Calendaria 2026 - Marjory Stoneman Douglas

Marjory Stoneman Douglas
Livia Capasso

Carola Pignati

 

Pioniera dell’ambientalismo, Marjory Stoneman Douglas guidò, precorrendo i tempi, l'impegno per la protezione delle Everglades, la più grande area selvaggia subtropicale degli Stati Uniti, una riserva di paludi in Florida, ricoperta di mangrovie e pinete, laghetti e fiumi, e rifugio per centinaia di specie animali a rischio di estinzione. Giornalista affermata, capace di unire rigore, passione e competenza, con la sua attività nel mondo dell’informazione ha diffuso l’impegno ambientalista, riuscendo a ottenere consapevolezza pubblica e sostegno dagli organi politici. Ha contribuito anche al giornalismo d’inchiesta, un giornalismo impegnato, eticamente orientato e profondamente legato al territorio. Chi l’ha frequentata la ricorda di aspetto minuto, con enormi occhiali scuri e un grande cappello a tesa larga.

Nata a Minneapolis, Minnesota, il 7 aprile 1890, da Florence Lillian Trefethen, violinista concertista, e Frank Bryant Stoneman, giudice e direttore di giornale, dopo la separazione dei genitori visse un’infanzia infelice a causa della litigiosità dell’ambiente familiare e della instabilità psichica della mamma. Si diplomò al liceo nel 1908 e frequentò il Wellesley College, dove studiò letteratura inglese e si laureò nel 1912. Sposò Kenneth Douglas nel 1914, un truffatore, di trenta anni più anziano; il matrimonio fallì ben presto e Marjory si trasferì in Florida l’anno successivo per ricongiungersi al padre, che nel 1908 aveva fondato il Miami News Record (ribattezzato Miami Herald nel 1910). Iniziò a lavorare per l'Herald come cronista mondana e redattrice, scrivendo articoli su matrimoni, cronaca rosa e storie della comunità, oltre a racconti personali. Durante la Prima guerra mondiale si arruolò in marina e successivamente prestò servizio per la Croce Rossa Americana a Parigi, scrivendo articoli sull'organizzazione e sul lavoro del suo team. Tornò quindi a Miami, per lavorare di nuovo all'Herald, questa volta come vicedirettora nel 1920. Fondò una rubrica chiamata The Gallery, dove si occupava delle conseguenze del rapido sviluppo, del paesaggio e della geografia della Florida, un'anticipazione del suo successivo lavoro per la protezione delle risorse naturali dello Stato. In quegli anni, la giovane città di Miami stava vivendo una crescita tumultuosa e un boom edilizio che minacciava di cambiare radicalmente il volto del paesaggio della Florida meridionale. Marjory denunciò questo sviluppo incontrollato e i suoi effetti sociali e ambientali.

Tra le sue prime inchieste, su temi civili, urbanistici e sociali, ci sono articoli che trattavano le condizioni di vita dei lavoratori afroamericani e le differenze razziali presenti nella città in espansione. Dichiarò inoltre il suo sostegno all'uguaglianza delle donne e ai diritti civili, posizioni che sosteneva fin dagli anni trascorsi al college. Promosse il suffragio femminile e nel 1917 viaggiò con altre donne per parlare a favore del diritto di voto alle donne. Questi temi, per l’epoca, erano particolarmente contestati, ma Stoneman continuò a difenderli con determinazione, guadagnandosi ammirazione, ma anche critiche. Il suo stile giornalistico era sobrio, evocativo e colto; il rigore delle informazioni si univa ad una narrazione coinvolgente, che si rivelò particolarmente efficace nelle sue inchieste ambientali e sociali. Stoneman si dimise dall'Herald nel 1923 dopo che le fu diagnosticata una sindrome da affaticamento nervoso. Si dedicò alla scrittura freelance per mantenersi, sebbene continuasse a collaborare saltuariamente con l’Herald, scrivendo principalmente racconti. I suoi articoli apparvero su riviste popolari come The Saturday Evening Post, Collier's e Woman's Home Companion, e affrontavano tematiche legate alla condizione femminile, alla natura selvaggia e al cambiamento culturale in atto nel Sud degli Stati Uniti.

Ammaliata dalla bellezza e dalla fauna selvatica delle vicine Everglades, Stoneman le visitava spesso, e fu una delle prime sostenitrici dell'iniziativa per destinare l'area a parco nazionale. Il Congresso designò il parco nel 1934, ma ci vollero altri anni per ottenere i finanziamenti e i diritti necessari. L’Everglades National Park fu inaugurato nel 1947, lo stesso anno in cui Stoneman pubblicò Everglades: River of Grass, che inizia con questa affermazione: «Non ci sono altre Everglades al mondo». Molte persone consideravano le zone umide inutili, piene di insetti, inospitali per il campeggio, l'escursionismo o altre attività all'aperto, e adatte solo alla conversione a fini agricoli e residenziali. River of Grass mise in luce la fauna unica delle Everglades, costituita da ibis, spatole, lamantini, fenicotteri, falchi, coccodrilli marini e alligatori d'acqua dolce, tra parecchie altre specie. Avvertì inoltre che la costruzione di dighe e canali avrebbe distrutto l'ecosistema e concluse il libro con un appello al pubblico a difendere il prezioso patrimonio naturale della regione.

Douglas firma copie di River of Grass - Burdines 1947.

Il libro fu un successo immediato, presentava, come al solito, i dati e le informazioni con chiarezza e profondità, e cambiò radicalmente la percezione pubblica e politica dell’ambiente della Florida meridionale. Dagli anni Cinquanta in poi, la giornalista divenne una figura di riferimento per l’attivismo ecologico. Continuò a pubblicare articoli sul Miami Herald, The Tampa Tribune e The Palm Beach Post, oltre che su riviste specializzate in ecologia, come Audubon Magazine, National Wildlife, ed Environment, mettendo in luce i danni ambientali provocati dagli interventi umani. Trattava di inquinamento, speculazione edilizia, uso eccessivo di pesticidi, e dell’urgenza di proteggere le risorse idriche della Florida. In ognuno di questi articoli univa competenza e chiarezza, talvolta indignazione.

Alla fine degli anni Sessanta, i progetti per la costruzione di un aeroporto vicino alle Everglades rappresentarono una nuova minaccia per la regione. Fondò allora il gruppo Friends of the Everglades, di cui fu la prima presidente, e utilizzò la stampa locale come mezzo principale per promuovere la sua battaglia. Già affetta da un peggioramento della vista che l'avrebbe presto resa cieca, viaggiò attraverso la Florida per denunciare il pericolo e alla fine lo Stato decise di costruire l'aeroporto altrove. Oltre al suo attivismo ambientalista, Stoneman continuò il suo lavoro di scrittrice. Nel 1951 pubblicò il suo primo romanzo Road to the Sun, ambientato in Florida nel 1845, l'anno in cui lo Stato entrò a far parte dell'Unione, e successivamente diversi libri di saggistica su argomenti regionali tra cui il birdwatching in Florida. La sua autobiografia Marjory Stoneman Douglas: Voice of the River fu pubblicata nel 1987.

Stoneman continuò a scrivere e a partecipare a dibattiti pubblici anche in età avanzata. A cento anni suonati, rilasciava ancora interviste e scriveva lettere ai giornali. Il suo contributo fu riconosciuto con numerose lauree honoris causa e premi, tra cui la Medaglia presidenziale per la libertà, il più alto riconoscimento civile concesso dagli Stati Uniti d'America, conferitale il 30 novembre 1993 dal presidente Bill Clinton. Questa la motivazione:

«Donna straordinaria che ha dedicato la sua lunga vita alla protezione dei fragili sistemi delle Everglades e alla causa dell'uguaglianza dei diritti per tutti gli americani, Marjory Stoneman Douglas incarna l'impegno. La sua crociata per preservare e ripristinare le Everglades ha accresciuto il rispetto della nostra Nazione per il nostro prezioso ambiente, ricordando a tutti noi il delicato equilibrio della natura».

Per il suo centenario, la University of North Florida Press pubblicò Nine Florida Stories by Marjory Stoneman Douglas, una raccolta di alcuni dei suoi articoli pubblicati sulle riviste negli anni Venti, Trenta e Quaranta. Ha inoltre digitalizzato una parte significativa dell'archivio personale della giornalista, che include corrispondenze, fotografie, manoscritti e articoli. Questi documenti offrono una panoramica completa del suo lavoro giornalistico e del suo impegno ambientalistico.

Marjory Stoneman Douglas, Illustrazione di Rachel Ignotofsky

Marjory Stoneman Douglas morì all'età di 108 anni a Coconut Grove, Miami, 14 maggio del 1998. La sua casa è stata dichiarata monumento storico nazionale nel 2015.

Diversi edifici portano il suo nome: la Marjory Stoneman Douglas High School, una scuola superiore pubblica a Parkland, in Florida, una scuola elementare a Miami e un edificio del Dipartimento per la Protezione Ambientale della Florida a Tallahassee. Il Marjory Stoneman Douglas Biscayne Nature Center a Key Biscayne è un progetto educativo dei dipartimenti scolastici e dei parchi della contea di Miami-Dade e di un'organizzazione comunitaria no-profit.

Marjory Stoneman Douglas, Menden Hall, 1960.

Traduzione francese

Giorgia Corvino

Pionnière de l’écologie, Marjory Stoneman Douglas a mené la lutte pour protéger les Everglades, la plus grande région sauvage subtropicale des États-Unis, une réserve de marais en Floride recouverte de mangroves et de forêts de pins, lacs et rivières, et refuge pour des centaines d’espèces animales menacées. Journaliste affirmée, capable d’allier rigueur, passion et compétence, avec son activité dans le monde de l’information elle a diffusé l’engagement écologiste, réussissant à obtenir la conscience publique et le soutien des organes politiques. Il a également contribué au journalisme d’enquête, un journalisme engagé, orienté moralement et profondément lié au territoire. Ceux qui l’ont fréquentée se souviennent d’elle comme d’une personne minuscule, avec de grandes lunettes noires et un grand chapeau à larges crêtes.

Née à Minneapolis, Minnesota, le 7 avril 1890, de Florence Lillian Trefethen, violoniste concertiste, et de Frank Bryant Stoneman, juge et rédacteur en chef, Après la séparation des parents, elle vécut une enfance malheureuse à cause de l’agitation du milieu familial et de l’instabilité psychique de sa mère. Elle est diplômée du lycée en 1908 et fréquente le Wellesley College, où elle étudie la littérature anglaise et obtient son diplôme en 1912. Mariée à Kenneth Douglas en 1914, un escroc trente ans plus âgé ; Le mariage échoua rapidement et Marjory déménagea en Floride l’année suivante pour rejoindre son père, qui avait fondé le Miami News Record (rebaptisé Miami Herald en 1910) en 1908 . Elle a commencé à travailler pour Herald en tant que chroniqueuse mondaine et rédactrice, écrivant des articles sur les mariages, la chronique rose et les histoires de la communauté, ainsi que des récits personnels. Pendant la Première Guerre mondiale, elle a rejoint la marine et a ensuite servi pour la Croix-Rouge américaine à Paris, en écrivant des articles sur l’organisation et le travail de son équipe. Elle retourne ensuite à Miami, pour travailler de nouveau au Herald, cette fois comme directrice adjointe en 1920. Elle fonde une rubrique intitulée The Gallery, où elle traite des conséquences du développement rapide, du paysage et de la géographie de la Floride, une anticipation de son travail ultérieur pour la protection des ressources naturelles de l’État. À cette époque, la jeune ville de Miami connaissait une croissance tumultueuse et un boom de la construction qui menaçait de changer radicalement le paysage du sud de la Floride. Marjory a dénoncé ce développement incontrôlé et ses effets sociaux et environnementaux.

Parmi ses premières enquêtes, sur des thèmes civils, urbanistiques et sociaux, on trouve des articles traitant des conditions de vie des travailleurs afro-américains et des différences raciales présentes dans la ville en expansion. Elle a également déclaré son soutien à l’ égalité des femmes et aux droits civiques, des positions qu’elle avait défendues depuis ses années d’université. Elle a promu le suffrage féminin et en 1917, elle a voyagé avec d’autres femmes pour parler en faveur du droit de vote des femmes. Ces thèmes, pour l’époque, étaient particulièrement contestés, mais Stoneman continua à les défendre avec détermination, gagnant l’admiration, mais aussi la critique. Son style journalistique était sobre, évocateur et cultivé ; La rigueur de l’information se mêlait à un récit captivant, qui s’avéra particulièrement efficace dans ses enquêtes environnementales et sociales. Stoneman démissionne de son poste à Herald’s en 1923 après qu’on elle ait diagnostiqué un syndrome de fatigue nerveuse. Elle se consacre à l’écriture en freelance pour subvenir à ses besoins , bien qu’elle continue de collaborer occasionnellement avec le Herald, écrivant principalement des nouvelles. Ses articles sont parus dans des magazines populaires tels que The Saturday Evening Post, Collier’se Woman's Home Companion, et abordent des thèmes liés à la condition féminine, à la nature sauvage et au changement culturel en cours dans le sud des États-Unis.

Fascinée par la beauté et la faune des Everglades voisines, Stoneman leur rendait souvent visite, et fut l’une des premières à soutenir l’initiative de faire de cette zone un parc national. Le Congrès a désigné le parc en 1934, mais il a fallu des années pour obtenir les financements et les droits nécessaires. Le parc national des Everglades a été inauguré en 1947, l’année où Stoneman a publié Everglades : River of Grass, qui commence par cette déclaration : « Il n’y a pas d’autres Everglades dans le monde ». Beaucoup de gens considéraient les zones humides comme inutiles, pleines d’insectes, inadaptées au camping, à la randonnée ou à d’autres activités de plein air, et ne convenant qu’à une conversion agricole et résidentielle. River of Grassmet en lumière la faune unique des Everglades, constituée d’ibis, de spatules, de lamantins, de flamants roses, de faucons, de crocodiles marins et d’alligators d’eau douce, parmi plusieurs autres espèces. Elle a également averti que la construction de digues et de canaux détruirait l’écosystème et a conclu son livre en appelant le public à défendre le précieux patrimoine naturel de la région.

Douglas signe des exemplaires de River of Grass – Burdines, 1947

Le livre a été un succès immédiat, il présentait, comme d’habitude, les données et l’information avec clarté et profondeur, et a radicalement changé la perception publique et politique de l’environnement du sud de la Floride. À partir des années 1950, la journaliste est devenue une figure de référence pour l’activisme écologique. Elle continue à publier des articles dans le Miami Herald, The Tampa Tribunee et The Palm Beach Post, ainsi que dans des revues spécialisées en écologie comme Audubon Magazine, National Wildlife et Environment, mettant en lumière les dommages environnementaux causés par l’intervention humaine. Elle traitait de la pollution, de la spéculation immobilière, de l’utilisation excessive des pesticides et de l’urgence de protéger les ressources en eau de Floride. Dans chacun de ces articles, elle combine compétence et clarté, parfois indignation.

À la fin des années 1960, les projets de construction d’un aéroport près des Everglades représentaient une nouvelle menace pour la région. Elle fonde alors le groupe Friends of the Everglades, dont elle est la première présidente, et utilise la presse locale comme principal moyen de promouvoir sa bataille. Déjà atteinte d’une détérioration de la vue qui allait bientôt la rendre aveugle, elle voyagea à travers la Floride pour dénoncer le danger et finalement l’État décida de construire l’aéroport ailleurs. En plus de son activisme environnemental, Stoneman a continué son travail d’écrivain. En 1951, elle a publié son premier roman Road to the Sun, qui se déroule en Floride en 1845, l’année où l’État est entré dans l’Union, et plus tard plusieurs livres de non-fiction sur des sujets régionaux dont le birdwatching en Floride . Son autobiographie Marjory Stoneman Douglas: Voice of the River est publiée en 1987.

Stoneman a continué à écrire et à participer aux débats publics même à un âge avancé. À cent ans, il donnait encore des interviews et écrivait des lettres aux journaux. Sa contribution a été reconnue par de nombreux prix honorifiques , dont la médaille présidentielle pour la liberté, la plus haute distinction civile accordée par les États-Unis d’Amérique, qui lui a été décernée le 30 novembre 1993 par le président Bill Clinton. Voici la motivation:

«Femme extraordinaire qui a consacré sa longue vie à la protection des systèmes fragiles des Everglades et à la cause de l’égalité des droits pour tous les Américains, Marjory Stoneman Douglas incarne cet engagement. Sa croisade pour préserver et restaurer les Everglades a accru le respect de notre nation pour notre environnement précieux, nous rappelant à tous l’équilibre délicat de la nature».

Pour son centenaire, l’University of North Florida Press a publié Nine Florida Stories by Marjory Stoneman Douglas, un recueil de quelques-uns de ses articles parus dans les revues des années 1920, 1930 et 1940. Il a également numérisé une partie importante des archives personnelles de la journaliste, qui comprennent des correspondances, des photographies, des manuscrits et des articles. Ces documents offrent un aperçu complet de son travail journalistique et de son engagement en faveur de l’environnement.

Marjory Stoneman Douglas, illustration de Rachel Ignotofsky

Marjory Stoneman Douglas meurt à l’âge de 108 ans à Coconut Grove, Miami, le 14 mai 1998. Sa maison a été déclarée monument historique national en 2015.

Plusieurs bâtiments portent son nom : la Marjory Stoneman Douglas High School, une école secondaire publique à Parkland en Floride, une école primaire à Miami et un bâtiment du Département de la protection environnementale de Floride à Tallahassee. Le Marjory Stoneman Douglas Biscayne Nature Centera Key Biscayne est un projet éducatif des départements scolaires et des parcs du comté de Miami-Dade et d’une organisation communautaire à but non lucratif.

Marjory Stoneman Douglas, Menden Hall, 1960.

Traduzione inglese

Syd Stapleton

A pioneer of environmentalism, Marjory Stoneman Douglas was a trailblazer in the fight to protect the Everglades, the largest subtropical wilderness in the United States, a marshland reserve in Florida covered with mangroves and pine forests, lakes and rivers, and a refuge for hundreds of endangered species. An accomplished journalist, capable of combining rigor, passion, and expertise, she spread environmental awareness through her work in the media, succeeding in raising public awareness and gaining support from political bodies. She also contributed to investigative journalism, a form of journalism that is committed, ethically oriented, and deeply connected to the local community. Those who knew her remember her as petite, with enormous dark glasses and a large wide-brimmed hat.

Born in Minneapolis, Minnesota, on April 7, 1890, to Florence Lillian Trefethen, a concert violinist, and Frank Bryant Stoneman, a judge and newspaper editor, she had an unhappy childhood due to her parents' separation and her mother's mental instability. She graduated from high school in 1908 and attended Wellesley College, where she studied English literature and graduated in 1912. She married Kenneth Douglas in 1914, a con man thirty years her senior. The marriage soon failed and Marjory moved to Florida the following year to rejoin her father, who in 1908 had founded the Miami News Record (renamed the Miami Herald in 1910). She began working for the Herald as a society reporter and editor, writing articles on weddings, gossip, and community stories, as well as personal accounts. During World War I, she enlisted in the Navy and later served with the American Red Cross in Paris, writing articles about the organization and the work of her team. She then returned to Miami to work again at the Herald, this time as deputy editor in 1920. She founded a column called The Gallery, where she covered the consequences of rapid development, landscape, and geography in Florida, a precursor to her later work protecting the state's natural resources. During those years, the young city of Miami was experiencing tumultuous growth and a construction boom that threatened to radically change the face of southern Florida. Marjory denounced this uncontrolled development and its social and environmental effects.

Among her early investigations into civil, urban, and social issues were articles dealing with the living conditions of African American workers and racial differences in the expanding city. She also declared her support for women's equality and civil rights, positions she had held since her college years. She promoted women's suffrage and in 1917 traveled with other women to speak in favor of women's right to vote. These issues were particularly controversial at the time, but Stoneman continued to defend them with determination, earning admiration but also criticism. Her journalistic style was sober, evocative, and cultured; her rigorous reporting was combined with engaging storytelling, which proved particularly effective in her environmental and social investigations. Stoneman resigned from the Herald in 1923 after being diagnosed with nervous exhaustion. She turned to freelance writing to support herself, although she continued to contribute occasionally to the Herald, writing mainly short stories. Her articles appeared in popular magazines such as The Saturday Evening Post, Collier's, and Woman's Home Companion, and dealt with sunjects related to women's issues, wildlife, and cultural change in the Southern United States.

Enchanted by the beauty and wildlife of the nearby Everglades, Stoneman visited often and was one of the first supporters of the initiative to designate the area a national park. Congress designated the park in 1934, but it took several more years to secure the necessary funding and rights. Everglades National Park was inaugurated in 1947, the same year Stoneman published Everglades: River of Grass, which begins with the statement: “There is no other Everglades in the world.” Many people considered the wetlands useless, full of insects, inhospitable for camping, hiking, or other outdoor activities, and suitable only for conversion to agriculture and residential use. River of Grass highlighted the unique wildlife of the Everglades, including ibises, spoonbills, manatees, flamingos, hawks, saltwater crocodiles, and freshwater alligators, among many other species. It also warned that the construction of dams and canals would destroy the ecosystem and concluded with a call to the public to defend the region's precious natural heritage.

Douglas signs copies of River of Grass – Burdines, 1947

The book was an immediate success, presenting data and information with her usual clarity and depth, and radically changed public and political perceptions of the environment in southern Florida. From the 1950s onwards, the journalist became a leading figure in environmental activism. She continued to publish articles in the Miami Herald, The Tampa Tribune, and The Palm Beach Post, as well as in specialized ecology magazines such as Audubon Magazine, National Wildlife, and Environment, highlighting the environmental damage caused by human intervention. She wrote about pollution, real estate speculation, excessive pesticide use, and the urgent need to protect Florida's water resources. In each of these articles, she combined expertise and clarity, sometimes with indignation.

In the late 1960s, plans to build an airport near the Everglades posed a new threat to the region. She then founded the group Friends of the Everglades, of which she was the first president, and used the local press as her main vehicle for promoting her cause. Already suffering from deteriorating eyesight that would soon leave her blind, she traveled throughout Florida to denounce the danger, and the state eventually decided to build the airport elsewhere. In addition to her environmental activism, Stoneman continued her work as a writer. In 1951, she published her first novel, Road to the Sun, set in Florida in 1845, the year the state joined the Union, and subsequently several non-fiction books on regional topics including birdwatching in Florida. Her autobiography, Marjory Stoneman Douglas: Voice of the River, was published in 1987.

Stoneman continued to write and participate in public debates even in her later years. At the age of 100, she was still giving interviews and writing letters to newspapers. Her contributions were recognized with numerous honorary degrees and awards, including the Presidential Medal of Freedom, the highest civilian award given by the United States of America, presented to her on November 30, 1993, by President Bill Clinton. The citation read:

«An extraordinary woman who dedicated her long life to protecting the fragile systems of the Everglades and to the cause of equal rights for all Americans, Marjory Stoneman Douglas embodies commitment. Her crusade to preserve and restore the Everglades has increased our nation's respect for our precious environment, reminding us all of the delicate balance of nature».

For her centennial, the University of North Florida Press published Nine Florida Stories by Marjory Stoneman Douglas, a collection of some of her articles published in magazines in the 1920s, 1930s, and 1940s. It also digitized a significant portion of the journalist's personal archive, which includes correspondence, photographs, manuscripts, and articles. These documents provide a comprehensive overview of her journalistic work and environmental activism.

Marjory Stoneman Douglas, illustration by Rachel Ignotofsky

Marjory Stoneman Douglas died at the age of 108 in Coconut Grove, Miami, on May 14, 1998. Her home was designated a National Historic Landmark in 2015.

Several buildings bear her name: Marjory Stoneman Douglas High School, a public high school in Parkland, Florida; an elementary school in Miami; and a Florida Department of Environmental Protection building in Tallahassee. The Marjory Stoneman Douglas Biscayne Nature Center in Key Biscayne is an educational project of the Miami-Dade County School and Parks Departments and a non-profit community organization.

Marjory Stoneman Douglas, Menden Hall, 1960.