par le talent de Shen, lui confie la direction de la Section de la Broderie au sein du Ministère de l’Agriculture, de l’Artisanat et du Commerce, et la nomme enseignante de broderie pour les femmes de cour. L’impératrice clairvoyante, qui accompagnera son pays vers la modernité, rend Shen célèbre. Dès lors commencent voyages et rencontres qui la mèneront au Japon et en Europe pour en apprendre davantage sur les pratiques locales de broderie. La modernisation de la broderie chinoise est pour elle possible grâce à la synthèse admirable entre styles et techniques « artistiques » qu’elle avait apprises à l’étranger, tout en maintenant la tradition chinoise. Son ascension internationale a contribué à porter l’art chinois sur la scène mondiale et à influencer la perception globale de la Chine. Alors qu’elle devient rapidement une artiste en vue en Chine, elle attire l’attention du politicien Zhang Jian, qui devient son principal mécène.
En 1911, Shen Shou et son mari s’installent à Tianjin, où ils ouvrent une école d’artisanat féminin. Zhang Jian aide Shen à fonder l’institut, pour garantir que son savoir-faire ait un avenir. C’est Shen qui crée un programme de formation pour brodeuses, incluant de nombreuses formes d’art, telles que la peinture et la littérature. Ses méthodes d’enseignement incitent à s’inspirer de la vie, à créer des broderies naturelles et réalistes. Le style unique de Shen Shou est connu sous le nom de Xuehuan. Ses pièces, les « broderies réalistes », sont réputées pour ressembler à des peintures, un effet obtenu grâce à divers points qui créent des dégradés de couleurs naturels. L’ascension de Shen comme artiste se déroule dans un moment de modernisation, où la Chine connaît de profonds changements politiques, sociaux et économiques. La broderie se transforme alors d’un métier féminin en une forme d’art élevée, dotée d’une importante valeur économique. C’est également une révolution culturelle et sociale qui fait de Shen Shou une artiste ingénieuse et entreprenante.
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En 1909, Shen expose un portrait, La Reine italienne, à l’Exposition de Nankin South Seas, la première exposition universelle en Chine. Le portrait, offert au roi Victor-Emmanuel III, remporte le premier prix de l’exposition. Semblable au futur Portrait du Christ, cette broderie, avec sa coloration naturelle et sa représentation réaliste, souligne comment le travail précieux des mains féminines devient un champ de savoir dans la vie quotidienne des femmes chinoises traversant deux mondes, de la fin de l’époque impériale au début de la république. Mais c’est surtout son œuvre la plus célèbre, Portrait du Christ, qui fait de Shen une brodeuse chinoise innovante. Elle s’inspire de la peinture à l’huile du peintre baroque Guido Reni, représentant le Christ aux épines. Cette œuvre est un exemple clair de « broderie réaliste ». Plus de cent nuances différentes sont présentes dans toute la pièce, une richesse de couleurs subtiles capables de créer ombres et effets de lumière. Exposée pour la première fois à l’Exposition internationale Panama-Pacifique en 1915, elle remporte la médaille d’or. Une fois encore, l’artiste brodeuse Shen Shou, qui disparaîtra en 1921, rend unique cette fusion entre ancien et techniques de modernité, apportant sa contribution personnelle et originale à l’art de la broderie, depuis 2006 patrimoine culturel immatériel de la Chine reconnu par l’Unesco.
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Traduzione spagnola
Sefora Santamaria
Historias de hilos entrelazados que dejan huellas con el tiempo. Otros lenguajes, símbolos de creatividad y arte. Mujeres ingeniosas, capaces de producir trabajo y belleza. Esta es la historia de Shen Shou y de sus “bordados realistas”. Raqm es la palabra árabe de la que toma su origen el término “bordado”. Es la señal que la aguja deja en la tela a través de un entretejido de hilos, un testimonio precioso de una actividad popular que tuvo su origen del hábito de coser pieles y telas vegetales. Una tarea muy antigua transmitida oralmente y descrita en los diccionarios como.
«el arte de producir dibujos ornamentales en relieve con hilos de seda, lana, algodón, oro, plata y otros materiales, en cualquier tejido, con una aguja».
En Italia, el bordado surge como una de las expresiones de la cultura sarracena. En efecto, no es casualidad que la primera escuela de bordado tuviera su sede en Palermo. Sin embargo, las primeras señales de este arte en Occidente se remontan al antiguo Egipto, cuando los bordados se utilizaban para decorar las prendas de los faraones. Referencias frecuentes al bordado están presentes también en la Ilíada y en la Odisea. Además, Virgilio, en su Eneida, menciona un vestido suntuoso con las franjas púrpuras decoradas con bordados y hasta los antiguos textos judíos aluden a unos dibujos bordados de oro sobre un ephod, una túnica cosida para Aarón, símbolo de victoria venerada porque eran las manos maternas las que tejían y bordaban las prendas. Por lo tanto, el bordado viajó de una parte del mundo a la otra, de un país al otro y de un pueblo a otro. Siempre fue considerado algo precioso y maravilloso, habitualmente asociado con los despojos de guerra y con los vestidos de los dioses y de quien estaba al mando. Su importancia aumentó con la cristianización; en los monasterios y en los conventos bordar se convirtió casi en una ciencia. Entre los siglos XI y XII, los conventos tenían la tarea de enseñar este arte a las jóvenes damas de noble cuna. Los símbolos que se bordaban para la Iglesia como la cruz, el rostro de Cristo, la Virgen y los apóstoles eran realizados con mucho hilo dorado que procedía sobre todo de China y de Chipre.
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Sin embargo, la mayoría de los estudios históricos coincide en que el bordado tuvo su origen precisamente en China, donde llegó a ser algo próspero y muy rebuscado. China conocía y utilizaba la seda, dono de los dioses, ya a partir de 1200 a.C. En efecto, al ser el arte del bordado una de las artesanías tradicionales más representativa de China, bajo cada dinastía, las distintas regiones del país se destacaban por su manera de tejer y bordar la seda, con un estilo propio, característico y original. Hay cuatro tipos de bordados: el Su, elegante y lleno de detalles, el bordado Yue, caracterizado por patrones festivos y de buen agüero, el Xiang que recrea atmósferas audaces y, en fin, el Shu, alegre y colorido. El bordado Su o Su Xiu fue inventado en los alrededores de la ciudad de Suzhou (Jiangsu). Es una de las técnicas más antiguas del mundo y es el tipo de arte más representativo del bordado chino. Tiene una historia de más de 2000 años y representa una importante forma de artesanía en la historia del arte chino y de sus costumbres locales. Durante la Dinastía Ming, el bordado de Suzhou se convirtió en una actividad popular y casi todas las familias bordaban. Además, se fundó una oficina imperial para supervisar el teñido, el tejido y el bordado destinados a la corte. Durante la siguiente Dinastía Qing (1644-1912 d.C.), el Su Xiu alcanzó su apogeo. Era la forma de arte más popular en el atuendo real y en la decoración de paredes. Al comienzo del siglo XX, la industria del bordado entró en declive. Sin embargo, con la fundación de la nueva China , el gobierno creó el Instituto de bordado de Suzhou y ofreció talleres de formación. Las imágenes tradicionales del bordado Su Xiu reflejan los personajes y el entorno natural, una mezcla de cultura china y occidental. En este contexto, entre el último periodo Qing y el comienzo de la época republicana, se halla el trabajo de Shen Shou, bordadora, artista y emprendedora. A través de su contribución, el bordado pasó de una simple afición a una verdadera profesión, lo que permitió a sus trabajadoras y a sus familias vivir y sustentarse. Su estilo inconfundible combinaba las técnicas tradicionales con los temas extranjeros, llevando, de esta manera, el bordado chino a la modernidad.
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Shen Shou nació en Shen Yunzhi en 1874, en la provincia de Jiangsu, en el este de China. Aprendió rápidamente a bordar desde niña con sus hermanas y se convirtió en poco tiempo en una bordadora tan hábil que pudo ayudar a sustentar a su familia con la venta de su trabajo. A los veinte años, Shen se casó con Yu Jue, un funcionario muy culto. El matrimonio le dio una estabilidad financiera que le permitió dedicarse a mejorar su técnica y a crear el arte del bordado. Además, su marido le ayudó no sólo a mejorar su pintura con letras y su caligrafía, sino también a buscar contactos con ricos patrocinadores a los que vender sus obras. La primera vez que se reconoció su talento fue en 1904, cuando realizó ocho bordados que representaban a los ocho inmortales chinos que donó a la Emperatriz Viuda, Cixi, para su cumpleaños. Cixi quedó tan impresionada por el talento de Shen que le otorgó la dirección de la Sección del Bordado del Ministerio de Agricultura, Artesanía y Comercio. Además, la nombró maestra de bordado para las mujeres de la corte. La emperatriz visionaria, que acompañará su país hacia las novedades de la modernidad, hará famosa a Shen . A partir de ese momento, empezarán los viajes que la llevarán a Japón y a Europa donde profundizará las prácticas locales del bordado. Para ella, la modernización del bordado chino es posible a través de la síntesis puntual de los estilos y de las técnicas artísticas, que había aprendido en el extranjero, manteniendo al mismo tiempo la tradición china. Su ascenso a la fama internacional contribuyó a llevar el arte chino a la escena mundial y a influenciar la percepción global de China. Mientras estaba llegando a ser una artista destacada en China, Shen atrajo la atención del político Zhang Jian, quien se convirtió en su principal benefactor y mecenas.
En 1911, Shen Shou y su esposo se mudaron a Tianjin, donde abrieron una escuela de artesanía femenina. Zhang Jian ayudó a Shen a fundar el instituto para garantizar que su habilidad tuviera un futuro. Shen creó, además, un programa de formación para bordadoras, que incluía muchas formas de arte como la pintura y la literatura. Sus métodos de enseñanza invitaban a encontrar inspiración de la vida y a crear bordados naturales y realistas. El estilo único de Shen Shou es conocido como Xuehuan. Sus piezas, es decir, sus “bordados realistas”, son famosos por asemejar a las pinturas, un efecto logrado a través de varios puntos de costura que crean gradaciones de colores naturales. El ascenso de Shen como artista ocurre en un momento de modernización, durante el que China conoce profundos cambios políticos, sociales y económicos. El bordado, en este periodo, se transforma de un trabajo femenino a una forma de arte sublime y con un importante valor económico. También esta se puede definir una revolución cultural y social que hizo de Shen Shou una artista genial y perspicaz.
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En 1909, Shou exhibió un retrato, La reina italiana, durante de la Nanjing South Seas Exhibition, la primera feria mundial realizada en China. El retrato, dono para el rey Víctor Manuel III de Italia, ganó el primer lugar en la exposición. Similar a este fue el bordado siguiente, Retrato de Cristo, con su coloración natural y su representación realistca. También este subrayó como el trabajo precioso de las manos femeninas se convirtió en una oportunidad de conocimiento de la vida cotidiana de las mujeres chinas que vivieron y atravesaron dos épocas distintas, de la tardo imperial a la primera Républica. Retrato de Cristo fue considerada la obra más famosa de Shen, que hizo de la artista una bordadora china innovativa. Este bordado tomó inspiración de la pintura al óleo del pintor barroco Guido Reni, que representaba a Cristo con las espinas. Esta obra de arte es un ejemplo claro de “bordado realista”. En efecto, hay más de cien tonos distintos en toda la pieza, una riqueza de colores sutiles capaces de crear sombras y efectos de luz. Retrato de Cristo fue exhibido por primera vez en la Exposición Internacional de Panamá-Pacífico en 1915 y ganó la medalla de oro. Una vez más, la artista bordadora Shen Shou, que falleció en 1921, hizo de esta mezcla de antiguo y novedoso un ejemplar único, ofreciendo su contribución personal y original al arte del bordado que desde 2006 fue reconocido como Patrimonio cultural inmaterial de China por la UNESCO.
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