Matilde Serao
Valeria Pilone
Caori Murata
La prima donna in Italia a fare breccia nel tetto di cristallo del giornalismo è stata Matilde Serao. Nasce il 7 marzo 1856 a Patrasso, in Grecia, perché suo padre napoletano, Francesco Saverio, era fuggito in esilio a seguito dei moti del 1848, in quanto antiborbonico, e lì aveva conosciuto Paolina Borrelly Scanavy, madre di Matilde, principessa greca originaria di Istanbul. La famiglia ritorna a Napoli nel 1860 e Matilde ha a che fare con il mestiere del giornalismo sin da piccola nella redazione de “Il Pungolo”, presso cui il padre lavora. Da giovanissima sa cosa vuol dire rimboccarsi le maniche per aiutare la propria famiglia: inizia a studiare tardi perché deve lavorare da ausiliaria presso le Poste e i Telegrafi della città, ma a quindici anni consegue il diploma magistrale e la vocazione letteraria in lei maturerà in modo sempre più preponderante. La giovane Serao vive in un’epoca di grandi fermenti, ma anche di crisi e di cambiamenti della società italiana post-unitaria, che lei ha saputo descrivere e interpretare con franchezza attraverso il suo lavoro di giornalista, come ama definirsi. Comincia a scrivere brevi articoli di giornale e varie novelle e nel frattempo, nel 1879, conosce Eleonora Duse, con la quale stringe un forte legame di amicizia.
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| Matilde Serao con Eleonora Duse, 1897 |
Nel 1882 si trasferisce a Roma nel tentativo di farsi conoscere e dare una svolta alla sua carriera, ma l’ambiente affettato e altolocato della capitale non favorisce i suoi modi diretti e spontanei. Tale ambiente è lo stesso che nel 1900 vedrà l’arrivo di Grazia Deledda, la quale avrà non poche difficoltà ad affermare il suo talento, riconosciuto dal conferimento del Nobel nel 1926: anche Serao è candidata, ma non lo vince probabilmente per il suo impegno antinazionalista e antimilitarista che spiace a Mussolini. Nel 1883 viene pubblicato Fantasia, un romanzo che narra la storia avventurosa di due amiche – delle quali una si innamora del marito dell’altra – e che la rende famosa, ma viene bocciato dal critico Edoardo Scarfoglio, con cui Serao ben presto però intreccerà un sodalizio professionale e relazionale che esiterà nel matrimonio del 1885. Di lei Edoardo aveva scritto a un amico:
«Questa donna tanto convenzionale e pettegola e falsa tra la gente e tanto semplice, tanto affettuosa, tanto schietta nell’intimità, tanto vanitosa con gli altri e tanto umile meco, tanto brutta nella vita comune e tanto bella nei momenti dell’amore, tanto incorreggibile e arruffona e tanto docile agli insegnamenti, mi piace troppo, troppo, troppo».
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Nel 1884 pubblica Il ventre di Napoli, una raccolta di cronache che erano state pubblicate in varie riviste e che trattavano le condizioni di vita miserrime dei quartieri poveri della città, ma anche la constatazione dell’arretratezza della plebe e del suo fatalismo, che la induce ad accettare passivamente la propria condizione. La scrittura di Serao assume, dunque, carattere di denuncia sociale. L’attività lavorativa ferve, Serao scrive articoli su usi, costumi, avvenimenti sociali, moda, sport, e contemporaneamente romanzi. Nella sua biografia, Anna Banti afferma che «Donna Matilde aveva il giornalismo nel sangue». Fonda con il marito il “Corriere di Roma” che però non decolla per la concorrenza de “La Tribuna”.
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| Matilde Serao con Edoardo Scarfoglio, 1885 |
Così Matilde ed Edoardo tornano a Napoli, fondano il “Corriere di Napoli”, nato dalla fusione tra il “Corriere di Roma” e il “Corriere del Mattino”, e dopo pochi anni, nel 1892, fondano il quotidiano “Il Mattino”. Nel 1891 viene pubblicato sul “Corriere di Napoli” il romanzo di maggiore impegno sociale della scrittrice, Il paese di Cuccagna, che in venti capitoli affronta il tema della passione dei napoletani per il gioco del lotto e le conseguenze autodistruttive sui protagonisti della vicenda narrata. È in questi anni che accade un avvenimento che sconvolge la vita di Matilde: dopo un litigio, Scarfoglio la tradisce con una cantante di teatro, Gabrielle Bessard. La ragazza rimane incinta ma Edoardo non vuole lasciare Matilde: la vicenda ha un epilogo tragico, poiché Gabrielle raggiugerà la casa degli Scarfoglio, lascerà la neonata sulla soglia e si sparerà un colpo di pistola davanti a Serao. Matilde prenderà con sé la bambina, ma ormai la relazione con il marito sarà irrecuperabile. “Il Mattino” non vuole dare la notizia che verrà diffusa, invece, dal “Corriere di Napoli”. In seguito, nel 1900, il giornale della coppia viene travolto da uno scandalo per un’inchiesta condotta sul senatore Giuseppe Saredo. A nulla vale la difesa di Scarfoglio dalle colonne del giornale: Matilde abbandona la redazione. Ma una donna di tale tempra non si abbatte facilmente di fronte alle avversità, e così, conosciuto il giornalista Giuseppe Natale nel 1903, fonda con lui un nuovo giornale, Il Giorno, la prima volta come fondatrice per una donna. Natale diventa anche il suo nuovo compagno e dalla loro unione nasce Eleonora, la bambina che porta il nome della cara amica Duse. Matilde muore il 25 luglio del 1927 colta da un infarto mentre è intenta a scrivere.
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Napoli ricorda Matilde Serao. Foto di Giuliana Cacciapuoti |
Come sostiene lo studioso Giulio Ferroni, la scrittura di Serao è caratterizzata dall’efficacia di uno «stile limpido e comunicativo, temprato dall’esercizio giornalistico», che le permette di avere successo presso il pubblico ma anche presso critici come Benedetto Croce, che ne evidenziò la «fantasia mirabilmente limpida e viva» e come «Ella è tutta osservazione realistica e sentimento; o meglio, osservazione mossa da sentimento». Serao fu sempre in aperta e schietta polemica con il femminismo. Come ricorda Vera Gheno in Parole d’altro genere,
«era consapevole che le donne avrebbero avuto bisogno di studiare, di vivere le loro vite con più equità; ma non riteneva necessario che ciò avvenisse tramite quello che per lei era un adeguamento al modello maschile. […] Nei suoi scritti, l’autrice affermava, in maniera più o meno esplicita, che la donna dovesse rimanere donna, centrata sulla famiglia e sui figli, senza inseguire i maschi sul loro terreno».
La giornalista non era ostile alle donne, bensì infastidita rispetto agli obiettivi che il femminismo dell’epoca si dava, come per esempio il diritto di voto: Serao affermava che non aveva senso avere il diritto di andare a votare se le condizioni concrete e quotidiane delle donne rimanevano precarie («Sono ormai persuase di aver esercitato con coscienza uno dei più preziosi diritti della donna; sanno di aver compiuto una missione, non troppo bene quale, ma è una missione», da Votazione femminile, 1879 in Dal vero). Sembra essere questa – a una prima superficiale analisi – la sensazione che coglie lo spettatore del film C’è ancora domani di Paola Cortellesi: la condizione di violenza domestica che la protagonista Delia subisce non muterà, perché lei decide di non fuggire via con il suo vero e primo amore Nino, ma di restare con la sua famiglia e di andare a votare. Oggi sappiamo bene che tale diritto è assolutamente importante e prioritario, perché rende una persona pienamente cittadino/a, che partecipa alla vita politica e sociale del proprio Paese. Sappiamo anche che, grazie al diritto di voto e alla piena partecipazione politica, le donne hanno potuto incidere sul cambiamento della società con le loro istanze: si pensi alla riforma del diritto di famiglia, all’accesso alle carriere pubbliche, alla legge 194/78, al divorzio, all’abolizione del matrimonio riparatore e del delitto d’onore, ma soprattutto alla possibilità che ventuno donne hanno avuto di essere elette nell’Assemblea Costituente e di dare significativi contributi alla stesura della legge fondamentale del nostro Stato, la Costituzione.
Serao non poteva ancora comprendere tale portata rivoluzionaria dell’esercizio dei diritti politici perché – a mio avviso – ella guardava alla concretezza dell’immediato piuttosto che alla lungimiranza di un progetto a lungo termine. Nel suo volume Parla una donna. Diario femminile di guerra, Maggio 1915-Marzo 1916 (raccolta di articoli usciti sul quotidiano “Il Giorno” tra il 1915 e il 1916 sul ruolo assunto dalle donne durante il primo conflitto mondiale mentre gli uomini erano a combattere), la scrittrice presenta una visione conservatrice del ruolo della donna nella società in linea con la mentalità di fine Ottocento e con la propaganda di guerra.
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Oggi rileggeremmo con altri occhi la sua posizione, dotati di ulteriori strumenti di emancipazione, ma resta indiscusso il talento di Serao nel cogliere il reale parlando alle donne delle donne, come affermava Anna Banti, in modo diretto e con passione. Con l’incipit incisivo della raccolta Il ventre di Napoli («Voi non lo conoscevate, onorevole Depretis, il ventre di Napoli… e se non lo conosce il governo, chi deve conoscerlo?») incentivò l’inchiesta Saredo sulla corruzione, lo sventramento dei quartieri malsani di Napoli, la prima Legge Speciale per il Sud voluta da Francesco Saverio Nitti con l’insediamento dell’Ilva. Una scrittrice e giornalista che merita di essere studiata sin dai banchi di scuola, in un percorso che porta dal Realismo francese di Germinale di Zola al Verismo italiano dei Malavoglia di Verga.
Traduzione francese
Angela Incorvaia
Matilde Serao a été la première femme en Italie qui a brisé le plafond de verre du journalisme. Elle est née le 7 mars 1856 à Patras, en Grèce, parce que son père Francesco Saverio qui était napolitain, s’était exilé suite aux évenements de 1848, car il était anti - Bourbon, et c'est là qu’il avait rencontré sa femme Paolina Borrely Scanavy, la mère de Matilde, une princesse grecque originaire d’Istanbul. La famille retourne à Naples en 1860 et Matilde baigne dans le journalisme depuis son plus jeune âge, au sein de la rédaction du Le Pungolo, où son père travaille. Dès son plus jeune âge elle sait ce que signifie se retrousser les manches pour aider sa propre famille: elle commence ses études tardivement parce qu’elle doit travailler comme auxiliaire à la Poste et au bureau de télégraphe de la ville, mais à 15 ans elle obtient son diplôme d’enseignement et c’est ainsi que sa vocation littéraire mûrira en elle de manière de plus en plus prépondérante. La jeune Serao vit dans une époque de grande effervescence mais aussi de crise et de changement de la société italienne post- Unification, qu’elle a su décrire et interprèter avec franchise à travers son travail de journaliste, comme elle aime se définir. Elle commence à écrire de brefs articles de journaux et diverses nouvelles et, entre- temps, elle rencontre Eleonora Duse, avec qui elle tisse des liens étroits d’amitié.
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| Matilde Serao avec Eleonora Duse, 1897 |
En 1882 ele déménage à Rome pour tenter de se faire connaître et de donner un nouvel élan à sa carrière, mais le milieu snob elitiste de la capitale ne lui est pas favorable ni à sa franchise ni à sa spontaneité. C'est en1900, dans ce même milieu qu’arrivera Grazia Deleda; elle aussi aura de nombreuses difficultés à faire valoir son talent, reconnu par l’attribution du prix Nobel en 1926: Serao est aussi candidate, mais elle ne l’emportera pas probablement en raison de son engagement antinationaliste et antimilitariste, ce que Mussolini n’apprécie guère. En 1883 Fantasia fut publiê, un roman qui raconte l’histoire pleines d’aventures de deux amies - dont l’une tombe amoureuse de l’autre - et qui la rend cêlèbre, mais qui est rejeté par le critique Edoardo Scarfoglio, avec lequel Serao nouera bientôt une collaboration professionnelle et sentimentale qui aboutira au mariage en1885. Edoardo avait êcrit d’elle à un ami:
«cette femme si conventionnelle, si bavarde, si fausse en sociétê, et pourtant si simple, si affectueuse, si sincère en intimité, si vaniteuse avec les autres et si humble avec moi- même, si laide dans la vie de tous les jours et si belle dans les divers moments d’amour, si incorruptible, si négligée et si docile aux enseignements, je l' aime beaucoup trop beaucoup trop, beaucoup trop».
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En 1884 elle publie Le ventre de Naples, un recueil de chroniques qui ont été publiées dans de nombreuses revues qui traitaient les conditions de vie misérables des quartiers pauvres de la ville, mais aussi de la contestation du retard des plébéiens et de leur fatalisme qui l’amène à accepter passivement sa propre condition. L' écriture de Serao prend donc le caractère d’une dénonciation sociale. L'activité de travail bat son plein, elle écrit des articles sur les coutumes sociales, la mode, le sport, et en mëme temps des romans. Dans sa biographie, Anna Banti affirme que «Donna Matilde avait le journalisme dans le sang». Elle fonda avec son mari le Corriere de Rome, qui, cependant n' a pas connu le succès escompté en raison de la concurrence de la Tribune.
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| Matilde Serao avec Edoardo Scarfoglio, 1885 |
Ainsi Matilde et Edoardo retournèrent à Naples, et ils fondèrent le Corriere de Naples, né de la fusion entre le Corriere de Rome et le Corriere du Matin, et peu d’années après, en 1892, ils fondèrent le quotidien Le Matin. En 1891 le Corriere de Naples publia le roman le plus engagé socialement, racontant la passion des Napolitains pour la loterie et les conséquences autodestructives pour les protagonistes de l’histoire. C'est durant ces années qu’un évènement boulversera la vie de Matilde: Après une dispute, Scarfoglio la trompe avec une chanteuse de théatre, Gabrielle Bessard. La jeune fille tombe enceinte mais Edoardo refuse de quitter Matilde: Gabrielle arrivera chez les Scarfoglio, elle déposera le nouveau né sur le pas de la porte et se suicidera avec un coup de pistolet devant Serao. Matilde emmènera avec elle la petite fille, mais cependant la relation avec son mari sera complètement brisée. Le Matin refuse de publier l’information, qui sera diffusée par le Corriere de Naples. Par la suite, en 1900, un scandale éclatera alors, au sein du journal du couple, lié à une enquête menée par le Senateur Giuseppe Saredo. La défense de Scarfoglio dans les colonnes du journal reste vaine: Matilde met fin à leur relation. Mais une femme d’un tel courage ne se laisse pas abattre par l’adversité, et ayant rencontré le journaliste Giuseppe Natale, en 1903, elle fonda avec lui un nouveau journal, Le Jour; elle devient la première femme fondatrice. Natale deviendra son nouveau compagnon et par leur union naîtra une petite fille qu’ils appelleront Eleonora, comme le prénom de leur très chère amie Duse. Matilde meurt le 25 juillet 1927 d’une crise cardiaque alors qu’elle était en train d’écrire.
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Naples se souvient de Matilde Serao. Photo de Giuliana Cacciapuoti. |
Comme l’affirme le chercheur Giulio Ferroni, l’écriture de Serao se caractérise par l’éfficacité d’un «style clair et communicatif, tempéré par la pratique journalistique», ce qui lui permet d’avoir du succés parmi le pubbic mais aussi parmi les critiques tels que Benedetto Croce; ce dernier met en lumière la «fantaisie merveilleusement claire et vivante» et comment «tout est observation et sentiment réalistes; ou plutôt, observation guidée par la sensibilité» Serao était toujours en polémique ouverte et franche avec le féminisme. Comme le rappelle Vera Gheno dans les Mots d’autre genre,
«elle était consciente que les femmes auraient eu besoin d’étudier pour vivre leur vie avec plus d’égalité; mais elle ne jugeait pas nécessaire que cela se produise par l’intermédiaire de ce qui , pour elle, était une adaptation au modèle masculin. [...] Dans ses écrits, l’auteur affirmait, plus ou moins explicitement, que les femmes devaient rester des femmes, centrées sur la famille et les enfants, sans poursuivre leur propre terrain masculino».
La journaliste n’était pas hostile aux femmes, mais plutôt agacée par les objectifs que le féminisme de l’époque s’est fixé, comme par exemple le droit de vote: Serao affirmait que c 'était absurde d’avoir le droit de vote si les conditions concrètes et quotidiennes des femmes restaient précaires («Elles sont dèsormais convaincues d’avoir exercé consciencieusement l' un des droits les plus précieux de la femme; elles savent qu’elles ont accompli une mission, sans trop savoir laquelle, mais c' est une mission», issue du Vote des femmes, 1879). Il semble que ce soit - à première vue superficielle - la sensation que le spectateur du film éprouve Il y a encore demain de Paola Cortellesi: la situation de violence domestique que subit l’héroine Delia ne changera pas, car elle décide de ne pas s’enfuir avec son vrai et premier amour Nino, mais de rester auprès de sa famille et d'aller voter. Aujourd'hui nous savons bien que tel droit est absolument important et fondamental car il fait de chacun un citoyen/ne, qui participe à la vie politique et sociale de son pays. Nous savons également que, grâce au droit de vote et à la pleine participation politique, les femmes ont pu influencer les changements de la société par leurs revendications: Pensons à la réforme du droit de la famille, à l’accès aux carrières politiques, à la loi 194/78, au divorce, à l’abolizione du mariage réparateur et de la dette d’honneur, mais surtout à la possibilità que 21 femmes ont eu d'être élues à l'Assemblée Constituante et qu 'elles contribuent de manière significative à la rédaction de la loi fondamentale de notre Etat, la Constitution.
Serao nel pouvait pas encore comprendre telle signification révolutionnaire de l’exercice des droits politiques parce que - à mon avis - elle s’interessait au concret de l’immédiat plutôt qu’à la perspective d 'un projet à long terme. Dans son ouvrage Parle une femme. Journal de guerre d'une femme, mai 1915-mars 1916 ( recueil d’articles publiés dans le quotidien Il Giorno entre 1915 et 1916 sur le rôle assumé par des femmes pendant la première guerre mondiale tandis que les hommes combattaient); l' auteur présente une vision conservatrice du rôle des femmes dans la société, conforme à la mentalité de la fin du XlXe siècle et à la propagande de guerre.
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Aujourd' hui nous relirions sa position différemment, fort des outils d’émancipation, mais le talent de Serao pour saisir la réalité en s’adressant aux femmes, comme l’a souligné Anna Banti, de manière directe et passionée demeure incontestable. Le recueil s’ouvre sur l’incipit incisif du poème Le Ventre de Naples («Vous ne le saviez pas, honorable Depretis, le Ventre de Naples... et si le gouvernement l’ignore, qui le saurait?») elle encourage l’enquête de Saredo sur la corruption, la démolition des quartiers insalubres de Naples et la première loi spéciale pour le Sud, souhaitée par Francesco Saverio Nitti, avec la création de l’Ilva. C'est une femme écrivain et journaliste dont l' oeuvre mérite d’être étudiée dans les premières années scolaires, dans un parcours qui mène du Réalisme français du Germinale de Zola au Vérisme italien des Malavoglia de Verga.
Traduzione spagnola
Laura Cavallaro
La primera mujer en Italia en abrirse paso en el techo de cristal del periodismo fue Matilde Serao. Ella nace el 7 de marzo de 1856 en Patras, Grecia, porque su padre napolitano, Francesco Saverio, se había exiliado tras las revueltas de 1848, pues era antiborbónico, y allí conoció a Paolina Borrelly Scanavy, madre de Matilde, princesa griega originaria de Estambul. La familia regresa a Nápoles en 1860, y Matilde tiene contacto con el oficio periodístico desde pequeña en la redacción de «Il Pungolo», donde trabaja su padre. Desde muy joven comprende lo que significa arremangarse para ayudar a su familia: comienza a estudiar tarde porque debe trabajar como auxiliar en Correos y Telégrafos de la ciudad, pero a los quince años obtiene el diploma de magisterio y su vocación literaria se iría desarrollando cada vez más. La joven Serao vive en una época de grandes fermentos, pero también de crisis y cambios en la sociedad italiana tras su unificación, que supo describir e interpretar con franqueza a través de su trabajo de periodista, como ella misma gustaba definirse. Comienza escribiendo breves artículos de periódico y varias novelas, y mientras tanto, en 1879, conoce a Eleonora Duse, con quien forja un fuerte vínculo de amistad.
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| Matilde Serao con Eleonora Duse, 1897 |
En 1882 se traslada a Roma en un intento de darse a conocer y dar un giro a su carrera, pero el ambiente afectado y elitista de la capital no favorecía sus modos directos y espontáneos. Ese mismo ambiente sería el que, en 1900, recibiría a Grazia Deledda, quien también enfrentaría numerosas dificultades para afirmar su talento, reconocido posteriormente con el Nobel en 1926: Serao también es candidata, pero probablemente no lo gana por su compromiso antinacionalista y antimilitarista, que desagradará a Mussolini. En 1883 se publica Fantasia (Fantasía 1892), una novela que narra la historia aventurera de dos amigas –una de las cuales se enamora del esposo de la otra– y que la hizo famosa, aunque es rechazada por el crítico Edoardo Scarfoglio, con quien Serao pronto establecería un vínculo profesional y personal que culminaría en matrimonio en 1885. Sobre ella, Edoardo había escrito a un amigo:
«Esta mujer, tan convencional y chismosa y falsa entre la gente, y tan simple, tan afectuosa, tan sincera en la intimidad, tan vanidosa con los demás y tan humilde conmigo, tan fea en la vida cotidiana y tan bella en los momentos del amor, tan incorregible y alborotadora y tan dócil a las enseñanzas, me gusta demasiado, demasiado, demasiado».
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En 1884 publica Il ventre di Napoli (El vientre de Nápoles 2016), una colección de crónicas que habían sido publicadas en varias revistas y que trataban las condiciones de vida miserables de los barrios pobres de la ciudad, así como la constatación del atraso de la plebe y su fatalismo, que la llevaba a aceptar pasivamente su situación. La escritura de Serao adquiere, por tanto, un carácter de denuncia social. Su actividad laboral es intensa: Serao escribe artículos sobre usos, costumbres, acontecimientos sociales, moda, deportes y, al mismo tiempo, novelas. En su biografía, Anna Banti afirma que «Doña Matilde tenía el periodismo en la sangre». Funda con su marido el Corriere di Roma, que no prosperó debido a la competencia de "La Tribuna".
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| Matilde Serao con Edoardo Scarfoglio, 1885 |
Así, Matilde y Edoardo regresan a Nápoles, fundan el Corriere di Napoli, que surge de la fusión entre el Corriere di Roma y el Corriere del Mattino, y después de pocos años, en 1892, fundan el diario Il Mattino. En 1891 se publica en el Corriere di Napoli la novela de mayor compromiso social de la escritora, Il paese di Cuccagna, (La tierra de la abundancia 2025) que en veinte capítulos aborda la pasión de los napolitanos por el juego de lotería y las consecuencias autodestructivas para los protagonistas de la historia. En esos años ocurre un acontecimiento que sacude la vida de Matilde: tras una discusión, Scarfoglio la traiciona con una cantante de teatro, Gabrielle Bessard. La joven se queda embarazada, pero Edoardo no quiere dejar a Matilde: la historia tiene un desenlace trágico, ya que Gabrielle llegará a la casa de los Scarfoglio, dejará a la recién nacida en la puerta y se disparará delante de Serao. Matilde se quedará con la niña, pero su relación con el marido ya será irreparable. Il Mattino no quiere dar la noticia, que en cambio será difundida por el Corriere di Napoli. Posteriormente, en 1900, el periódico de la pareja se ve envuelto en un escándalo debido a una investigación sobre el senador Giuseppe Saredo. No sirve de nada la defensa de Scarfoglio desde las columnas del diario: Matilde abandona la redacción. Pero una mujer de semejante temple no se deja abatir fácilmente ante las adversidades, y así, tras conocer al periodista Giuseppe Natale en 1903, funda con él un nuevo periódico, Il Giorno: es la primera vez que una mujer fundaba un diario. Natale se convierte también en su nuevo compañero, y de su unión nace Eleonora, la niña que lleva el nombre de su querida amiga Duse. Matilde muere el 25 de julio de 1927, víctima de un infarto mientras escribía.
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Nápoles recuerda a Matilde Serao. Foto de Giuliana Cacciapuoti. |
Como sostiene el estudioso Giulio Ferroni, la escritura de Serao se caracteriza por la eficacia de un «estilo claro y comunicativo, templado por el ejercicio periodístico», lo que le permite tener éxito tanto entre el público como entre críticos como Benedetto Croce, quien destacó su «fantasía maravillosamente clara y viva» y que «Ella es toda observación realista y sentimiento; o mejor, observación movida por el sentimiento». Serao siempre mantuvo una abierta y franca polémica con el feminismo. Como recuerda Vera Gheno en Parole d’altro genere,
«era consciente de que las mujeres necesitarían estudiar, vivir sus vidas con mayor equidad; pero no consideraba necesario que ello se lograra mediante lo que para ella era una adaptación al modelo masculino. […] En sus escritos, la autora afirmaba, de manera más o menos explícita, que la mujer debía permanecer mujer, centrada en la familia y los hijos, sin perseguir a los hombres en su terreno».
La periodista no era hostil hacia las mujeres, sino más bien crítica respecto a los objetivos que el feminismo de la época perseguía, como por ejemplo el derecho al voto: Serao afirmaba que no tenía sentido tener el derecho a votar si las condiciones concretas y cotidianas de las mujeres seguían siendo precarias («Ya están convencidas de haber ejercido con conciencia uno de los derechos más preciados de la mujer; saben que han cumplido una misión, no demasiado clara cuál, pero es una misión», de Votazione femminile, 1879). Esto parece ser –con una primera mirada superficial–la sensación que percibe el público de la película C’è ancora domani (Siempre nos quedará mañana) de Paola Cortellesi: la condición de violencia doméstica que la protagonista Delia sufre no cambiará, porque ella decide no huir con su verdadero y primer amor Nino, sino quedarse con su familia e ir a votar. Hoy es notorio que ese derecho es absolutamente importante y prioritario, porque permite a una persona ser plenamente ciudadana y participar en la vida política y social de su país. También es notorio que, gracias al derecho al voto y a la plena participación política, las mujeres han podido influir en el cambio social con sus demandas: es necesario pensar en la reforma del derecho de familia, el acceso a carreras públicas, la ley 194/78, el divorcio, la abolición del matrimonio reparador y del crimen de honor, pero sobre todo en la posibilidad que tuvieron veintiuna mujeres de ser elegidas en la Asamblea Constituyente y contribuir significativamente a la redacción de la ley fundamental del Estado, la Constitución.
Serao aún no podía comprender la magnitud revolucionaria del ejercicio de los derechos políticos porque –a mi juicio– ella miraba la concreción del presente inmediato más que la visión a largo plazo de un proyecto. En su volumen Parla una donna. Diario femminile di guerra, maggio 1915-marzo 1916 (recopilación de artículos publicados en el diario Il Giorno entre 1915 y 1916 sobre el papel asumido por las mujeres durante la Primera Guerra Mundial mientras los hombres combatían), la escritora presenta una visión conservadora del rol de la mujer en la sociedad, en línea con la mentalidad de fines del siglo XIX y con la propaganda de guerra.
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Hoy se releería su posición con otros ojos, dotados de más herramientas de emancipación, pero sigue siendo indiscutible el talento de Serao para captar la realidad hablando a las mujeres sobre las mujeres, como afirmaba Anna Banti, de manera directa y apasionada. Con el incisivo inicio de la recopilación Il ventre di Napoli (El vientre de Nápoles 2016: «Usted no lo conocía, honorable Depretis, el vientre de Nápoles… y si no lo conoce el gobierno, ¿quién debe conocerlo?») incentivó la investigación de Saredo sobre la corrupción, el desmantelamiento de los barrios insalubres de Nápoles, la primera Ley Especial para el Sur promovida por Francesco Saverio Nitti con la instalación de la Ilva. Una escritora y periodista que merece ser estudiada desde los pupitres escolares, en un recorrido que va del Realismo francés de Germinal de Zola al Verismo italiano de Los Malavoglia de Verga.






